La Principessa Laurentien dei Paesi Bassi non è mai stata soltanto la moglie del Principe Constantijn, fratello minore di Re Willem-Alexander, o la cognata della Regina Maxima. Negli anni ha costruito un’immagine diversa, difficile da incasellare nel contesto delle monarchie: attiva nel sociale, impegnata sui temi dell’istruzione, spesso percepita come fuori dagli schemi e con uno stile personale che non passa inosservato.
Il 25 maggio 2026 Laurentien compie 60 anni. Un compleanno che riporta l’attenzione su una delle figure meno raccontate delle monarchie europee. In una monarchia tradizionalmente sobria come quella olandese, la Principessa ha scelto spesso una strada diversa, fatta di meno protocollo e molto impegno sociale.
E lo ha sempre fatto con la propria personalità talvolta distante da quello che ci si aspetta da una principessa. Infatti, Laurentien non ha mai dato l’impressione di voler interpretare il ruolo della principessa nel senso più classico del termine.
Indice
La futura Principessa cresciuta tra politica internazionale e Giappone
Nata il 25 maggio 1966 a Leida come Petra Laurentien Brinkhorst, entra nella famiglia reale grazie al matrimonio con il Principe Constantijn, terzo figlio dell’ex Regina olandese, Beatrice, e di suo marito, Claus von Amsberg. Le origini di Laurentien sono infatti lontane dalla nobiltà, ma vicine alla politica e alle istituzioni europee.
Il padre, Laurens Jan Brinkhorst, è stato ministro, diplomatico e figura importante nella vita politica olandese ed europea. Laurentien cresce in un ambiente internazionale, seguendo i trasferimenti del padre, vivendo in contesti multiculturali che contribuiscono a formare la sua visione del mondo.
Uno dei periodi più significativi arriva durante l’adolescenza, trascorsa in Giappone, dove frequenta il liceo francese di Tokyo, un’esperienza insolita per una futura principessa europea.
Un nome unico
Anche il suo secondo nome racconta qualcosa di nuovo. “Laurentien”, non comune nei Paesi Bassi, è nato dall’unione dei nomi dei genitori.
Prima di entrare nella monarchia, studia storia all’Università di Groningen, approfondisce scienze politiche a Londra e consegue un master in giornalismo negli Stati Uniti, alla University of California di Berkeley. Un percorso molto prestigioso, quasi come quello intrapreso da molte principesse di nascita.
Il lavoro nella comunicazione internazionale
Prima di conoscere il suo futuro marito lavora nel settore della comunicazione e delle relazioni pubbliche internazionali, costruendo una carriera autonoma. Negli anni Novanta collabora con società come Weber Shandwick ed Edelman PR Worldwide, tra i nomi più noti del settore.
Anche dopo l’ingresso nella famiglia reale mantiene un interesse per questi ambiti. Nel 2017 lancia House of Hi, impresa sociale orientata a sviluppare soluzioni innovative partendo dai comportamenti umani, dal dialogo e dalla partecipazione. Tra i progetti sostenuti nel tempo compare anche My Lima Lima, iniziativa legata all’innovazione sociale.
Il Principe Constantijn e la famiglia reale olandese
L’incontro con il futuro marito avviene negli anni Novanta. Laurentien e il Principe Constantijn si conoscono quando lui lavora a Bruxelles e lei è già inserita nel mondo della comunicazione internazionale. Una storia lontana dall’immaginario delle favole reali tradizionali che ha più il sapore di un’unione moderna.
Il royal wedding
Le nozze vengono celebrate nel maggio 2001 all’Aia. Laurentien entra così negli Orange-Nassau, una delle monarchie considerate più moderne d’Europa. Negli anni il matrimonio con Constantijn è rimasto uno dei più solidi della famiglia reale olandese. La coppia ha tre figli: la Contessa Eloise, il Conte Claus-Casimir e la Contessa Leonore.
La figlia “influencer”
Ed è proprio la primogenita Eloise ad aver attirato l’attenzione dei suoi coetanei. Tra social network, università e uno stile di comunicazione molto spontaneo, è stata spesso definita dai media una delle royal più vicine alla Generazione Z. Una libertà che alcuni osservatori attribuiscono anche all’educazione ricevuta in famiglia.

Pur mantenendo la discrezione tipica della monarchia olandese, Laurentien e Constantijn hanno infatti dato spesso l’impressione di costruire una famiglia più borghese e meno rigida rispetto alle corti europee. Dopo l’abdicazione della Regina Beatrice nel 2013, Eloise, Claus-Casimir e Leonore hanno mantenuto il legame con la famiglia reale senza far parte ufficialmente della Casa Reale olandese, essendo così più autonomi e liberi.
La Principessa dai look eccentrici
Se Maxima dei Paesi Bassi ha costruito negli anni una forte identità attraverso colori, accessori e uno stile spesso lontano dalla sobrietà tipica delle monarchie del Nord Europa, Laurentien ha seguito una strada simile e diversa allo stesso tempo.
Stampe eccentriche, cappelli vistosi, gioielli oversize e abbinamenti poco convenzionali hanno contribuito a costruire la sua immagine pubblica. Nei media olandesi viene descritta come una delle figure dallo stile più originale della famiglia reale.
Uno stile che sembra riflettere anche il carattere: diretto, creativo e spesso distante dalla prudenza normalmente associata ai membri delle monarchie europee.

L’alfabetizzazione, la battaglia di Laurentien
Laurentien, più che sulla rappresentanza, ha lavorato sempre su temi meno immediati che le stanno molto a cuore, come educazione e partecipazione sociale.
Nel corso degli anni, l’alfabetizzazione diventa una delle cause che più la rappresentano. Si concentra soprattutto sulle difficoltà di lettura e comprensione che interessano una parte della popolazione adulta nei Paesi Bassi.
L’impegno inizia già nei primi anni Duemila e nel 2004 porta alla nascita della Stichting Lezen en Schrijven, fondazione creata su iniziativa della Principessa con l’obiettivo di contrastare l’analfabetismo funzionale nei Paesi Bassi.
Negli anni il tema dell’alfabetizzazione diventa per Laurentien qualcosa che va oltre i Paesi Bassi. Dal 2009 al 2020 Laurentien ricopre il ruolo di inviata speciale UNESCO per l’alfabetizzazione e, nel 2011, viene nominata presidente del Gruppo di Esperti di Alto Livello sull’Alfabetizzazione della Commissione Europea, rafforzando ulteriormente il suo legame con i temi dell’istruzione.
I libri per bambini
La Principessa si è occupata anche di giovani e ambiente, sostenendo iniziative legate alla sostenibilità e scrivendo libri per bambini dedicati a temi come il clima e il rapporto con la natura.
Una strada diversa rispetto a quella scelta da molte figure reali europee, spesso più vicine alla rappresentanza che all’attivismo. Forse è anche per questo che Laurentien, nei Paesi Bassi, non è mai stata una figura totalmente amata.
Una principessa non convenzionale
Diretta, energica, poco incline ai protocolli, caratteristiche che per alcuni rappresentano un punto di forza, mentre per altri la rendono una presenza più divisiva all’interno del dibattito pubblico.
Anche negli ultimi anni il suo nome è comparso nei media olandesi per alcune polemiche legate al coinvolgimento in attività di sostegno alle famiglie colpite dallo scandalo dei sussidi statali. Una vicenda delicata che ha riaperto il tema del confine tra impegno sociale e ruolo pubblico per chi appartiene a una casa reale.
Eppure, a sessant’anni, Laurentien continua a occupare uno spazio particolare nella monarchia olandese. Meno associata al glamour rispetto alla Regina Maxima, meno esposta mediaticamente di altre figure europee, ma capace negli anni di costruire una presenza riconoscibile, personale e costante. Forse proprio per questo resta una delle principesse più insolite della famiglia Orange-Nassau.