La Festa Nazionale del Belgio, celebrata il 21 luglio a Bruxelles, ha riportato sotto i riflettori la Principessa Delfina, figlia del Re emerito Alberto II e sorellastra dell’attuale sovrano Philippe. A catalizzare l’attenzione l’originale look scelto dalla 58enne: un vistoso abito fucsia firmato dallo stilista belga Bert De Coninck, che ha diviso l’opinione pubblica tra chi lo ha definito un manifesto di creatività e chi, invece, lo ha giudicato poco adatto a una cerimonia istituzionale.
Delfina del Belgio alla Festa Nazionale con lo scandaloso abito fucsia
Delfina, o Delphine che dir si voglia, ha partecipato alle celebrazioni ufficiali insieme al marito Jim O’Hare, prendendo parte prima al tradizionale Te Deum nella Cattedrale di San Michele e Santa Gudula e successivamente alla parata militare davanti al Palazzo Reale.
La Principessa ha indossato un abito su misura in raso fucsia dalla struttura scultorea, caratterizzato da una gonna asimmetrica, più lunga davanti e decisamente più corta sul retro. A completare il look un copricapo floreale, guanti bianchi decorati con un cuore sui polsi e scarpe platform bianche.
Una scelta che ha immediatamente monopolizzato l’attenzione dei media belgi, alimentando un acceso dibattito sui social e sulla stampa. In molti hanno ritenuto l’outfit troppo eccentrico per una ricorrenza dedicata alle istituzioni e alle Forze Armate, soprattutto se confrontato con lo stile sobrio della Regina Matilde.
“Il rosa è semplicemente il mio colore. Irradia gioia, divertimento e luce. È un colore festoso“, ha provato a difendersi Delfina, sottolineando come il suo modo di vestire rappresenti una naturale estensione della sua attività artistica.
La Principessa del Belgio si difende dalle critiche
Di fronte alle critiche, Delfina ha respinto con decisione l’idea di aver cercato il protagonismo durante una delle giornate più importanti della monarchia belga.
“Non è assolutamente mia intenzione rubare la scena a nessuno”, ha dichiarato. “Ognuno attira l’attenzione a modo suo. Re Philippe, per esempio, ha quattro splendidi figli che brillano naturalmente”.

La Principessa ha anche spiegato di sentirsi profondamente diversa dagli altri membri della famiglia reale e di non voler rinunciare alla propria identità.
“La Regina Matilde non potrebbe vestirsi come me, perché dal suo ruolo ci si aspetta altro. Io sono un’artista. Non posso fingere di essere una persona diversa. Mi presento semplicemente per quella che sono e cerco di trasmettere un messaggio d’amore”.
L’abito, infatti, è stato pensato insieme allo stilista Bert De Coninck come un omaggio alla creatività belga. Le ampie spalline richiamano la forma di un cuore o di ali d’angelo, mentre il taglio posteriore si ispira agli abiti con tournure della seconda metà dell’Ottocento, reinterpretati in chiave contemporanea.

La storia di Delfina del Belgio
Quella di Delphine è una figura che continua a suscitare attenzione ben oltre le sue scelte stilistiche. Nata nel 1968 dalla relazione tra l’allora Principe Alberto e la Baronessa Sybille de Selys Longchamps, ha combattuto per anni una lunga battaglia giudiziaria affinché fosse riconosciuta come figlia biologica del monarca.
Solo nel 2020, dopo il test del DNA richiesto dai tribunali, Alberto II ha riconosciuto ufficialmente la paternità. Da quel momento Delfina ha ottenuto il cognome Sassonia-Coburgo e il titolo di Principessa, pur restando esclusa dalla linea di successione al trono, come previsto dalla Costituzione belga.
Negli ultimi anni i rapporti con la famiglia reale si sono progressivamente normalizzati e Delfina partecipa regolarmente agli eventi ufficiali della monarchia, pur non ricoprendo incarichi istituzionali.
Anche questa volta, però, la sua presenza non è passata inosservata. Per alcuni il suo look rappresenta un esempio di libertà espressiva e sostegno alla creatività; per altri, invece, resta una scelta poco in sintonia con il tono solenne della giornata.