Quando non desideravo più nulla ho toccato il fondo. Poi sono risalita

Perdersi è necessario per ritrovarsi, cadere è fondamentale per imparare a rialzarsi, toccare il fondo ci permette di risalire. E farlo è sempre bellissimo

È capitato a tutte noi di toccare il fondo almeno una volta nella vita. E succede ancora quando siamo stanche, affannate, quando abbiamo paura di cambiare e quando quei stravolgimenti che ci riguardano in prima persona non li scegliamo, ma li subiamo. Capita anche quando a tutti costi cerchiamo di fare nostra quella positività tossica che ci blocca in una prigione dorata. Ma a noi va bene così, perché all’apparenza tutto questo ci sembra migliore di un baratro oscuro in cui cadere.

Eppure toccare il fondo è necessario. Lo è perché solo così possiamo tornare ad apprezzare la vita, a gioire per un raggio di sole, a imparare dai nostri errori o dai fallimenti. Cadere non è un dramma, non è una colpa, non è una vergogna. Non farlo mai, invece, è limitante.

Tenersi in equilibrio, anche quando questo non ha più ragione d’esistere, è uno sforzo immane. Un sacrificio che ci imponiamo di eseguire e che alla fine non trova né vincitori, né vinti. Ma solo sconfitti. Toccare il fondo, invece, è necessario per risalire. E farlo è sempre bellissimo.

Abbandonarsi al dolore, alla rabbia, al senso di frustrazione e a tutte quelle emozioni intense, che però ci fanno paura, ci permette di imparare a gestire i nostri sentimenti. E non più a soffocarli. Certo la strada è tortuosa e non priva di insidie. Perché se lasciarsi andare a volte è davvero molto facile, risalire non lo è altrettanto.

Perché la verità è che dietro a quel buio si nasconde altro buio. E a volte questo attira e affascina. Altre volte può diventare persino confortevole, così come lo era la nostra vita in quella gabbia dorata. È in quel momento che però dobbiamo comprendere che, indipendentemente dal fatto che su quel fondo ci siamo cadute da sole, o ci hanno spinto, dobbiamo trovare la forza e il coraggio di rialzarci.

Abituarsi a questo luogo non è sano, così come non lo è fingere di stare bene, reprimere le proprie emozioni, trasformare la felicità nell’ecolalia dei bambini e svuotarla così del suo significato più soggettivo e autentico. Smettere di avere paura, quindi, è l’unica condizione per andare avanti, in un modo o nell’altro. Per toccare il fondo, per cadere, per rialzarsi e per risalire.

Certo non sarà facile abbandonare la comfort zone, che sia di luce o di buio, così come non lo sarà fare i conti con tutto ciò che è stato e che poteva essere. Con quelle emozioni che per tanto, troppo tempo, abbiamo nascosto dentro. Non sarà facile neanche quando avremo la sensazione di non desiderare più nulla, quando smetteremo di trovare un senso a tutto, quando tutte le cose che conoscevamo diventeranno irriconoscibili. E sarà allora che saremo chiamate a risolvere quell’enigma.

Perché perdersi è necessario per ritrovarsi. Toccare il fondo è fondamentale per risalire e riscoprire tutta la forza, la tenacia e il coraggio che alberga in noi. Camminare negli antri più bui e oscuri ci serve per poter tornare ad apprezzare un raggio di sole. Per ricominciare. E farlo è sempre bellissimo.