Essere single ti spaventa? 5 motivi per cui è bellissimo

Per essere felici non è necessario aspettare il grande amore. A volte essere single è la scelta giusta per imparare a conoscersi o per esplorare nuove strade

Foto di Veronica Colella

Veronica Colella

Sex Editor

Content writer con una laurea in Scienze antropologiche e un passato tra musei e archivi. Scrive di sessualità e questioni di genere da un punto di vista sex positive.

A volte lo si è per scelta, altre volte per caso. Per chi è single da tempo o lo è tornata da poco, la prospettiva di rimanere sole può spaventare. Forse aiuta sapere che lo stereotipo della zitella sta per andare definitivamente in pensione. Secondo una recente indagine Istat, riportata dal quotidiano Repubblica, le famiglie unipersonali sono cresciute dal 24% di inizio millennio al 33,2% del 2021, superando quelle composte dalle coppie con figli (31,2%).

Che cosa significa essere single?

La vita dei single non deve assumere per forza tinte fosche. Lo spiega bene il sociologo Elyakim Kislev nel saggio-manifesto Happy Singlehood (University of California Press), partendo proprio dai pregiudizi che circondano le persone non in coppia. Nonostante i single stiano diventando statisticamente la maggioranza, almeno nei paesi occidentali, si tende a immaginare che le persone sposate siano più felici, più mature, più oneste e più amorevoli. Al contrario, ai single sono più associati termini come immaturo, insicuro, egocentrico, triste e solo. E questo in barba all’evidenza scientifica.

La verità è che non tutti abbiamo gli stessi desideri e che per alcune persone essere single è una scelta felice. In futuro costruire amicizie solide e reti sociali che permettano di condividere risorse e offrire supporto potrebbe essere un obiettivo più importante del matrimonio, spiega Kislev. Scegliere altre forme di convivenza o di non convivere affatto potrebbe diventare la norma. E non mancano gli esempi storici di donne sole la cui vita è stata per questo molto più ricca, come racconta la giornalista Valeria Palumbo in Piuttosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle (Enciclopedia delle Donne).

Le tante forme dell’amore

Il grande fraintendimento riguardo all’amore è che abbia un solo aspetto. Sappiamo che l’amore romantico è un’invenzione recente, nato tra le pagine dei romanzi e per questo suscettibile di idealizzazione. Tutta questa enfasi finisce per sovraccaricarlo di aspettative e mettere in secondo piano le altre anime gemelle che fanno parte della nostra vita. Un trucco interessante per non soccombere alla pressione sociale, quella che rende ogni canzone d’amore una coltellata al cuore, è quello suggerito dalla scrittrice Catherine Gray nel suo bestseller The unexpected joy of being single (Aster): pensare alle persone che si amano di più.

Così I don’t want to miss a thing degli Aerosmith è diventata la canzone dei suoi nipotini, Wonderwall degli Oasis quella di sua madre, I still remember dei Bloc Party quella che la riporta ai concerti passati a saltare e sgolarsi con la sua amica Kate, Island in the sun degli Weezer la canzone perfetta per la sua amica Sam, quella che ogni tanto ruba al marito per fuggire insieme in vacanza. E si è resa conto che se a volte essere single è dura, non significa che nella sua vita manchi l’amore.

5 motivi per essere single e felici

  1. Più tempo per gli amici, vecchi e nuovi. Se c’è un campo in cui essere single semplifica la vita è quello delle amicizie. Non solo perché aumentano le occasioni di uscire e conoscere persone nuove, soprattutto quando chi è in coppia tende a fare il bozzolo sul divano una sera sì e l’altra pure, ma anche perché la vita adulta è un gioco di equilibrismo in cui il tempo libero non è mai abbastanza. E se ci sono incombenze familiari e domestiche a cui non si sfugge né da single né in coppia, chi è single riesce più facilmente a trovare la quadra tra i suoi impegni senza sacrificare aperitivi e cene. Per cui ammettiamolo, ogni tanto single è meglio.
  2. La bellezza di non dover dare (troppe) spiegazioni. Un altro vantaggio della vita da single sono i maggiori spazi di autonomia, quelli che in una relazione a lungo termine possono ridursi a forza di compromessi. Non dover rendere conto a nessuno delle proprie scelte – dalla marca preferita di pasta alla temperatura del termostato, passando per questioni più serie come la carriera – riduce il carico di stress e permette di osare di più. Quando si è in coppia, cambiare stile di vita o sperimentare nuovi lati di sé può essere vissuto dall’altro come un tradimento, o incrinare una routine che funzionava. Essere single può voler dire essere libere di prendere direzioni inaspettate, accettare trasferimenti per motivi di studio o lavoro a cuor leggero, o almeno con più eccitazione che rimpianto, assecondare i propri impulsi, rivoluzionare armadio e appartamento senza preavviso e senza controproposte.
  3. Poter sbracare quando ti va. Se oltre a essere single si ha anche la fortuna di avere una stanza tutta per sé (o una casa intera), il privilegio della completa autonomia si estende anche ai momenti in cui si è malmostose, irritabili e in debito di preziosa solitudine. Perché sì, anche le single lavorano, litigano, rimangono imbottigliate nel traffico o si sentono emotivamente svuotate, tutti momenti in cui si apprezza la libertà di poter entrare in goblin mode (ovvero di abbrutirsi) quando si vuole. Persino di trascurare per un weekend l’igiene personale e non uscire dal pigiama per 36 ore filate, mangiare solo ramen liofilizzato e darsi a maratone di k-drama senza rivolgere la parola a nessuno, per nessun motivo, fino all’arrivo di un altro lunedì.
  4. Sapere che puoi contare su di te. La vita da single insegna anche a essere indipendenti, sia nello spirito che nel senso pratico. Dover fare tutto da sole, salvo la collaborazione di amici e parenti, non è facile. Eppure, a ogni ostacolo superato aumenta la fiducia in sé stesse. La consapevolezza di essere in grado di fare fronte a emergenze piccole e grandi non è cosa da poco, sono traguardi che fanno sentire orgogliose e aumentano la resilienza.
  5. Goderti la tua compagnia. Stupirà, ma non è necessario essere in coppia per godersi la vita. E neppure essere accompagnate. Viaggiare da sole, andare fuori a cena, prenotare una fuga di benessere rilassante, girare per musei o andare al cinema sono piaceri che si possono godere anche in solitudine. Anzi, c’è chi preferisce la quiete e l’introspezione a prescindere dal fatto che sia o meno single. Dedicarsi alle proprie passioni è un modo di volersi bene, sarebbe un peccato rinunciare perché la società pretende che lo si faccia sempre in tandem.