Cos’è la fibromialgia, la patologia delle emozioni represse

Quante volte reprimiamo le nostre emozioni per non far preoccupare le persone che tengono a noi? Tante, ma a lungo andare l'organismo si ribella.

Sapete che se non esprimete le vostre emozioni potete ammalarvi? Si chiama fibromialgia, nota anche come sindrome di Atlante, ed è la patologia delle emozioni non espresse.

Tutte noi proviamo emozioni, più o meno forti a seconda del momento e della circostanza, e a volte siamo costrette a reprimerle per non fare preoccupare le persone che ci vogliono bene. Nella maggior parte dei casi lo si fa senza rendersene nemmeno conto, ma a lungo andare si arriva ad un punto in cui il nostro organismo si ribella manifestando una patologia bene precisa: la fibromialgia.

Le cause di questa patologia sono ancora sconosciute, tuttavia sembra che ci sia una correlazione tra l’alessitimiainespressione emotiva– e questa sindrome. Non esprimere le proprie emozioni provoca, infatti, un dolore più o meno intenso, proprio a livello corporeo. Si tratta, quindi, di una forma di somatizzazione significativa.

Ma come si manifesta la fibromialgia? Inizialmente con dolori localizzati ma persistenti che poi si irradiano alle aree circostanti interessando le zone dei tessuti molli. Un male quotidiano che non può essere classificabile come una infiammazione. Si tratta, infatti, di una malattia reumatica che intacca i muscoli e aumenta la tensione muscolare. Colpisce principalmente le spalle, i polsi, le cosce, il cingolo pelvico, la colonna vertebrale e le braccia.

Non si tratta di un disturbo della psiche, anche se stress e ansia possono incidere, ma di un disturbo del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Alterando tutti i sistemi del nostro organismo (immunitario, periferico, endocrino, neurovegetativo e nervoso centrale), rientra tra le sindromi somatiche funzionali.

Chi ne soffre deve abituarsi a convivere con sintomi che incidono negativamente sulla salute, come la stanchezza e il dolore. Molto spesso al male fisico si associano emicrania, astenia, ansia e insonnia. Quando la sintomatologia è cronica, si verificano anche scarsa concentrazione e difficoltà di memoria, manifestazioni che gravano sul lato psicologico. Col tempo possono anche verificarsi casi di depressione.

Purtroppo non esiste un rimedio specifico, tuttavia trattamenti farmacologici possono aiutare a combattere la rigidità muscolare. Anche l’esercizio fisico, una ginnastica dolce o lo yoga, possono aiutare a gestire la malattia e a prevenire eventuali ricadute.

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