Arteterapia: cos’è e a cosa serve

Grazie all’arteterapia è possibile conoscere meglio se stessi e liberare ansie e paure che non si riesce ad esprimere a livello verbale. Ne parliamo con la psicoterapeuta

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere

L’arte, da sempre, è una forma di comunicazione differente da quella verbale. Non a caso non fa uso della parola, piuttosto di diverse forme artistiche quali cinema, teatro, pittura, disegno. Inoltre acuisce la sensibilità e fa emergere l’interiorità della persona.

E l’arte può essere utilizzata come forma di terapia? La risposta è sì e prende il nome di arteterapia, ovvero un percorso guidato da un professionista del settore che utilizza varie forme d’arte per scoperchiare ciò che è nascosto e che non è esprimibile verbalmente. Ciò che conta davvero è infatti il processo creativo attraverso cui si elabora il proprio vissuto e lo si esprime.

L’arteterapia trova applicazione in diversi contesti come quelli terapeutici, riabilitativi e preventivi all’interno di ospedali, centri diurni, carceri. Viene impiegata, a seconda dei casi, con l’obiettivo di generare benessere e favorire l’emergere di preoccupazioni o paure del paziente.

Come funziona quindi l’arteterapia e quali sono i benefici che può apportare? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Sara Baldrighi, Psicologa e Psicoterapeuta.

Che cos’è

«L’arteterapia include l’insieme delle tecniche e delle metodologie che utilizzano le attività artistiche e visuali – quali danza, musica, teatro, la costruzione e narrazione di storie – come mezzi terapeutici per il recupero e la crescita della persona nella sfera emotiva, affettiva e relazionale. L’arteterapia infatti combina la comunicazione verbale con quella non verbale. E come suggerisce il nome stesso, è una terapia e non è solo fare arte. D’altronde, ci sono tante attività che si possono far fare al paziente e che non si limitano al solo disegno su un pezzo di carta bianca. Il disegno può comunque essere utile per capire se ci sono delle ansie, delle paure e poterne parlare attraverso di esso. Il presupposto è che il processo creativo impiegato per fare dell’arte produce benessere e migliora la qualità della vita», spiega la dottoressa.

In quanto terapia che necessita di una adeguata interpretazione del mezzo artistico impiegato con il paziente, è necessario che a praticare l’arteterapia sia un professionista con una solida formazione ed esperienza alle spalle.

A cosa serve

«L’arteterapia può essere fatta con adulti e bambini. L’obiettivo è quello di accrescere il benessere e il funzionamento psicologico del paziente. La comunicazione non verbale del disegno è utile per affrontare le ansie e le paure che non si riescono ad esprimere verbalmente. Un esempio può essere un bambino che ha paura dell’intervento chirurgico da affrontare a breve, ma non sa come dirlo. L’arteterapia può quindi essere impiegata con persone che soffrono di una patologia ma anche con chi ha sintomi correlati a stress, ansia, nervosismo. Si può anche fare una sola seduta per vedere se c’è qualcosa da portare a galla. Inoltre, viene spesso utilizzata anche con i pazienti psichiatrici, perché con il disegno e l’arte in generale è più facile entrare in contatto con loro», continua l’esperta.

In cosa consiste

«Non servono particolari doti artistiche da parte del paziente perché è il processo che ha valenza e non il risultato. Arteterapia può anche essere l’arte della narrazione, ovvero si parla di quello che si è prodotto. Il prodotto infatti serve per andare in profondità e per portare a galla preoccupazioni, ansie che non si riescono ad esprimere. Il professionista può decidere di fare arteterapia anche durante la terapia stessa. Se infatti l’esperto si rende conto che il paziente è bloccato e che a livello verbale non riesce a varcare quella porta, allora prova con l’arteterapia», specifica la dottoressa Baldrighi.

L’arteterapia può essere impiegata in modi e luoghi differenti, in base ai casi. Ad esempio, è centrale nella terapia dei pazienti psichiatrici, ma può essere utilizzata anche con pazienti che non soffrono di una patologia specifica.

Quali sono i benefici

«Come accennato, l’arteterapia può apportare diversi benefici tra cui avere una comprensione più profonda, promuovere il benessere della persona. L’arte di per sé dà gioia e può far sparire la paura. In più, essere creativi procura soddisfazione con buoni risultati psicologici sul paziente» conclude l’esperta.

L’arteterapia è quindi una forma terapeutica che fa utilizzo delle diverse forme d’arte esistenti per indagare in profondità e portare alla luce paure, timori, ansie, che con la comunicazione verbale non si riesce a portare fuori. Può essere utilizzata in diversi modi e contesti, sugli adulti quanto sui bambini e con buoni risultati.

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