I genitori di Alba Chiara al concerto di Vasco Rossi. Fu vittima di femminicidio

Alba Chiara ha perso la vita per mano di colui che diceva di amarla e, nel giorno del suo 27° compleanno, i suoi genitori hanno raggiunto Vasco Rossi a Trento

Alba Chiara portava questo nome in onore di Vasco Rossi, per celebrare quel brano iconico con il quale il Kom è solito chiudere i suoi grandi concerti. Ora che il rocker di Zocca è tornato e ha riportato la sua musica sui palchi italiani, i genitori della giovane trentina uccisa nel 2017 hanno deciso di fargliela conoscere attraverso le sue opere, i suoi disegni e tramite quello che ha lasciato nel cuore di chi l’amava davvero. Per questo l’hanno raggiunto a Trento, location del primo mastodontico evento post pandemia, proprio con l’intento di raccontargli chi fosse quella splendida ragazza che ha perso la vita per mano di chi le dichiarava amore.

Concerto di Vasco a Trento, i genitori di Alba Chiara al soundcheck

Un’occasione per ritrovarsi, per divertirsi, per cantare ma anche per ricordare chi è cresciuto con le sue canzoni. Per Alba Chiara era stato così, di certo, non solo per il nome che ha onorato nella sua breve vita ma soprattutto per la passione che i suoi genitori nutrivano e nutrono ancora per Vasco Rossi. I genitori della giovane, che il 20 maggio avrebbe compiuto i suoi primi 27 anni, sono stati invitati alla Trentino Music Arena dall’assessore Roberto Failoni e non hanno intenzione di perdere il concerto che inaugura il tour nei Festival, atteso da anni e fermato dall’emergenza sanitaria.

“Speriamo di fargli conoscere la nostra Alba Chiara per questo ho portato con me il catalogo della mostra allestita a Trento con i dipinti di Alba Chiara e il libro di poesie a lei dedicate”, ha dichiarato mamma Loredana a Repubblica, da ormai 5 anni impegnata in una campagna costante contro il femminicidio.

Alba Chiara Baroni, la battaglia dei genitori Loredana e Massimo

Da quel 31 luglio 2017, Massimo e Loredana – genitori di Alba Chiara Baroni – non si sono più fermati. La loro battaglia contro il femminicidio è continua, non solo per garantire giustizia alle vittime ma anche per fare in modo che nessuna debba perdere la vita per mano di un uomo che le aveva dichiarato amore. Come Mattia Stanga, suo fidanzato e assassino, che subito dopo averla uccisa si è tolto la vita.

“Portiamo ovunque il pensiero che l’amore non è possesso ma rispetto. Vorremmo che questo concetto che passasse anche attraverso le parole che vengono espresse nel mondo della musica, nelle canzoni: è un messaggio che anche i cantanti dovrebbero trasmettere”.

Un messaggio importante che i due genitori hanno voluto portare direttamente a Trento, ai piedi di quel palco nel quale è tornato a suonare anche il brano che porta il nome della loro figlia. Dopotutto, questa è sempre stata la grande missione del Kom: utilizzare la musica come mezzo potente di comunicazione, utilizzarla per avere qualcosa da dire.

Il ritorno dei concerti dal vivo ha smosso gli animi, annichiliti da due anni di pandemia nei quali abbiamo disimparato ad avere contatto con gli altri. Il tour di Vasco Rossi, tra i più attesi di questa stagione, non ha deluso le aspettative: le mani al cielo sono state 120000 e no, non è ancora finita. L’estate dei concerti non è ancora cominciata.