Come è nato il “Rosso Valentino”, storia di un colore che celebra la donna

Il "Rosso Valentino", la ricerca della perfezione assoluta che descrive la donna come una Dea per Garavani: la "perfetta immagine dell'eroina"

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Serena De Filippi

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Da sempre ventaglio di emozioni forti e contrastanti, dalla passione alla rabbia, il rosso è tra i colori più amati e porta con sé diverse curiosità. Ma c’è una nuance in particolare che ha saputo descrivere la sensualità della donna: una tonalità che è stata declinata in mille sfumature e che ora descrive la carriera di Valentino Garavani nella moda, lo stilista scomparso a Roma il 19 gennaio 2026. Ma come è nato il Rosso Valentino, più di una leggenda, il più ambito sui red carpet, così perfettamente riconoscibile?

La storia del Rosso Valentino

La bellezza è un concetto un po’ troppo ampio per provare a essere descritto universalmente, ma Valentino Garavani, l’ultimo Imperatore della moda italiana nel mondo, ha sempre provato – egregiamente – a raccontare la sua versione del “bello”, declinata in quel rosso di cui si era innamorato da studente. La leggenda inizia proprio così: un giorno qualsiasi, all’Opera di Barcellona, osservando una signora sfoggiare un abito in velluto rosso, Valentino venne folgorato da una intuizione. La bellezza poteva anche essere soggettiva, ma il rosso racchiudeva in sé la promessa assoluta di uno splendore quasi impossibile da descrivere a parole.

Claudia Schiffer e Valentino nel 1998
IPA
Claudia Schiffer e Valentino nel 1998

“Ho visto questa donna con i capelli grigi in uno dei palchi. Era molto bella, vestita di velluto rosso dalla testa ai piedi. Tra tutti i colori indossati dalle altre donne, lei spiccava, era unica, isolata nel suo splendore. Non l’ho mai dimenticata. Per me è diventata la dea rossa“. Ma il Rosso Valentino non è un unicum, è il frutto di una ricerca continua, racchiusa all’interno degli archivi dello stilista con più di 550 nuance.

Le sfilate di Valentino hanno sempre avuto un “abito rosso”: la punta di diamante, la firma perfettamente riconoscibile. Il primo in assoluto è stato presentato a Firenze con la collezione “Fiesta”, durante la sfilata in passerella del 1959. Da allora, la storia d’amore tra Valentino e le sue dee in rosso non è mai finita, nemmeno nel 2008, quando è andata in scena l’ultima sfilata disegnata da lui, con una sequenza di abiti in rosso che ora rimane come un’eredità preziosa.

Valentino: “Una donna vestita di rosso non sbaglia mai”

Nonostante l’armocromia, le stagioni, i sottotoni, il Rosso Valentino è sempre stato il colore da indossare almeno una volta nella vita. Il pigmento primario del rosso è perfetto nella sua essenza, privo di altri colori dominanti come il giallo o il blu, e sì, per Valentino una donna che sceglie il rosso non sbaglia mai.

Claudia Schiffer in Rosso Valentino nel 1996
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Claudia Schiffer, la sfilata di Valentino nel 1996

La visione di Valentino Garavani ha conquistato, nel tempo, tutte le donne, dalle star hollywoodiane a chi, semplicemente osservando le passerelle e le tendenze, non ha mai nascosto di volersi sentire, almeno per un giorno, la donna in Rosso Valentino. Questa è la potenza di un colore, di una ricerca che non è mai stata fine a se stessa e che consegna alla storia l’eredità di uno stilista che aveva saputo anticipare i tempi: la donna e il mito della “perfetta immagine dell’eroina”.