Vi racconto com’è la (vera) vita di una mamma che sta a casa

Il post spiazzante e dannatamente sincero di una madre casalinga che racconta senza filtri la sua solitudine e la sua frustrazione. E fa bene a parlarne, perché fa sentire meno sola chi vive la sua stessa situazione

Bridgette Anne è una SAHM, acronimo di stay-at-home mom, ossia “mamme che stanno a casa”. Che per molte/i significa avere del tempo libero, non doversi svegliare presto, poter schiacciare un pisolino e diventare tutt’uno col divano. Insomma, fare tutto sommato poco o niente. Beh, probabilmente se sei benestante è così, se ti puoi permettere una baby sitter, una signora delle pulizie e via dicendo.

Ma se sei una mamma “normale”, una mamma che deve badare ai bambini, pulire i pavimenti, lavare i piatti, stendere, stirare, riporre, fare la spesa, cucinare… allora beh il discorso è un po’ diverso.

Bridgette sulla sua pagina Facebook ha scritto con brutale onestà un post molto amaro. In un momento di sconforto, certamente, perché la sua vita come quella di tutte noi è fatta di alti e bassi, di giorni sì e giorni no. Ma in ogni caso ha avuto la schiettezza di parlare a cuore aperto, senza paura di essere giudicata.

La società di analisi e consulenza Gallup qualche anno ha fa svolto uno studio intitolato “Emozioni negative della maternità”, intervistando oltre 60mila donne americane. Ciò che è emerso è che le donne casalinghe con figli piccoli sono più soggette a stati depressivi, rispetto alle mamme lavoratrici con figli piccoli. Vi riportiamo uno studio americano perché di studi italiani al momento non ve ne sono, purtroppo.

Cosa c’è di così terribile nell’essere una “mamma che sta a casa“? Per alcune niente di male, c’è chi è felice così e va benissimo. Ma ci sono invece donne che patiscono questa condizione, che forse non hanno neppure scelto ma subìto. Perché stare a casa tutto il giorno può portare all’isolamento. Perché a volte la monotonia di fare sempre le stesse cose, senza riconoscimento alcuno, è frustrante. Perché non si trova il tempo per se stesse, ma si è a disposizione per gli altri ininterrottamente. Anche se gli altri sono i nostri meravigliosi bambini. Perché si patisce la mancanza di un contatto con persone adulte. E se i figli sono molto piccoli e non dormono, si dorme poco, pochissimo. Perché «Tu sei a casa», e quindi sei tu mamma a sciropparti le notti insonni.

Vi riportiamo qui il post di Bridgette:

Tutti pensano che essere una mamma casalinga a tempo pieno sia facile.

Che siamo fortunate a non dover lavorare.
Che siamo pigre.
Che il nostro non è un vero lavoro, e quindi non abbiamo motivo di lamentarci.

Ma la verità è che ci sentiamo sole e travolte da tutto questo.

Non puoi fare nulla per conto tuo come andare un bagno, goderti una tazza di caffè, leggere. Diavolo, non puoi nemmeno pulirti i pantaloni per la terza volta in un giorno senza che qualcuno pianga o urli attaccato alla tua gamba.
Non avrai nessun attimo di pausa, a meno che i tuoi figli non dormano; e in quel caso userai quel momento per metterti a pulire.
Hai difficoltà a intrattenere qualcuno per 12 ore al giorno, ogni giorno.

Indossi gli stressi vestiti che odorano di sudore e lacrime per giorni, perché tanto sono già macchiati e non ti va di rovinare altri abiti.

Ti dimentichi cosa vuol dire sentirsi un individuo, perché la tua intera esistenza ruota intorno a quel bambino.
Guardi le mamme che lavorano e ti assale la gelosia perché vorresti trovare una scusa per avere una conversazione da adulti senza essere interrotta.

Ti chiudi in bagno e gridi in un asciugamano mentre piangi perché hai bisogno di un attimo per respirare; tutto questo mentre un bambino bussa alla porta per entrare…

La maggior parte di noi non si può godere il lusso di piangere o essere frustrata i pace… e quando lo diciamo a qualcuno, viene messo in discussione: «Come puoi piangere, te ne stai tutto il giorno seduta a casa!».

Ero una di quelle persone che giudicava le mamme che stanno a casa. Ma ora capisco. Le persone che hanno detto che mi avrebbero aiutata sono quasi scomparse e mi rimane addosso questo travolgente senso di fallimento.

La mia casa non è pulita, io non sono pulita, i piatti non sono puliti, oggi ho già urlato, ho pianto e mi sono sentita così dannatamente in colpa che mio figlio fosse qui ad assistere a tutto questo.

Ma sono sola e sono triste.
Perciò senti le tue amiche mamme che stanno a casa.
Non stiamo bene.

Questo invito lo facciamo anche a voi: se avete un’amica neomamma, ci sono diverse cose che potreste fare per lei e che la renderanno felice. Come andarla a trovare e chiederle come sta.

La maternità è un’avventura fantastica, ma non è una passeggiata e nemmeno una favola. A volte ci si sente sole, incomprese, sopraffatte, tremendamente stanche, depresse A volte basta così poco per far stare meglio una madre in difficoltà… in primis non farla sentire sola.

Foto via Facebook

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