Come calmare un bambino che piange

Il pianto è il precursore del linguaggio, consente la produzione di suoni diversi, che hanno un valore comunicativo, seppur non intenzionale.

Può manifestarsi senza ragioni apparenti: in realtà può dipendere da diverse cause come fame, freddo, senso di solitudine, la presenza di troppi stimoli (rumore, luce…) e, a seconda delle cause, ha una qualità diversa.

Nei primi mesi di vita, se un neonato piange c’è sempre una ragione, è impossibile che faccia capricci, perchè non ha ancora una percezione di sè come persona distinta dagli altri. E’ un segnale soprattutto per la madre che gradualmente imparerà a decifrare.

La madre più di ogni altra persona è in grado di tranquillizzare il proprio bambino perchè è colei con cui esiste un legame profondo creato durante i nove mesi di gravidanza. A volte i neonati piangono proprio perchè hanno bisogno di ritrovare la presenza della mamma, e il modo migliore per calmarli è il contatto fisico: una carezza, un abbraccio, un massaggio.

La presenza materna crea quella fiducia di base che il bambino si porterà con sè per tutta la sua vita. L’essere tenuto in braccio è un nutrimento dell’anima fondamentale.

Consulenza scientifica della Dott.ssa Elisabetta Valtorta, Psicologa clinica e psicoterapeuta della Gestalt

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