Non ti lascerò mai: il cane si riduce in fin di vita per vegliare la padrona morta

Le è rimasto accanto, sperando che si risvegliasse: a Mantova un cane ha vegliato la sua padrona defunta da diversi giorni, riducendosi in fin di vita

Esistono prove d’amore così totalizzanti ed estreme da far cadere una lacrima su qualsiasi viso. E no, non stiamo parlando di gesti tra due esseri umani, ma di qualcosa di ancor più puro: delle azioni disinteressate che gli animali possono compiere nei confronti dei loro padroni. L’ultima, in ordine di tempo, è forse la più straziante: un cane si è ridotto in fin di vita pur di continuare a vegliare la sua padrona morta.

Non è una storia lontana da noi: è avvenuta nella periferia di Mantova, tra le mura di un appartamento che avevano visto sempre svolgersi una vita a due, con una donna e il suo cane impegnati a starsi accanto. Fino a quando, purtroppo, non è accaduto l’irreparabile.

Lei se n’è andata: il cane ha continuato a vegliarla

La notizia è finita sui principali quotidiani: una donna di 59 anni, che viveva sola con il suo cane, è stata trovata morta. A capire che qualcosa non andava sono stati i vicini, che hanno percepito un forte e terribile odore. Quando sono arrivati i soccorsi e hanno aperto la casa, hanno trovato uno spettacolo tanto terribile quanto strappalacrime: la donna è morta nel box doccia ed era già in avanzato stato di decomposizione.

Spostando lo sguardo dal corpo, però, eccoli: due occhi profondi, scuri, spaventati. E un corpicino indebolito e stanco. Era il cane della cinquantanovenne, che, stando a quanto rilevato dalle prime analisi, non avrebbe mai lasciato il bagno sin dal giorno del decesso. Una volta visti i soccorritori, il cane ha mosso la coda, prima di alzarsi e mostrare le sue ormai pessime condizioni. Denutrito, disidratato, il quattro zampe stava per morire. Ma la cosa non gli importava: quello era il suo posto.

Un amore senza confini

È complicato immaginare l’accaduto. Complicato da più ragioni, per altro. In primis per la vicenda umana, che ha visto questa donna morire senza che nessuno potesse soccorrerla, senza che nessuno la pensasse o potesse accorgersi di quanto stesse succedendo. E poi per l’enorme significato del gesto del cane, che non si è mai mosso da lì, che non si è mai schiodato dal fianco della donna, forse sperando che le cose si sarebbero, in qualche modo, risolte.

Il cane si stava lasciando morire: denutrito e disidratato, non ha mai abbandonato la postazione, non ha mai abbaiato. I giorni si sono inseguiti, passando, mentre lui lentamente chiudeva gli occhi, immaginando, con buone probabilità, che la sua amata padrona si sarebbe infine alzata. Che il loro amore senza confini sarebbe ripreso esattamente da dove si era fermato, tra coccole sul divano, lunghe passeggiate e tenerezza.

Ciò, purtroppo non poteva accadere. Ma lui non lo sapeva. Come se avesse assunto il ruolo di angelo custode, l’unica cosa che poteva fare era vegliare quel corpo inerte. Quando sono arrivati i soccorsi, il cane ha scondinzolato timidamente, con le poche forze che aveva. Ma la sua tristezza e le sue poche forze erano così evidenti da spezzare il cuore: è stato un animale fedele, fino alla fine e oltre.

La fedeltà del cane

Potremmo anche continuare a parlarne, a scriverne. Ma la verità è che la fedeltà del cane è qualcosa di indiscutibile. Queste creature a quattro zampe si affidano totalmente alle persone che li adottano, restituendo loro un amore incondizionato e senza pari. Per capirlo basta guardarli negli occhi, basta vedere come reagiscono quando comprendono che qualcosa non va: non si tirano indietro, si accucciano e si rendono disponibili per coccole e silenzi, senza alcuna pretesa.

Quanto accaduto a Mantova è solo l’ennesima dimostrazione di quanto i cani non siano “solo” animali come in molti si ostinano ancora a credere. Sono anime belle, pure e a tratti ingenue, che non chiedono molto, se non un po’ d’affetto e del calore, per dare in cambio tutto ciò che hanno. Anche la loro stessa vita.