Chi è Matteo Lepore, il sindaco di Bologna vittima di minacce

Sindaco di Bologna dal 2021, Matteo Lepore è finito al centro della cronaca italiana a causa dell'ondata d'odio di cui è vittima dopo il caso Fakir

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Nicoletta Fersini

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Alla guida di Bologna dall’ottobre del 2021, Matteo Lepore rappresenta una politica giovane, attenta ai bisogni delle famiglie e alla sostenibilità. Negli ultimi tempi, tuttavia, il suo nome è finito al centro delle cronache al di là delle sue scelte amministrative, per un’ondata di odio e minacce che ha stravolto la sua quotidianità, portandolo a vivere sotto scorta. Dalla sua vita privata al percorso professionale e politico, scopriamo di più sul sindaco bolognese.

Il legame con Bologna e l’impegno come sindaco

Classe 1980, Matteo Lepore è nato a Bologna nel quartiere Savena. Quello con la sua città è un legame profondo che, dopo gli studi, ha deciso di trasformare in un impegno attivo.

Diplomatosi al Liceo Classico “Luigi Galvani”, si è poi laureato in Scienze Politiche all’Università di Bologna, arricchendo il suo bagaglio con tre master specialistici in Relazioni Internazionali, Edilizia e Urbanistica ed Economia della Cooperazione. Prima di dedicarsi a pieno ritmo alle istituzioni, ha maturato un’importante esperienza nel settore cooperativo e dello sviluppo territoriale con la Legacoop Bologna.

Il suo impegno politico ha preso forma all’interno del Partito Democratico. Nel 2011 è entrato in Consiglio Comunale, ricoprendo per dieci anni il ruolo di assessore alla Cultura, al Turismo e all’Immaginazione Civica nella giunta guidata da Virginio Merola, poi dieci anni dopo ha vinto le primarie del centrosinistra ed è stato eletto, infine, sindaco di Bologna al primo turno con oltre il 60% dei voti.

Tra le iniziative più note della sua amministrazione c’è il progetto “Bologna Città 30”, con cui il capoluogo emiliano è diventato la prima grande città italiana a ridurre il limite di velocità urbano a 30 km/h nella maggior parte delle strade. Una misura pensata per proteggere i pedoni, ridurre gli incidenti gravi, abbattere l’inquinamento acustico e restituire le strade a bambini, anziani e soggetti più fragili.

L’amore per la famiglia

Oltre alla politica, per Matteo Lepore c’è la famiglia. Uomo estremamente riservato per quanto riguarda la sua vita privata, sappiamo che è sposato con Margherita Toma, con la quale è convolato a nozze nel maggio 2022 e ha avuto due figli, Irma e Orlando.

Nonostante i ritmi frenetici che il ruolo di primo cittadino impone, Lepore ha sempre cercato di mantenere una netta separazione tra la sfera pubblica e le mura domestiche, tutelando la privacy dei suoi cari dall’esposizione mediatica.

Il caso Fakir e le minacce al sindaco

Un gesto di cura nei confronti del proprio privato che è stato scosso, nell’estate 2026, da un grave episodio. Dopo la tragica morte di Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni deceduto durante un fermo di polizia al quartiere Pilastro, il sindaco Lepore si è fatto promotore di un presidio pacifico insieme ai familiari dell’uomo in Piazza Nettuno, per chiedere chiarezza e giustizia.

La manifestazione è sfociata in disordini di piazza e contro si lui si è scatenata una violenta campagna d’odio online, ma non solo. Il suo profilo social è stato inondato da messaggi intimidatori che citavano persino i figli e il suo vecchio indirizzo di casa, nel centro storico sono comparse scritte tracciate con vernice nera e simboli anarchici con espliciti avvertimenti volti a colpirlo.

Di fronte a questa pericolosa escalation, la Prefettura ha deciso di assegnargli una scorta, affiancandogli due agenti della Guardia di Finanza, mentre le indagini della Digos hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di oltre 20 persone. Una limitazione della propria libertà personale, necessaria per scongiurare ogni minaccia, a cui il sindaco ha reagito con sobrietà e fermezza, dichiarando di riporre piena fiducia nelle forze dell’ordine e nello Stato.