Tanmaxxing, l’ossessione per l’abbronzatura che ci sta facendo davvero male

Quando il glow perfetto rischia di diventare dannoso per la pelle

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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D’estate siamo tutte più belle grazie all’abbronzatura. O almeno, così si dice. La pelle dorata è il glow che cerchiamo tra una giornata al mare e una al lavoro, non curandoci troppo degli effetti che può avere sul nostro incarnato.
Su TikTok sta spopolando, infatti, il fenomeno del tanmaxxing, una vera e propria ossessione per la tintarella, che rischia di sfuggire di mano.

Che cos’è il tanmaxxing e perché è virale

Ci risiamo. Ogni hobby o aesthetic sta diventando una scusa per essere portato all’estremo. Essendo estate, perché non ideare anche il tanmaxxing? Il trend social dei “-maxxing” consiste nel portare un risultato al livello massimo.
Nel caso del tanmaxxing, le persone sono spinte a cercare un’abbronzatura estrema e immediata.
Gli oli abbronzanti diventano i nostri migliori amici, e la nostra routine è per la maggior parte del tempo controllare l’indice UV durante le ore della giornata per capire quando esporsi al sole più forte.
Abbronzarsi senza protezione può provocare gravi danni alla pelle, e un trend social che spinge proprio a ignorare certe precauzioni non è di certo sano. La pelle invecchia prima, potrebbero comparire macchie o addirittura potrebbe aumentare il rischio di sviluppare un tumore alla pelle. La nostra pelle è un organo e come tale va protetto: l’incarnato scuro che risulta dall’abbronzatura altro non è che una risposta difensiva del nostro corpo ai raggi UV.

I social trasformano tutto in una competizione. In questo caso, a chi si abbronza prima. E a rimetterci è la nostra pelle. Si è instaurata una pressione estetica che riguarda ogni trend legato al mondo beauty o self care. Le donne si ritrovano sempre più spinte ad aderire a canoni davvero impossibili: l’autostima e la sicurezza in sé vengono meno, così come il gusto personale. I trend influenzano molto gli utenti, e capita spesso di seguire la massa, invece di distinguere ciò che fa bene da ciò che dovremmo allontanare.

L’effetto di TikTok sul tanmaxxing

La maggior parte dei trend oggi parte proprio da TikTok, una piattaforma che sembra riuscire davvero a influenzarci. Il tanmaxxing fa parte del macro trend del “-maxxing”, ossia portare al livello più alto un risultato. Vengono spesso coinvolte aesthetic come il nonnamaxxing, oppure hobby come il gymmaxxing.

I video più virali del trend tanmaxxing riguardano consigli (o hack) su come accelerare tutto il processo della tintarella. Diminuire drasticamente o addirittura eliminare le creme solari, l’uso di acceleratori per l’abbronzatura o di oli abbronzanti.
Ma non è finita così, poiché sono state create delle app per avere una “routine abbronzante”: consultandole, possiamo sapere quando l’indice UV è più alto per esporci al sole e per quanto tempo esporsi sul fronte e sul retro del corpo, con una check list da seguire in maniera rigorosa.
Sui social una tintarella scura viene spesso presentata come l’ideale estetico dell’estate. Chi la vuole ottenere deve sopportare molte scottature, poiché il tanmaxxing insegna che dopo la scottatura arriva il glow dell’abbronzatura. Più diventano virali fenomeni come il tanmaxxing, più ci saranno persone che vivranno spiacevoli situazioni. Non tutto ciò che va virale e prevede una routine è sano: ogni attività è diventata un lavoro, con obiettivi, tempistiche e una check list da spuntare.
L’abbronzatura arriva in un secondo momento, ma ciò che dovrebbe piacerci è la sensazione del sole sulla pelle, protetta a dovere.

I rischi del tanmaxxing che non si vedono subito

Le creme solari esistono per proteggere la propria pelle dalla potenza dei raggi UV del sole. Chi segue il tanmaxxing finisce spesso per mettere in secondo piano la SPF 50, privilegiando un’abbronzatura veloce. Esporsi alla luce del sole senza uno strato di protezione può causare seri danni alla pelle, sia nel breve che nel lungo periodo.
Il primo campanello di allarme quando posizioniamo il nostro sdraio alle 14 di un pomeriggio di luglio rivolto verso il sole mentre teniamo tra le mani un acceleratore per l’abbronzatura, è la scottatura. Quando la pelle è arrossata tanto da sembrare dei pomodori, e il segno del costume è ben visibile tramite delle strisce bianche sui fianchi o sul petto, il nostro corpo ha già subito il danno. Può provocare dolore, bruciore, ma anche brividi di freddo, perché la temperatura del corpo ha raggiunto livelli molto alti che deve abbassare. Le creme lenitive come l’aloe vera possono dare un minimo di sollievo, ma sarebbe sempre opportuno non arrivare mai a un livello tale.

Oltre alla classica scottatura così comune sulle spiagge, non utilizzare le creme solari per il tanmaxxing può causare, nel lungo periodo, un invecchiamento precoce della pelle. Esistono anche le macchie cutanee dovute a un’errata esposizione al sole, e nei casi più gravi si può arrivare al melanoma, il tumore della pelle. La pelle risulta anche secca o fragile: perde la propria elasticità. È importante, quindi, utilizzare le creme solari e abbronzarsi in maniera sana, senza costringere la nostra pelle a conseguenze pericolose.

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La tintarella estiva è l’obiettivo di molte. Il trend del tanmaxxing non vuole protezione solare, ma abbronzatura estrema

Tanmaxxing: l’abbronzatura è davvero un obiettivo?

Il tanmaxxing ha reso virale abbronzarsi velocemente, per rientrare negli standard estetici che ci sono oggi. La pelle dorata è considerata sinonimo di bellezza, ordine e salute. E l’abbronzatura sembra non essere mai abbastanza. Come capita spesso, cercare di rispettare un canone di bellezza che non ci appartiene costa fatica e anche qualcosa di più: la nostra autostima.
Nascendo continuamente nuovi standard, ci sembra di non essere abbastanza. “Sono troppo pallida, devo diventare più scura”, una spirale infinita. La nostra self-image viene continuamente influenzata dalla pressione estetica dei social. Più scorriamo contenuti che propongono un solo ideale di bellezza, più rischiamo di percepirci come “sbagliate”.

Il trend TikTok del tanmaxxing non solo è l’ennesima “richiesta” di apparire in un certo modo, ma è anche dannoso per noi. Seguire tutti i trend può rivelarsi un’arma a doppio taglio: ci sentiamo parte di un gruppo, è vero, ma ci dimentichiamo sempre di noi e dei nostri standard. L’obiettivo, forse, non dovrebbe essere raggiungere la tintarella più dorata di tutte, ma accettare il proprio incarnato e stabilire una routine di abbronzatura adatta a noi. Rovinare la nostra pelle per rientrare in certi canoni estetici, che alzano sempre di più l’asticella, non ne vale davvero la pena.