Goblintimacy, al primo appuntamento preferiamo l’autenticità

Cadono le maschere per lasciare spazio ai sentimenti: la Goblintimacy rende omaggio alla vulnerabilità

Foto di Alessia Agosta Del Forte

Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

Se c’è una cosa certa, è che a noi piace dare un nome a tutto. Soprattutto in ambito amoroso, dove tutto è spesso confuso.
La Goblintimacy è la nuova tendenza a mostrarsi fin dai primi appuntamenti nella propria versione più naturale e “scomposta”, per instaurare da subito legami autentici.
Come mai, nell’era dei social e della perfezione, stiamo promuovendo sempre di più l’autenticità?

Goblintimacy: che cos’è il nuovo trend

Niente paura, non è il nome di una nuova creatura spaventosa. Però è l’insieme delle parole “Goblin” e “intimacy”, ossia intimità.
La Goblintimacy è una nuova tendenza del dating che sta spopolando sempre di più: si tratta di mostrarsi al naturale, nelle proprie imperfezioni sin dal primo incontro. Dopo anni di ghosting, breadcrumbing, love bombing e situationship, finalmente arriva un trend che non parla di relazioni tossiche, ma di autenticità.
Un trend controcorrente rispetto al classico corteggiamento, dove si tende a mostrarsi nella propria versione migliore, lasciando che i pregi coprano i difetti.

Chi cerca la Goblintimacy rifiuta gli appuntamenti costruiti per dare subito la versione onesta delle proprie passioni o stranezze, senza alcun filtro che li addolcisca. Il trend vuole lentamente togliere la costruzione che si è creata nel tempo tra aspettative irrealistiche date dai social e relazioni basate su una performance: se deve nascere un legame, meglio che sia spontaneo e senza filtri.
Sembra una moda passeggera, ma la Goblintimacy è lo specchio della nostra ricerca di legami autentici e storie d’amore che nascono perché c’è una vera connessione, non perché abbiamo costruito un’immagine perfetta di noi. Se piacciamo a qualcuno, vogliamo che apprezzi pregi e difetti, bellezza e imperfezioni.
Il primo appuntamento non è più un’audizione in cui dare il meglio di noi, ma un’occasione per mostrare la nostra persona.

Perché la Goblintimacy ci fa dire addio alla perfezione

Il nuovo trend relazionale vuole valorizzare la spontaneità e aiutare a instaurare un legame sincero fin da subito. Siamo cresciute con i social media che, oltre a promuovere standard estetici molto alti, hanno anche diffuso un’idea di relazione irrealizzabile. Ci troviamo a vivere una doppia pressione: dobbiamo essere impeccabili sia esternamente che internamente, e se l’appuntamento non va esattamente come ciò che vediamo sui social, scartiamo automaticamente l’altra persona.

Il primo appuntamento è sempre un terno al lotto, poiché entrano in gioco fattori come l’ansia da prestazione, la pressione di apparire al meglio, il disagio dato dall’essere due sconosciuti. Ricreare l’uscita perfetta sembra davvero impossibile. Ciò che la rende anche poco naturale è il fatto stesso di doverla organizzare nei minimi dettagli: dal luogo, al prepararsi ciò che diremo, dagli abiti al mostrare solo le parti belle di noi. Un lavoro davvero faticoso, se pensiamo al fatto che stiamo conoscendo una persona per capire se fa per noi.
Siamo stanche di dover organizzare la nascita di un legame. Se un rapporto deve nascere, deve accadere in modo naturale, per la sola connessione e chimica che riusciamo a trovare con l’altra persona.
Sembra un’idea d’amore obsoleta, ma in realtà riflette la nostra volontà di voler stravolgere la perfezione che si vede tanto in giro, per riportare in auge la spensieratezza e l’autenticità.

goblintimacy
iStock
Dopo anni a cercare di raggiungere la perfezione, nella frontiera del dating c’è la Goblintimacy, che vuole più naturalezza

Come cambia il primo appuntamento con la Goblintimacy

Chi vuole sperimentare la Goblintimacy, deve uscire e mostrarsi senza fronzoli, nella sua versione più naturale.

Partendo dall’outfit, la scelta cadrà sugli abiti che più ci faranno sentire a nostro agio, perché solo così possiamo essere abbastanza libere da lasciar andare l’idea di perfezione per abbracciare una versione più autentica.
Il luogo in cui si terrà l’appuntamento non verrà più scelto per impressionare l’altra persona, ma sarà un posto semplice dove poter chiacchierare con tranquillità.
E soprattutto, niente copioni. La Goblintimacy non vuole strategie, vuole spensieratezza e persone autentiche. Non conta più come ci si mostra, ma se c’è compatibilità nella propria naturalezza. Il legame che nascerà, quindi, sarà spontaneo.
La Goblintimacy aiuta anche ad alleggerire il primo incontro, poiché riduce l’ansia da prestazione non dovendo interpretare nessun personaggio.
Più leggerezza, meno attenzione ai dettagli superflui.

Goblintimacy… senza essere davvero dei goblin

Il rischio di mettere in pratica il trend relazionale è che nasca un’uscita poco curata. L’obiettivo non è far vedere il peggio di sé o trascurare l’importanza dell’incontro, ma evitare di nascondersi dietro inutili maschere.

Non celare i propri difetti non significa poter mancare di rispetto all’altro o parlare senza tener conto della situazione. È un equilibrio tra ciò che si è veramente e il contesto in cui ci si trova. Goblintimacy non significa promuovere la trascuratezza, ma curarsi senza fingere.
Voler fare una bella impressione non è sbagliato, e nemmeno vestirsi meglio dei nostri outfit da tutti i giorni. Significa non strafare, restare comunque nella nostra comfort zone per permettere a noi stesse di mostrarci per come siamo davvero.
L’altra persona si può fare facilmente un’idea di come siamo già dalla prima volta, perciò perché non dovremmo essere autentiche? La Goblintimacy vuole solo riportare la naturalezza della compatibilità, anche per innalzare un po’ la nostra autostima rendendoci conto che chi abbiamo di fronte può apprezzare le “vere” noi, non un filtro.

Il futuro del dating è la Goblintimacy?

La perfezione sta lentamente lasciando il posto all’autenticità. La strada è ancora lunga, ma sempre più persone stanno mostrando molta tenacia.
La nostra ossessione per il nominare ogni situazione in cui ci troviamo ci permette di comprendere ciò che ci accade, specialmente nelle relazioni. Se prima tutto era una red flag, ora stiamo imparando che ognuno di noi è umano e ha i propri difetti, ed eventualmente a lasciar andare chi proprio non fa per noi.

La Goblintimacy sembra una vera e propria green flag, invece. Naturalezza, autenticità, spontaneità. Un trend che pare più una ventata di aria fresca in un miscuglio di filtri e copioni. Se continuiamo sulla stessa strada, le future relazioni subiranno una svolta. I legami potrebbero diventare più forti e la chimica più naturale. L’ansia da prestazione sarà molto più bassa e il primo appuntamento non ci sembrerà più un ostacolo insormontabile, ma un’occasione per chiacchierare con qualcuno di nuovo e che chissà, potrebbe diventare la nostra persona.
La parola fa più paura del trend in sé, perché le connessioni non devono essere forzate e noi non siamo dei goblin. Siamo persone che sono cresciute in mezzo a ideali che non stanno bene addosso.
Non vogliamo più i filtri su Instagram, figuriamoci se vogliamo le maschere in amore.