Chi è Matteo Bonacina, arciere paralimpico della Nazionale italiana

Fiore all'occhiello del tiro con l'arco paralimpico italiano, Matteo Bonacina è stato arrestato per le gravissime accuse di abusi sessuali e stalking

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Nicoletta Fersini

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Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

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Quella di Matteo Bonacina è una storia di forza e riscatto, campione del mondo e simbolo della Nazionale paralimpica italiana di tiro con l’arco con grandi successi alle spalle. Un nome noto, fiore all’occhiello nella sua disciplina, oggi finito al centro della cronaca per via dell’arresto per stalking e abusi sessuali.

L’infortunio che ha cambiato tutto

Classe 1984, Matteo Bonacina è nato a Bergamo, dove ha lavorato come giardiniere prima che il destino lo travolgesse nel modo più duro. Nel 2009, quando aveva 25 anni, un infortunio sul lavoro lo ha reso paraplegico: cadendo da una gru, una pianta lo ha travolto provocandogli una lesione midollare.

Bonacina non si è arreso e, come molte persone a cui è cambiata la vita in modo così drastico, ha trovato nello sport una nuova speranza e un nuovo obiettivo. Nel corso della sua lunga riabilitazione, ha scoperto per la prima volta il tiro con l’arco, disciplina che gli ha permesso di trasformare la sedia a rotelle in un punto di forza, tanto da diventare in breve tempo uno dei volti più noti del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa.

Carriera e medaglie

Non ci è voluto molto tempo prima che Matteo Bonacina iniziasse la sua scalata verso i vertici mondiali. Già l’anno successivo al debutto, nel 2011, ha conquistato l’argento individuale agli Europei di Roma, risultato che gli ha spalancato le porte della Nazionale azzurra.

Da quel momento si sono susseguiti numerosi successi internazionali, a partire dall’oro italiano indoor del 2013 fino all’argento a squadre conquistato ai Mondiali di Bangkok nello stesso anno. La vera consacrazione è arrivata, però, a Pilsen (Repubblica Ceca) dove nel 2018 è diventato campione europeo sia nell’individuale che a squadre.

Cinque anni dopo, nel 2023, Matteo Bonacina ha toccato il punto più alto della sua vita sportiva, vincendo una finale mozzafiato contro il britannico Nathan McQueen e diventando contemporaneamente campione del mondo nel Compound Open e primo atleta nel ranking mondiale.

È stato protagonista in tre edizioni dei Giochi Olimpici a Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024, occasione quest’ultima in cui l’arciere azzurro ha sfiorato l’impresa storica nel Mixed Team insieme a Eleonora Sarti in una sfida contro l’India che ha perso per un solo punto di differenza, conquistando comunque il quarto posto.

Le accuse di stalking e abusi sessuali

Un curriculum impeccabile, macchiato da accuse gravissime nel maggio 2026. Come riportato dal Corriere della Sera, Matteo Bonacina è stato arrestato e posto ai domiciliari il 4 maggio per stalking e violenza sessuale ai danni di almeno cinque atlete e un’allenatrice della Nazionale italiana.

Secondo le testimonianze raccolte, l’arciere avrebbe fatto delle inopportune avances a una collega, molestandola e chiedendole un perizoma rosso come portafortuna e avrebbe tentato di violentare un’atleta durante le Paralimpiadi di Parigi nel 2024: “La vittima, molto giovane, ha raccontato che l’uomo si sarebbe introdotto nella sua camera mentre lei era appena uscita dalla doccia: ‘Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva: sul pulmino eri così bella, mi ecciti’. La ragazza in quell’occasione è poi riuscita ad allontanarlo”. E sarebbero solo alcuni degli episodi documentati.

Inoltre, Bonacina avrebbe più volte inviato delle immagini di nudo intime non richieste, come dimostrerebbero le prove nelle mani degli inquirenti. “La perquisizione informatica effettuata dal Centro operativo di Torino e le indagini coordinate dalla procura di Roma, spiega la polizia, ‘hanno ricostruito un quadro di gravi condotte, sia verbali che fisiche, nei confronti di colleghe anche minorenni, all’interno degli impianti sportivi nonché tramite i social network mediante l’invio di messaggi, immagini e video di esplicito tenore sessuale’. I suoi comportamenti si sono protratti dal 2013 per diversi anni, generando ‘un clima di ansia e continua agitazione nel contesto sportivo agonistico frequentato'”, si legge ancora sul Corriere.