Lady Diana, parla il dottore che provò a salvarla: “Segnato per tutta la vita”

MonSef Dahman, il medico che cercò di salvare Diana la notte della sua morte, racconta quei tragici istanti

Sono trascorsi quasi 24 anni dalla morte di Lady Diana, scomparsa nel 1997 in un incidente nel tunnel del Pont de L’Alma. In quello schianto terribile persero la vita Dodi Al-Fayed, fidanzato della principessa del Galles, e l’autista Henri Paul. Entrambi morirono sul colpo, mentre la guardia del corpo di Dodi, Trevor Rees-Jones, che si trovava sul sedile anteriore – l’unico ad avere la cintura di sicurezza – rimase ferito gravemente, ma riuscì a sopravvivere.

Quando arrivarono i soccorsi sul posto, Diana era ancora viva. Venne liberata con difficoltà dal groviglio di lamiere e trasportata all’ospedale Pitié-Salpêtrière in ambulanza. Quando arrivò nella struttura la mamma di William e Harry era gravissima, ma i medici tentarono il tutto per tutto pur di salvarla. Due ore dopo, a causa delle lesioni interne, venne dichiarata morta.

Sono passati tantissimi anni da quel tragico incidente che ha sconvolto il mondo. William e Harry, che erano legatissimi alla loro mamma, non l’hanno mai dimenticato, e come loro MonSef Dahman, il medico che cercò di salvare Diana. All’epoca aveva solo 33 anni ed era un chirurgo generale in servizio al Pitié-Salpêtrière Hospital di Parigi. Per tutto questo tempo il medico non ha mai rilasciato interviste, solo in questi giorni, per la prima volta, ha voluto ricordare quei tragici momenti in un’intervista al Daily Mail.

“Quel giorno avevo cominciato alle 8 di mattina – ha ricordato -, ed ero ancora di turno dopo mezzanotte: era stata una giornata abbastanza tranquilla. Mi stavo riposando quando improvvisamente mi chiama l’anestesista Bruno Riou, che mi dice di correre al pronto soccorso. Non mi disse che c’era Lady Diana, ma solo che c’era stato un grave incidente che aveva coinvolto una giovane donna”.

Sono trascorsi anni, ma MonSef Dahman ricorda ancora tutto con precisione: “C’è voluto solo un momento per rendere chiaro il motivo di tutta quella frenesia – ha rivelato -. Per qualsiasi chirurgo, è molto importante provare a salvare una donna giovane in quelle condizioni. Ma sicuramente lo è ancora di più se è una principessa”.

MonSef ha spiegato che quella tragica notte i medici avrebbero cercato in ogni modo di salvare Diana, ma che un arresto cardiaco avrebbe portato via la principessa, rendendo inutili tutti i tentativi di rianimarla. “Ci abbiamo provato tanto, tantissimo – ha affermato -. Abbiamo fatto tutto il possibile per questa giovane donna. Quando si lavora in queste condizioni non ti accorgi del tempo che passa

Il prossimo 1 luglio, Harry e William inaugureranno una statua dedicata a Lady Diana. Un modo per ricordare la principessa e per onorarne la memoria in occasione del suo 60esimo compleanno. Anche il chirurgo che cercò di salvarla ha svelato di non averla mai dimenticata. Quei momenti tragici e carichi di tensione non spariranno mai dalla sua mente: “Il pensiero di aver perso una persona importante a cui tenevi, ti segna per tutta la vita – ha chiarito -. Quando è una principessa e segui il suo funerale insieme a miliardi di altre persone, e hai cercato di salvarla, questo ovviamente ti segna. Ti segna per tutta la vita”.

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