E tu, ti sei mai chiesta come si vive da mancini?

Corretti e discriminati, i mancini ancora oggi incontrano diverse difficoltà quotidiane. Ma se la cavano alla grande e, anzi, secondo la scienza hanno una marcia in più

Alzino la mano tutti i mancini che ci stanno leggendo, la sinistra s’intende, perché è a loro che è dedicata la giornata internazionale che cade ogni 13 agosto. E poco importa che a causa della superstizione in passato siano stati discriminati, e che a casa e a scuola questi venivano corretti, come se la loro fosse una problematica da risolvere. La scienza conferma che hanno una marcia in più e i mancini della storia lo confermano.

Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Van Gogh e Jimi Hendrix sono solo alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia e che utilizzavano la mano sinistra. Ma nessun impedimento, per loro. Anzi, guardando alle loro vite possiamo concordare con la scienza quando dice che i mancini hanno una marcia in più.

Ma cos’è il mancinismo? Con questo termine si identificano tutte le persone che hanno la tendenza a usare il lato sinistro del corpo, totalmente o parzialmente, per compiere azioni o movimenti. Non solo la mano, quindi, ma anche occhio e orecchie, per esempio.

Succede che, se nei destrimani l’elaborazione del linguaggio avviene nell’emisfero destro, in quello dei mancini sono coinvolti entrambi gli emisferi del cervello. Ma questa caratteristica non li rende problematici, né tantomeno più deboli, anzi.

Eppure neanche troppo tempo fa, si faceva di tutto per correggere i bambini e farli diventare destrimani. I motivi erano diversi, uno dei quali affondava le sue radici nella superstizione: se è vero che la mano destra è quella che benedice, la mano sinistra è quella che appartiene al diavolo. A fomentare la credenza, anche il fatto che la religione cristiana preferiva il lato destro.

Per fortuna le cose sono cambiate e, oggi, i mancini non sono più associati al demonio, né tantomeno corretti per questa diversificazione. Certo, sono ancora molte le piccole difficoltà quotidiane che incontrano: le impugnature delle forbici, per esempio, sono pensate per i destrimani. Così come le maniglie delle porte o il POS sul quale strisciare la carta di credito e, ancora, anche la tavola viene spesso apparecchiata non tenendo conto delle persone mancine. Perché sono una piccola minoranza della popolazione mondiale.

Ma nonostante queste piccole difficoltà, possiamo dirlo a gran voce che i mancini se la cavano alla grande e, anzi, secondo la scienza hanno una marcia in più. Una ricerca dell’Università di Toledo, infatti, ha fatto emergere dei dati davvero interessanti sui mancini: avrebbero una memoria più sviluppata rispetto agli altri. E otterrebbero risultati eccellenti e migliori anche in alcuni sport come il tennis, la scherma e il pugilato.

I motivi per essere orgogliosi, quindi sono tantissimi. E se non bastasse è stata istituita anche la Giornata internazionale dei mancini nel 1992 dal  Left Handers Club. L’obiettivo? Sensibilizzare l’opinione pubblica e iniziare a progettare un mondo anche a prova di mano sinistra.

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