Giorgia Meloni istituzionale in navy e pailletes per la prima ministra giapponese

Per l'incontro con la prima ministra giapponese, Giorgia Meloni punta su navy e paillettes, ma le proporzioni del completo non tornano

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Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

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Per accogliere la prima ministra giapponese Sanae Takaichi a Villa Doria Pamphilj, Giorgia Meloni ha scelto ancora una volta la strada della sobrietà istituzionale. Nessuna concessione agli eccessi, nessun colore acceso o silhouette particolarmente audace. Un look pensato per rappresentare il ruolo prima ancora della persona, in perfetta continuità con il guardaroba che la Premier sfoggia nelle occasioni diplomatiche più importanti. Eppure, osservando le immagini dell’incontro, emerge un dettaglio che torna puntuale e che da tempo accompagna molte delle sue apparizioni pubbliche.

Giorgia Meloni sceglie il navy della diplomazia

Quando si parla di incontri istituzionali, Giorgia Meloni sembra avere una formula ormai consolidata. La Premier italiana raramente si allontana dai grandi classici del guardaroba politico femminile: completi sartoriali, palette neutre, linee pulite e dettagli misurati. Anche questa volta la scelta è ricaduta sul navy blue, uno dei colori più autorevoli e rassicuranti dell’armadio diplomatico.

Il completo indossato per ricevere la prima ministra giapponese è composto da una giacca doppiopetto blu notte e da un pantalone coordinato dal taglio ampio. Sotto la giacca spunta una maglia luminosa, impreziosita da una cascata di paillettes argento che cattura la luce senza risultare eccessiva. Un tocco brillante che alleggerisce la severità del completo e aggiunge un pizzico di femminilità a un outfit pensato soprattutto per comunicare autorevolezza.

Interessante anche la scelta delle scarpe. Meloni abbina infatti delle décolleté metallizzate color argento dal tacco sottile, perfettamente coordinate ai riflessi della maglia. Un dettaglio che rompe la monocromia del navy e dona movimento all’insieme.

Giorgia Meloni e Sanae Takaichi a Villa Doria Pamphilj durante l'incontro istituzionale a Roma
Getty Images
L’incontro tra Giorgia Meloni e Sanae Takaichi

Il dettaglio che continua a tornare

C’è però un elemento che osservando le fotografie salta immediatamente all’occhio. Non riguarda il colore, né gli accessori, né la scelta del completo in sé. Riguarda le proporzioni.

È un tema che ritorna spesso quando si analizzano i look di Giorgia Meloni e che probabilmente rappresenta il punto più debole del suo stile pubblico. La Premier ha una fisicità assolutamente normale, vicina a quella di moltissime donne italiane. Proprio per questo la questione diventa interessante: bastano piccoli accorgimenti sartoriali per valorizzare maggiormente la figura e creare un risultato molto più armonioso.

Il primo aspetto riguarda il pantalone. Nelle immagini dell’incontro il modello scelto termina diversi centimetri sopra il punto ideale. Il fondo sfiora appena la caviglia e lascia completamente scoperta la parte superiore della scarpa. Una scelta che può funzionare in contesti casual o contemporanei, ma che diventa più problematica quando si parla di un completo elegante e istituzionale.

Le regole classiche della sartoria insegnano infatti che il pantalone dovrebbe arrivare quasi a sfiorare il tacco della scarpa, creando una linea verticale continua. Quando il pantalone si interrompe troppo presto, l’effetto visivo è quello di accorciare la gamba e, di conseguenza, l’intera figura. Nelle fotografie questo fenomeno è particolarmente evidente. Le décolleté argento avrebbero potuto contribuire a slanciare la silhouette, ma il taglio del pantalone interrompe proprio quell’effetto di allungamento che normalmente una scarpa con il tacco dovrebbe garantire.

Giorgia Meloni e la prima ministra giapponese Sanae Takaichi a Villa Doria Pamphilj con look istituzionali
Getty Images
Giorgia Meloni incontra Sanae Takaichi a Roma

La giacca oversize che penalizza la silhouette

Il secondo elemento riguarda la giacca. Da tempo Giorgia Meloni predilige blazer dal taglio piuttosto ampio. Una scelta comprensibile, soprattutto considerando il ritorno dell’estetica power dressing e delle silhouette ispirate al guardaroba maschile.

In questo caso, però, il volume sembra spingersi un po’ oltre il necessario. Le spalle risultano molto strutturate e leggermente abbondanti rispetto alla corporatura della Premier. L’effetto finale è quello di creare una sproporzione tra la parte superiore del corpo e il viso, che appare più piccolo e meno valorizzato.

Anche la lunghezza contribuisce a questo risultato. La giacca scende infatti parecchio sotto il punto vita, arrivando quasi a coprire completamente il bacino. Una scelta che tende a comprimere otticamente la figura anziché slanciarla.

A questo si aggiunge la questione delle maniche. Osservando le fotografie, le maniche appaiono piuttosto lunghe e coprono quasi interamente il polso. Un dettaglio che può sembrare marginale ma che, nel linguaggio sartoriale, ha un peso importante.

Giorgia Meloni e uno stile costruito in autonomia

Negli anni si è parlato spesso del rapporto della Premier con la moda. A differenza di molte figure pubbliche contemporanee, Giorgia Meloni non sembra costruire la propria immagine attraverso un forte lavoro di styling o attraverso la collaborazione costante con professionisti del settore fashion.

Secondo quanto raccontato dal direttore Roberto Alessi in un intervento video per L’Edicola, la Premier acquisterebbe molti dei suoi completi da D. Exterior, azienda guidata dall’imprenditrice Nadia Zanola e situata nel Bresciano.

Un approccio che spiegherebbe anche la coerenza del suo guardaroba. I completi sono spesso simili tra loro, cambiano i colori, i tessuti e alcuni dettagli, ma il linguaggio resta sempre riconoscibile. Una sorta di uniforme personale costruita negli anni e ormai diventata parte integrante della sua immagine pubblica.