27 anni dopo: Allegra Gucci parla dell’omicidio di suo padre

Dopo 27 anni dall'omicidio di Maurizio Gucci, sua figlia Allegra rompe il silenzio per raccontare la sua verità con un libro: «È la mia lettera a mio padre Maurizio»

Ci sono storie che desideriamo dimenticare, soprattutto quando queste conservano i frammenti dolorosi di vite fatte a pezzi, le nostre. Lo sappiamo che questo non sempre è possibile perché alcune ferite sono destinate a restare, sul corpo e nell’anima. Ma possiamo provarci, almeno, conservando in soffitta quella scatola piena di ricordi e lasciarla lì, sepolta tra la polvere e tutte le cose che sono state dimenticate.

Noi possiamo farlo, Allegra Gucci no. Non può dimenticare di essere la figlia di un padre assassinato e di una madre incarcerata, di essere diventata involontariamente la protagonista di uno dei fatti di cronaca più sconvolgenti del nostro Paese, anche se sono passati ormai 27 anni.

E anche se volesse farlo, difficilmente gli altri glielo permetterebbero. Perché Maurizio Gucci è stato, e sempre sarà, il simbolo della moda Made in Italy, perché di lui non si smetterà mai di parlare, perché la storia del suo omicidio è diventata anche un film.

L’omicidio di Maurizio Gucci

Era un giorno di inizio primavera quando, in via Palestro a Milano, Maurizio Gucci veniva assassinato. Attorno alla casa dell’imprenditore gli sguardi indiscreti e increduli si domandavano cosa fosse successo all’interno di quel palazzo signorile al civico 20.

Le urla di Paola Franchi, compagna di Maurizio, non lasciano spazio a fraintendimenti. Le forze dell’ordine che portano via il corpo dell’uomo lo confermano: Maurizio Gucci è morto, è stato assassinato.

Non ci vuole poi molto affinché, seguendo la pista delle gelosie e delle ossessioni, le autorità risalgono a Patrizia Reggiani, già conosciuta come Lady Gucci, la moglie di Maurizio. È stata lei, divorata dall’odio e dal rancore, a organizzare l’omicidio con l’aiuto di Pina Auriemma – detta la maga – che si è trasformata nell’intermediaria tra lei e gli esecutori. Sono bastati tre colpi di pistola, uno al gluteo, l’altro alla spalle e l’ultimo, decisivo, alla tempia, per porre fine alla vita dell’erede della maison fiorentina.

Alessandra e Allegra Gucci

Ai nomi di Maurizio Gucci e di Patrizia Reggiani sono legati, indissolubilmente, anche quelli di Alessandra e Allegra, figlie dell’imprenditore assassinato, figlie di un’assassina.

Alessandra, la sorella maggiore, è nata nel 1977, dopo pochi anni dal matrimonio dei suoi genitori. Allegra, invece, è nata nel 1981. Entrambe erano solo delle bambine quando hanno capito che quella famiglia unita in cui erano nate non esisteva più. Maurizio, infatti, lascia Patrizia e inizia una relazione con Paola Franchi. Ma quello era solo l’inizio di un incubo ben peggiore che culminerà con l’omicidio dell’uomo il 27 marzo del 1995.

Negli anni, i nomi delle sorelle Gucci, sono balzati più volte alla cronaca, legati non solo all’omicidio, ma anche alle battaglie legali che riguardano Patrizia Reggiani. Allegra e Alessandra, che sono le dirette eredi del padre, hanno subito una sentenza da parte della Cassazione, nel 2020, che le obbliga a risarcire i danni che la loro madre ha causato a Paola Franchi.

Allegra Gucci, 27 anni dopo

Sono passati 27 anni dall’omicidio di Maurizio Gucci e la sua storia, col tempo, è diventata una fitta tela apparentemente  indistricabile. Dichiarazioni, rivelazioni, smentite e bugie si sono aggiunte alla storia che già conoscevamo trasformando un fatto di cronaca in una narrazione avvincente che, in un modo o nell’altro, ha appassionato l’opinione pubblica. Nel 2021, proprio per soddisfare tutte le curiosità attorno al caso, Ridley Scott ha diretto il film House of Gucci.

Ed è stato proprio dopo l’uscita della pellicola che, per la prima volta in 27 anni, Allegra Gucci ha scelto di rompere il silenzio nel quale si era preservata per tutti questi anni. «Avevo 14 anni e venni travolta dall’onda: in quei momenti, cercavo solo una bolla per respirare mentre intorno avevo solo squali» ha dichiarato in esclusiva la donna a Vanity Fair anticipando l’uscita del suo libro Fine dei giochi. Luci e ombre sulla mia famiglia.

Il titolo è eloquente. Sarà attraverso questo testo che la figlia di Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani racconterà la sua versione dei fatti, per smontare le false notizie, per porre fine alle bugie, per raccontare una verità diversa da quella che è diventata di dominio pubblico anche dopo l’uscita del film House of Gucci.

Racconta di come ha creduto fortemente che la madre fosse innocente, di come ancora oggi non riesce a capire chi lei sia davvero. Di tutte le figure ambigue, oscure e “di troppo” che sono state nel mezzo in questi anni, del rapporto con paola Franchi.

Ha ammesso di aver scelto di rompere il silenzio per se stessa, ma soprattutto per i suoi due bambini, affinché non crescano tra storie inventate e bugie. Ha scelto di farlo con un libro, per creare idealmente una nuova fotografia di Maurizio che cancellasse quell’istantanea di suo padre privo di vita tra il sangue. «È la mia lettera a mio padre Maurizio» ammette «Perché mio padre Maurizio è sempre qui».