Dario e Andrea, la coppia con 3 figli presente nel documentario “Francesco”

Abbiamo raggiunto telefonicamente Andrea Rubera, protagonista di un passaggio del documentario di Papa Francesco che benedice le unioni civili

Pochi giorni sono passati dalla presentazione del documentario Francesco di Evgeny Afineevsky presentato alla 15ª Festa del Cinema di Roma, un tempo questo, tanto breve quanto importante, per l’intera comunità LGBT.

Tutto merito di quelle affermazioni fatte dal Papa, durante un’intervista apparsa nel documentario, sulle unioni civili tra persone omosessuali: “Hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo” – afferma Bergoglio – “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo“.

Parole che toccano il cuore e che creano scompiglio, stupore e anche polemiche, ma che mostrano ancora una volta, la forte volontà del Papa di mettere al centro di tutto le persone e non le categorie. In molti si sono espressi dopo la messa in onda del documentario; anche Sharon Stone, sul suo profilo Instagram, ha ringraziato il Papa con un conseguente appello ai matrimoni gay.

Le affermazioni del Papa sono state importanti, ma non hanno stupido poi molto Andrea Rubera e Dario Gregorio che, protagonisti di un passaggio nel documentario passato agli onori di cronaca, già anni fa avevano avuto modo conoscere in prima persona il pensiero del Papa.

Andrea Rubera, portavoce dell’associazione nazionale delle persone LGBT cristiane Cammini di Speranza, è apparso nel documentario Evgeny Afineevsky in una breve intervista dove ha raccontato di quella chiamata ricevuta dal Papa diversi anni prima. Così abbiamo raggiunto telefonicamente Andrea per farci raccontare cosa è successo e cosa ne pensa a riguardo delle affermazioni di Bergoglio.

Tre figli e due papà: Andrea e Dario formano una famiglia omogenitoriale, perfettamente integrata e felice. Essendo la coppia gay profondamente cattolica, ha avuto modo di parlare con il Papa rispetto al cammino di fede dei loro bambini.

“Ho scritto questa lettere al Papa per un problema che riguardava i miei bambini e la loro introduzione alla fede all’interno di una parrocchia. Il mio desiderio è sempre stato quello di voler crescere i figli nella fede cattolica, ma avevo dei dubbi su come muovermi”. A seguito di quella lettera, ecco arrivare la telefonata del Papa che ha invitato la coppia a presentarsi al parrocco e far iniziare il percorso ai loro bambini, senza parlare di omosessualità o di categorie di genere.

Ed è questo su questo comportamento del Papa che Andrea vuole porre l’accento, come ci ha spiegato telefonicamente infatti “Le leggi sulle unioni civili sono di competenza dello stato, quello che invece ha di straordinario il Papa, è l’apertura nei confronti delle persone, non solo nell’ambito LGBT. Lui porta in primo piano il valore, le storie e l’unicità che appartengono ad ognuno di noi, senza considerare le persone per categorie di appartenenza”.

Secondo Rubera, quello che sta attuando il Papa è un cambiamento di prospettiva reale che pone le persone al centro del dialogo pastorale, lui stesso ha ammesso che durante quella telefonata con Bergoglio non si è sentito un omosessuale con un problema, ma una persona.

E grazie a questo documentario, diffuso in tutto il mondo, il messaggio di inclusione di Papa Francesco ci ricorda che non esistono differenze di genere, di razza o di sesso, ma esistiamo solo noi, con il nostro valore e l’unicità che ci contraddistingue.

 

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