Marella Agnelli, la storia di un’icona divisa tra l’amore e il dolore

Marella Agnelli è stata un'icona di stile che ha vissuto la sua vita in costante equilibrio tra l'amore per l'arte e il dolore personale

Di icone la storia ne è piena, quello che le accomuna è l’essere dotate di un “potere” naturale, quasi impresso nel DNA di saper ispirare chi le circonda, tanto da imprimersi nell’immaginario comune.

Lo sguardo enigmatico, il collo lungo reso celebre dall’obiettivo di Richard Avedon e una naturale eleganza hanno fatto di Marella Agnelli una vera e propria icona.

Sempre defilata senza mai ostentare i suoi privilegi, la moglie di Giovanni Agnelli è stata una donna che non si è fatta mai piegare dalle difficoltà. Nonostante alcuni eventi l’abbiano messa a dura prova, era consapevole che ogni privilegio ha un prezzo da pagare. Con la sua arguzia e intelligenza è riuscita ad attraversare le grandi tragedie della sua vita con eleganza e uno spirito dinamico ed intraprendente.

L’incontro con la famiglia Agnelli

Marella era figlia di Filippo Caracciolo di Melito, membro di una nobile famiglia napoletana e di Margaret Clarke, discendente di un magnate del whisky americano. I viaggi in giro per l’Europa al seguito del padre diventato diplomatico e le visite ai parenti nobili imprigionati in una rigida etichetta hanno caratterizzato la sua giovinezza, fino a quando ha incontrato gli Agnelli.

La loro vita meno convenzionale e di sicuro più elettrizzante l’ha conquistata in poco tempo. Diventata subito amica delle future cognate Susanna Agnelli e Maria Sole, quest’ultima le ha regalato le sue prime scarpe rosse con il tacco, un oggetto lontano dalle sue abitudini. Solo in seguito ha conosciuto Gianni Agnelli, prima del matrimonio avvenuto nel 1953, i due si sono frequentati per otto anni, ma non è stata una relazione semplice. Ci sono stati molti alti e bassi a causa dei continui tradimenti dell’Avvocato. Anche la vita coniugale non è stata semplice per Marella, Agnelli non ha mai fatto mistero delle sue infedeltà convinto che la sua dedizione come marito e la certezza che non avrebbe mai lasciato la famiglia potessero compensarle.

I primi anni di matrimonio sono stati felici, i novelli sposi avevano una intensa vita mondana divisa tra le feste a casa di Truman Capote e le vacanze da sogno con la famiglia Kennedy fino a quando Marella ha deciso di abbandonare quel mondo. Quello che ai più sembrava un contesto scintillante e pieno di divertimento, a lei lasciava un senso di vuoto.

Una vita dedita all’arte e al bello

Una volta distaccatasi da un ambito che sentiva così diverso da sé e dalla sua natura, Marella ha trovato un rifugio sicuro nell’arte. Per lei era qualcosa di superiore, la faceva sentire bene con sé stessa e ha dedicato gran parte della vita agli arredi delle sue numerose case curando anche i giardini con dedizione e consapevolezza. Il suo stile non è stato mai eccessivo, ma sempre misurato tanto da diventare un vero e proprio lavoro. L’equilibro trovato all’interno dell’arte, però, è stato messo a dura prova dalla morte del figlio Edoardo nel 2000, un suicidio inaspettato a cui ha fatto seguito tre anni dopo la morte del marito e i rapporti tesi con la seconda figlia Margherita a causa dell’eredità di Gianni Agnelli.

Tutti questi avvenimenti, che lei chiamava “sofferenza inaspettata”, l’hanno colpita nel profondo. Il dolore improvviso, lascia dentro un segno profondo da cui non si guarisce più, ma che Marella ha vissuto con la sua classica eleganza, lontano dalle luci della ribalta.