Jane Fonda: una lezione di vita sull’età

Dai capelli grigi portati con fierezza all'indimenticabile discorso sul tempo trascorso. La lezione di vita di Jane Fonda ci ricorda che non è mai troppo tardi per essere felici

“L’età che avanza non è una malattia, abbiamo un’intera seconda esistenza da adulti”. Correva l’anno 2017 e Jane Fonda per Ted Talks impartiva a tutte noi la sua più grande lezione di vita. Un insegnamento che dovremmo fare nostro per abbracciare le rughe, i capelli bianchi, la menopausa e tutti quei segnali del tempo che troppo spesso occultiamo per la paura di invecchiare.

E invece l’attrice, che ha da poco spento le 84 candeline, non ha fatto sua questa paura e, anzi, ha scelto di accogliere gli anni che passano come un dono, lo stesso che riflette in qualche modo tutto ciò che è stato e che può ancora essere.

Perché se lo vogliamo l’età può essere solo un numero. Non uno da ignorare o da nascondere, intendiamoci, ma da abbracciare in tutte le sue sfaccettature. Un numero che ci ricorda quanta strada abbiamo fatto e quanta ancora ne possiamo fare, giorno dopo giorno.

Le rughe, l’età e una nuova possibilità

No, la vita non è qualcosa che possediamo solo per un breve periodo di tempo. Non è qualcosa che di cui dobbiamo godere solo nel suo picco massimo per poi abbandonarci alla deriva che identifichiamo nella senilità. Perché l’età che avanza altro non è che una nuova vita che inizia.

Una vita diversa, certo, ma fatta di saggezza e nuove consapevolezze, dove il tempo che scorre è un dono che dobbiamo fare nostro. “Quello che dovremmo chiederci, che tutti quanti dovremmo chiederci è: come utilizziamo questo tempo? Come viverlo al meglio?”

Le parole di Jane Fonda ieri e oggi, si trasformano in una lezione di vita che vuole trasformare quel pensiero diffuso secondo il quale la terza età coincide con il decadimento fisico e mentale. È forse la paura di come gli altri ci guardano che ci offusca, il pensiero del tempo che è trascorso, tutte le cose che non abbiamo fatto e i rimpianti che affiorano. Ma è proprio la consapevolezza di tutte queste cose che ci consente di vivere la nostra seconda opportunità. O anche la terza e la quarta se lo vogliamo.

“Ho scoperto che quando vediamo la nostra terza età dal di dentro, anziché vederla dal di fuori, la paura diminuisce, ci si rende conto che si è sempre se stessi e forse anche di più”

“Ho abbracciato i miei capelli grigi”

Quello di Jane Seymour Fonda, classe 1937, non è solo un discorso fine a se stesso che dobbiamo ricordare degli anni. L’attrice, produttrice cinematografica e attivista, nonché vincitrice di due Premi Oscar, è diventata proprio l’emblema di un approccio diverso e nuovo all’età che avanza. E ce lo dimostra giorno dopo giorno con le sue scelte, come quella di abbandonare definitivamente le tinte e mostrarsi meravigliosamente a suo agio con i suoi capelli argentati.

“Sono così felice di aver abbracciato i miei capelli grigi”, – ha dichiarato recentemente l’attrice al The Ellen Degeneres Show ​mostrandosi con i capelli color argento leggermente mossi e il suo solito entusiasmo- “Lo devo confessare, mi sento così felice di essere passata al grigio”.

E felice deve esserlo davvero, lei che porta con fierezza i propri anni. Lei che ha scelto di prendersi cura di se stessa, ascoltando il cuore e il corpo, probabilmente ripetendo a se stessa come un mantra che “L’età che avanza non è una malattia è una condizione naturale che apre nuove possibilità e prospettive”.