Il Natale non è Natale senza i dolci della tradizione, e c’è un Re indiscusso che non può assolutamente mancare sulle nostre tavole: gli struffoli, palline dorate e fritte, immerse nel miele e decorate con la frutta candita colorata. Non sono solo belli da vedere, ma sono anche un simbolo di abbondanza e gioia. Come si preparano? E soprattutto, di quali ingredienti abbiamo bisogno per ricreare a casa quel sapore magico che ci riporta subito all’infanzia?
Indice
Struffoli, le origini e la storia: perché si chiamano così?
Se pensiamo a questo dolce, la prima cosa che ci viene in mente è la tavola napoletana, vero? Eppure, c’è chi non si è mai chiesto: ma da dove arrivano realmente queste meraviglie? L’origine di questo dolce è decisamente più antica: è vero, Napoli ha il merito di averli perfezionati e resi unici, facendoli diventare quel simbolo irrinunciabile che amiamo. Ma la loro storia è complessa e affascinante, e ci dimostra che il Natale è fatto di tradizioni secolari.
Si ipotizza che il nome, “struffolo”, sia in realtà collegato alla forma che hanno: piccole palline, tonde, quasi perline irresistibili. La maggior parte degli storici suggerisce infatti che l’etimologia sia legata proprio alla loro caratteristica, al loro essere piccole e sferiche.
Una teoria meno formale, ma indubbiamente affascinante, lega il nome all’atto stesso della preparazione. Sì, proprio quel momento in cui l’impasto viene lavorato e arrotolato con forza, un po’ “strofinato” insomma, per creare i filoncini lunghi che poi vengono tagliati in tantissimi pezzettini. Un lavoro certosino, certo, ma che ripaga sempre per un risultato finale davvero goloso. Al di là di ogni dibattito sulle origini, ciò che conta è che sono diventati il tocco inconfondibile di ogni festività.
La fama di “portafortuna” in occasione delle feste
Non sono solo un piacere per il palato: come il melograno o le lenticchie, gli struffoli sono un vero e proprio portafortuna sulle nostre tavole. La loro forma ne fa un simbolo inconfondibile di abbondanza e ricchezza. Per questo motivo, sono immancabili durante le feste, soprattutto a Capodanno!
Come fare gli struffoli: i trucchi
Il segreto inizia con l’impasto, perché dobbiamo lavorarlo bene finché non risulta elastico e maneggevole, ma mai eccessivamente rigido. Un consiglio furbo per stenderlo? Usiamo un velo di farina su un foglio di carta da forno, questo ci aiuterà a gestirlo facilmente senza che si attacchi. Quando tagliamo i filoncini, prendiamo un coltello affilato e cerchiamo di essere precisi per ottenere dei cubetti tutti uguali. Ricordiamo però che si tratta pur sempre di un dolce artigianale, fatto in casa: eventuali “difetti” di forma lo renderanno più nostro.
E poi c’è il momento determinante, che è quello della frittura. Friggiamo sempre in olio abbondante e, attenzione, facciamolo senza mettere subito troppi struffoli per non abbassare troppo la temperatura dell’olio, che deve restare alta per i primi secondi. Smuoviamo spesso le palline con la schiumarola: una volta dorate, scoliamole subito e passiamole sulla carta assorbente.
Ultimo, ma fondamentale, il tocco di classe finale: la glassa. Per evitare che il miele coli tutto sul fondo, lasciando gli struffoli meno invitanti, il trucco per una copertura perfetta è aggiungere dello zucchero al miele: creerà uno sciroppo denso e viscoso, senza colare troppo sul piatto.
Ingredienti
Prima di iniziare l’opera, dobbiamo assicurarci di avere a disposizione tutto l’occorrente per l’impasto, cuore di questa preparazione. Per ottenere quel gusto classico che tanto amiamo, ci serviranno 400 grammi di farina 00 e, a dare morbidezza, 80 grammi di burro fuso freddo: i più puristi potrebbero optare per lo strutto. Immancabili poi le tre uova medie, accompagnate da 40 grammi di zucchero semolato e un pizzico di sale. Per un aroma inconfondibile, ricordiamoci di non rinunciare alle scorze grattugiate di un’arancia e un limone biologici, più due cucchiai del nostro liquore preferito, che sia rum o anice. Una volta fritte nel litro di olio di semi di arachidi, passiamo alla decorazione. Qui vincono i sapori di Natale: ci bastano 300 grammi di miele per glassare, una generosa dose di confettini e zuccherini colorati, due cucchiai di zucchero a velo e circa 50 grammi di frutta candita mista (ciliegie, cedro e scorza d’arancia) per quel tocco finale davvero festivo.
Procedimento
La prima cosa da fare è prendere la nostra farina e passarla al setaccio in un recipiente capiente; uniamo il sale e subito dopo l’aroma delle scorze di limone e arancia, lo zucchero e il grasso scelto, che sia burro fuso freddo o strutto. Aggiungiamo il liquore e mescoliamo tutto finché non otteniamo un impasto che, all’inizio, è ancora grezzo e sabbioso.
Adesso, creiamo una fontana centrale e versiamo le uova. È il momento di sporcarsi le mani: lavoriamo l’impasto finché non diventa perfettamente liscio e uniforme. Formiamo un panetto, avvolgiamolo bene nella pellicola e diamogli il tempo di rilassarsi: basteranno trenta minuti a temperatura ambiente.
Una volta pronto, stacchiamo dei pezzetti di circa 50 grammi, e creiamo dei cilindri che non superino il diametro di un centimetro. Con un coltellino affilato, ricaviamo i nostri piccoli struffoli (larghi anch’essi circa 1 cm). Se siamo davvero dei perfezionisti, possiamo modellarli uno a uno con le mani per renderli sferici. Continuiamo così fino a esaurire l’impasto.
Passiamo alla cottura: mettiamo l’olio nella casseruola con i bordi alti e friggiamo gli struffoli in piccole quantità – step importante per la temperatura –, bastano 30-40 secondi e ricordiamoci di smuoverli costantemente. Recuperiamo le palline dorate con un mestolo forato e facciamole asciugare su più strati di carta assorbente.
Infine, il gran finale: la glassa. In una casseruola molto grande, sciogliamo a fiamma bassissima il miele e lo zucchero a velo. Togliamo dal fuoco e uniamo subito gli struffoli, la maggior parte dei confettini e i canditi. Mescoliamo con cura affinché ogni pezzo sia avvolto nel miele denso e lucido. Trasferiamo il tutto sul piatto da portata, e velocemente, modelliamo la forma desiderata. Possiamo completare l’opera con gli zuccherini rimasti. E, non dimentichiamocelo, un vassoio di struffoli è sempre un regalo di Natale fatto con il cuore.