Le tradizioni di Natale in tutto il mondo

Il Natale è una festa piena di magia che accomuna tanti Paesi del mondo: ecco come si festeggia fuori Italia

Il Natale è una delle feste più attese dell’anno e si celebra ormai in tutto il mondo, a prescindere dal credo religioso: resistere alla magia del Natale d’altronde è pressocché impossibile. Ogni paese ha le sue leggende e le sue usanze, e ci sono tantissime varianti che caratterizzano ogni angolo del globo! Con DiLei scopri come si festeggia il Natale in tutto il mondo e quali sono le tradizioni più curiose.

Natale nel Regno Unito

Durante il periodo di Natale, in Inghilterra si respira un’aria di festa, fatta di addobbi colorati e luci scintillanti: i preparativi iniziano già da novembre, quando le famiglie cominciano a decorare tutta la casa a tema natalizio, e i bambini scrivono la tradizionale letterina a Father Christmas (ossia Babbo Natale), chiedendo i doni che desiderano trovare sotto l’albero. In Gran Bretagna si dà meno importanza alla Vigilia di Natale, mentre si festeggiano il Christmas Day il 25 dicembre, e il Boxing Day il 26 dicembre.

La notte di Natale, dopo la messa e i canti a mezzanotte, i bambini vanno a letto lasciando un piattino per Babbo Natale con del latte e una mince pie (un tipico biscotto inglese), più una carota per la renna Rudolph. Da non perdere è il discorso dellaRegina alle tre del pomeriggio. La tradizione del Boxing Day nasce invece nel Medioevo, quando i sacerdoti distribuivano offerte e doni alla gente più povera; al giorno d’oggi esso coincide con l’inizio dei saldi post-natalizi ed è una giornata dedicata allo shopping.

Natale in Germania

Anche in Germania i preparativi per Natale iniziano a novembre, più precisamente l’11/11 il giorno di San Martino: in quest’occasione i bambini sfilano per le strade portando delle lanterne accese; secondo la leggenda, infatti, il santo ha dovuto affrontare un lungo viaggio nella notte gelida, e le candele servono ad illuminare la sua strada. Durante il periodo dell’avvento vengono anche intrecciate delle ghirlande, le cui candele vengono accese nelle quattro domeniche precedenti il Natale; in tutto il paese vengono allestiti inoltre i famosissimi mercatini di natale, che ogni anno attirano milioni di visitatori. Un’altra tradizione natalizia, diffusa nel mondo, è l’arrivo di San Nicola il 6 dicembre, che distribuisce a tutti i bimbi buoni cioccolatini, casette di pan di zenzero e dolciumi come i lebkuchen e i christollen.

Natale in Olanda

Nei Paesi Bassi, tradizionalmente le celebrazioni per il Natale iniziano a metà novembre, quando Sinterklaas (San Nicola) arriva con il suo aiutante Zwarte Pieten (Pete il nero) direttamente dalla sua dimora in Spagna: il suo sbarco segna l’inizio delle vacanze di Natale, e in tutto il Pese vengono organizzate delle parate che vedono sfilare San Nicola in sella ad un cavallo bianco lungo le vie delle città. I festeggiamenti culminano il 5 dicembre: durante la vigilia di San Nicola, i bambini lasciano le loro scarpe davanti al camino, sperando che egli vi lasci doni, biscotti o dolciumi se sono stati buoni (per i monelli ci saranno invece ramoscelli e aghi di pino!).

Natale in Spagna

In Spagna le tradizioni natalizie variano a seconda della regione: a portare i doni in Catalogna ad esempio è Tiò de Natal, lo zio del Natale, mentre nel territorio Basco è l’Olentzero, un vecchio barbuto vestito da contadino basco. In generale il periodo festivo va dal 22 dicembre al 6 gennaio, e si conclude con l’arrivo di Los Reyes Magos (i Re Magi): in molte città viene organizzata la Cavalcata de los Reyes, una bellissima parata di carri allegorici con i Re Magi che lanciano caramelle e cioccolatini agli spettatori.

Una tradizione piuttosto curiosa riguarda il presepe, al cui interno non può mai mancare la statuetta del Caganer: si tratta di un uomo accovacciato con i pantaloni abbassati che dovrebbe augurare prosperità. Un altro simbolo del Natale è il Caga Tio, un particolare ceppo intagliato con una faccia sorridente: i bambini spagnoli nutrono il ceppo per tutto il periodo delle feste e poi lo bruciano nel camino il giorno del natale, nella speranza che esso restituisca più dolci di quanti ne ha ingurgitati.

Natale in Scandinavia

La patria di Babbo Natale non può che essere una terra ricca di tradizioni natalizie: è infatti in Finlandia che si trova la casa di Joulupukki, che vive con Mamma Natale e tutta la sua squadra di folletti all’interno di una montagna incantata, chiamata Korvatunturi, in Lapponia; secondo la leggenda la montagna ha tre orecchie, che servono a Babbo Natale per ascoltare i bambini di tutto il mondo, tuttavia la sua posizione è così segreta che tuttora nessuno è riuscito a trovarne l’entrata.

Tradizionalmente i festeggiamenti hanno inizio con la Dichiarazione Natalizia di pace, un discorso che oggi viene trasmesso in diretta TV, ma le cui origini risalgono ai tempi del Medioevo; per ogni giorno del periodo natalizio, che in Danimarca viene chiamato hygge, i bambini aprono una finestrella dello Julekalendar (il calendario dell’avvento), ed ogni domenica mettono sulla tavola una ghirlanda con una candela accesa.

In molti paesi scandinavi è tradizione addobbare l’albero il 23 dicembre, giorno della piccola vigilia, mentre il 24 si tiene il pranzo di Natale, al termine del quale ci si riunisce intorno all’albero per ballare e cantare aspettando Babbo Natale. In Svezia le celebrazioni iniziano il 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia: è tradizione che la primogenita interpreti la santa, indossando una corona di mirto decorata con delle candele. In Norvegia è Julebukk a bussare alla porta, un paesano travestito con una maschera da capra e un mantello di pelliccia, che intona canti natalizi in cambio di dolcetti; le origini di questa usanza vanno ricercate nel folklore pagano, e si ispirano al mito di Thor, che secondo la leggenda viaggiava su una slitta trainata da capre.

Natale in Polonia

La Polonia è un Paese molto cattolico, e il Natale è naturalmente una delle celebrazioni più importanti. I festeggiamenti si tengono il giorno di Wigilia, il 24 dicembre, ed è un’occasione per stare insieme a tutta la famiglia: le donne di casa si dedicano alla preparazione dei piatti tipici fin dalla mattina, mentre uomini e bambini hanno il compito di addobbare l’albero.

La cena ha inizio solo quando in cielo compare la prima stella, un richiamo alla stella cometa che guidò i Re Magi a Betlemme: per tradizione vengono serviti 12 piatti diversi, a simboleggiare gli apostoli; la prima portata è in genere un biscotto tipico chiamato Oplatek, raffigurante Maria, Gesù e Giuseppe, che viene passato a tutti i commensali intorno al tavolo per romperne e mangiarne un pezzo. Un’usanza molto antica è quella dei kolędnicy: si tratta di un gruppo di persone vestite da personaggi biblici, che vanno di casa in casa chiedendo di esibirsi in cambio di una piccola offerta in denaro o dei dolcetti.

Natale in Russia

In Russia la religione principale è quella ortodossa, di conseguenza si segue il Calendario Giuliano che prevede che i festeggiamenti sono posticipati di tredici giorni; il periodo festivo va dal 31 dicembre al 19 gennaio, giorno dell’Epifania ortodossa: sebbene il Natale vero e proprio si festeggi il 7 gennaio, la notte di capodanno è una festa molto importante per i russi, che si ritrovano con familiari e amici per addobbare l’albero; a mezzanotte arriva poi Nonno Gelo (Ded Moroz – Дед Мороз in lingua originale) con la nipotina Nevina (Sneguročka – Снегурочка), per lasciare i doni sotto l’albero.

Natale in Giappone

Sebbene in Giappone meno dell’1% della popolazione sia Cristiana, sotto l’influenza dell’Occidente, anche nel Paese del Sol Levante si sono diffuse le celebrazioni per il Natale: il caso vuole che il 23 dicembre coincida con la festa nazionale per il compleanno dell’Imperatore Akihito, e che i festeggiamenti si prolunghino anche al giorno successivo; il 24 dicembre viene chiamato Sei Naru Yoru, la cui traduzione può essere sia “notte santa” che “notte degli innamorati”: in effetti, in Giappone il Natale si trasforma in una specie di San Valentino, una festa dedicata alle coppie che per tradizione celebrano andando a cena fuori e scambiandosi regali.

Da circa mezzo secolo si è inoltre affermata la bizzarra usanza di andare a mangiare pollo fritto la sera della vigilia: si tratta di una trovata pubblicitaria lanciata da una nota catena di fast food intorno agli anni ’70, sopravvissuta fino al giorno d’oggi.

Natale in Africa

Anche in Africa, la consistente presenza di Missioni cattoliche e l’ampia varietà culturale e religiosa, ha fatto sì che nel continente si sviluppassero delle vere e proprie tradizioni natalizie. C’è da tenere presente però, che in Africa il Natale cade in piena estate, per cui anziché abeti e paesaggi innevati, le decorazioni tipiche prevedono palme intrecciate ed addobbi floreali; il pranzo di Natale viene in genere consumato in spiaggia o comunque all’aperto, accompagnato da balli e canti gioiosi.

In Sud Africa, la notte di Natale, dopo la messa, viene organizzata una maestosa fiaccolata lungo le vie delle principali città. Il giorno di Natale è usanza lasciare aperta la porta di casa, affinché chiunque si senta il benvenuto, e portare in dono cibi e frutta per buon auspicio e prosperità.

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