Olio di oliva, i trucchi infallibili per conservarlo e quando non va più usato

L'olio extravergine di oliva è un condimento delizioso: ecco i consigli utili per conservarlo e preservarne così le qualità organolettiche

Prodotto d’eccellenza di una sana dieta mediterranea, l’olio extravergine d’oliva è un condimento prezioso che viene ampiamente utilizzato nella nostra cucina, perché in grado di dare un sapore unico a qualsiasi pietanza. Inoltre è un alimento ricco di sostanze benefiche per l’organismo, tra cui i polifenoli e gli acidi grassi essenziali: conservarlo correttamente ci permette di preservare questi nutrienti nel tempo e godere così di tutte le sue proprietà organolettiche. Scopriamo i consigli pratici per un’ottimale conservazione dell’olio d’oliva e come capire quando non va più usato.

Come conservare l’olio d’oliva: i trucchi

Scegliere un olio extravergine d’oliva di qualità è sempre raccomandato, perché il suo sapore esalta ogni piatto ed è un vero toccasana per l’organismo (purché consumato con moderazione). Ma una volta acquistato, è fondamentale saperlo conservare in maniera corretta affinché le sue proprietà organolettiche non vadano alterandosi nel tempo. L’olio infatti è un prodotto che dura a lungo nella nostra dispensa, a volte persino diversi mesi, ed è per questo che dovremmo conoscere tutti i trucchetti per preservarlo al meglio.

Innanzitutto, dobbiamo scegliere il luogo in cui conservarlo: luce e calore sono due elementi che possono minacciare l’integrità dell’olio extravergine d’oliva, facendolo irrancidire anzitempo. Riporlo in un ambiente lontano da fonti di calore e dalla luce del sole è il primo segreto per mantenerlo buono più a lungo. Nel caso in cui è impossibile tenerlo in una dispensa al chiuso, protetto dai raggi del sole, è meglio scegliere contenitori scuri o che non facciano passare la luce. In alternativa, possiamo semplicemente avvolgere della carta alluminio attorno alla bottiglia, così da preservare al meglio il suo contenuto.

Per quanto riguarda invece il calore, è bene sapere che l’olio d’oliva andrebbe conservato a temperature che si aggirano tra i 12° e i 18°C: se lo teniamo in cucina, dovremmo sempre posizionarlo lontano dai fornelli per evitare che si scaldi troppo mentre stiamo preparando i nostri piatti. Allo stesso modo, in inverno dovremmo fare attenzione a riporlo in luoghi dove le temperature scendono troppo (come ad esempio una cantina), perché anche il freddo può alterarne le proprietà organolettiche e nutritive. L’ideale sarebbe dunque scegliere un ambiente fresco, asciutto e buio, dove tuttavia non sia mai troppo freddo.

L’ultimo “nemico” dell’olio extravergine d’oliva è l’aria: quando vi entra in contatto, parte infatti un processo di ossidazione che, con il tempo, porta all’irrancidimento. Naturalmente, nel momento in cui apriamo per la prima volta la bottiglia è impossibile evitare che l’aria entri. Tuttavia, possiamo fare in modo che l’esposizione sia minima e, perciò, che l’olio si mantenga buono più a lungo. Oltre ad evitare di tenere aperta la bottiglia più del necessario, richiudendola bene subito dopo l’utilizzo, è meglio far sì che il contenitore usato non sia troppo grande: se acquistiamo olio d’oliva in grandi quantità, travasiamolo subito in bottiglie più piccole che possiamo terminare nel giro di poco tempo, evitando che il prodotto rimanga troppo a contatto con l’aria.

Conservare l’olio d’oliva nel vetro

Dopo aver visto quali sono i fattori che possono rovinare il nostro olio extravergine d’oliva, non resta che capire quali siano i materiali migliori per conservarlo. Molte persone scelgono le bottiglie di vetro, che sono anche quelle più facilmente reperibili in commercio. Il vetro è un materiale comodo e sicuro, che risponde perfettamente alle comuni norme igieniche ed è totalmente riciclabile. Per preservare intatte le qualità dell’olio d’oliva, inoltre, viene spesso utilizzato un vetro spesso e molto scuro, che protegge il suo contenuto da repentini sbalzi termici e dalla luce del sole.

Conservare l’olio d’oliva in lattina

Un altro materiale ottimo per la conservazione dell’olio d’oliva è la latta: viene impiegata su larga scala soprattutto nel caso di contenitori di grandi dimensioni (come ad esempio accade per le confezioni di 5 litri d’olio che troviamo anche negli scaffali dei supermercati). In particolare si usano lattine in banda stagnata, composte da un sottile strato di acciaio rivestito da un’ altrettanto sottile lamina di stagno, che va a rendere il contenitore più resistente e meno esposto alla ruggine. Conservare l’olio d’oliva in lattina è forse un po’ meno comodo, ma aiuta a proteggerlo completamente dalla luce del sole. Ottimo quindi come trucchetto per un’eventuale scorta di prodotto, da travasare in bottiglie di vetro al momento dell’utilizzo.

Conservare l’olio d’oliva nella plastica

Alcune persone preferiscono conservare l’olio d’oliva in recipienti di plastica, credendo sia la scelta più comoda e a prova di “incidenti”: resistendo meglio agli urti, non si rischia infatti di dover gettare un’intera bottiglia d’olio, magari appena acquistata. Tuttavia, la plastica è il materiale peggiore per preservare le qualità organolettiche del prodotto. Alcuni studi piuttosto recenti hanno dimostrato che i polimeri che la compongono subiscono alterazioni a causa del contatto con l’acido oleico contenuto nell’olio. Da una parte non è ancora chiaro se questo contatto possa portare alla formazione di sostanze nocive per la salute, dall’altra le evidenze dimostrano che la plastica diventa più permeabile all’aria e ciò compromette le qualità organolettiche dell’olio d’oliva in tempi molto più brevi.

Conservare l’olio d’oliva in frigo

Si può conservare l’olio extravergine d’oliva in frigo? Come abbiamo visto, la temperatura ideale per questo alimento si aggira tra i 12° e i 18°C, mentre il frigorifero è generalmente impostato attorno ai 4°C. Il rischio è quello di esporre l’olio ad un ambiente troppo freddo, che andrebbe inevitabilmente ad alterarne le qualità nutrizionali e il sapore. Tuttavia, ci sono situazioni in cui potrebbe essere una buona idea riporlo in frigo. Ad esempio, se in estate (principalmente nelle ore centrali della giornata) la cucina diventa troppo calda e non vi sono altri luoghi in cui conservare l’olio: può essere utile sistemare la bottiglia al fresco per qualche ora, affinché non subisca un brusco cambio di temperatura. L’importante è ricordarsi di non lasciarlo in frigo per più di 2/3 ore.

Olio d’oliva, quando scade e come capire se non va più usato

Abbiamo visto l’importanza di conservare correttamente l’olio extravergine d’oliva per far sì che il suo sapore e tutte le sue proprietà rimangano inalterate a lungo. Ma entro quanto tempo andrebbe consumato, prima che irrancidisca? L’olio non ha una data di scadenza tassativamente stabilita, come accade per prodotti deperibili, tuttavia si parla di un tempo minimo di conservazione solitamente fissato attorno ai 18 mesi dalla data d’imbottigliamento. Se utilizzato in questo periodo, purché sia sempre stato conservato bene, l’olio esprime al meglio le sue qualità organolettiche.

Allo stesso modo, una volta che la bottiglia è stata aperta – e quindi il suo contenuto è entrato a contatto con l’aria – andrebbe terminata entro 6 mesi. Si può capire se l’olio extravergine d’oliva è ancora buono o se è meglio non usarlo più? Innanzitutto bisogna osservarlo: se ha subito cambiamenti di colore o è presente una strana patina, probabilmente è ormai da buttare. Possiamo poi provare ad annusarlo, perché l’odore di rancido è facilmente riconoscibile ed è indice di un olio non più buono da consumare.