Castello di Thiene, un gioiello del Rinascimento da scoprire in autunno

Nel Vicentino un palazzo del Quattrocento, passato di erede in erede da quasi sei secoli, rende meglio con le giornate corte e la luce bassa d’autunno

Foto di Francesca Secci

Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

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Il 7 e l’8 novembre il Castello di Thiene si accende di oltre 1500 candele. La luce passa dalle sale affrescate alle scuderie, durante una visita guidata di un’ora in una dimora nata a metà Quattrocento, a una ventina di minuti da Vicenza. Come presentazione, non è male.

Il nome, a dirla tutta, promette più battaglie di quante l’edificio ne abbia mai viste. Torri e mura merlate fanno scena, ma nei documenti più antichi si parla di un palazzo e gli storici lo considerano una villa veneta pre-palladiana, casa signorile e magazzino insieme, come le case-fondaco veneziane.

Dal gotico veneziano al Rinascimento, un erede alla volta

Tutto parte nel 1441, quando Francesco Porto senior eredita un vasto patrimonio di terre tra Thiene, Marano e Malo. Verso il 1450 fa costruire la residenza in stile gotico veneziano, con una pentafora al primo piano che secondo la proprietà è l’unico esempio in una villa veneta quattrocentesca di terraferma.

Il Rinascimento arriva dopo, a strati. Francesco Porto junior fa decorare le facciate con grandi cavalli e medaglioni di imperatori romani. Il nipote Giovanni Porto aggiunge nel 1554 un pozzo di Andrea Palladio e, intorno al 1570, gli affreschi del Camerone del Camino. Poi la casa cambia cognome solo per eredità: nel 1918 Guardino Colleoni muore senza figli e la lascia al cugino Antonio Thiene. Da allora appartiene ai conti di Thiene.

Castello di Thiene
Ufficio stampa Castello di Thiene
Castello di Thiene

Le sale da vedere, scuderie comprese

Nel Camerone del Camino, Giovanni Battista Zelotti e Giovanni Antonio Fasolo hanno dipinto quattro episodi di storia romana narrati da Tito Livio, dal banchetto di Cleopatra a Muzio Scevola. Secondo la lettura proposta dalla dimora, il tema sarebbe la contrapposizione tra fedeltà e tradimento, per celebrare la lealtà dei Porto verso Venezia. Oggi, per lo stesso tema, basta un falò di Temptation Island.

Nella Sala di Fetonte, affrescata a fine Settecento, il figlio del Sole perde il controllo del carro paterno e precipita: le sorelle lo piangono così a lungo da diventare pioppi, e le loro lacrime ambra.

Parco del Castello di Thiene
Ufficio stampa Castello di Thiene
Parco del Castello di Thiene

Il colpo di scena arriva però dalle scuderie disegnate da Francesco Muttoni a inizio Settecento: 32 stalli e colonne in marmo rosso di Asiago, con i putti della bottega di Orazio Marinali. Più curate di parecchi salotti.

Avviso per chi sogna già il carosello: dentro le sale è vietato fotografare, gli scatti sono ammessi solo all’aperto. E il primo piano, per ora, non è accessibile in carrozzina.

Gli appuntamenti d’autunno al Castello di Thiene

Dal 19 ottobre all’8 marzo 2027 si entra sabato e domenica dalle 10 alle 16. L’intero costa 10 euro, 7 tra i 12 e i 25 anni, sotto i 12 si entra gratis.

Domenica 25 ottobre il parco ospita una tappa di Natura in Villa: la paesaggista Pamela Nichele e Francesca di Thiene, comproprietaria della dimora, guidano una passeggiata nel foliage a 15 euro, sale comprese. Chi ha il pollice verde può segnarsi anche le mostre di piante e fiori di ottobre.

Il 31 ottobre le visite ordinarie si fermano per Halloween. Il pomeriggio è per i bambini, tra zucche da intagliare e pozioni. Dalle 18:30 arriva Salem, percorso horror di 35 minuti a 15 euro, vietato ai minori di 14 anni senza un adulto. Si fa anche se piove.

Castello di Thiene in autunno
Ufficio stampa Castello di Thiene
Castello di Thiene in autunno

Le candele di novembre costano 19 euro in prevendita e 22 alla cassa, dove si entra solo se restano posti. Il 15 novembre la visita guidata apre la chiesetta gotica e la ghiacciaia cinquecentesca, mentre il 22 tocca all’archivio privato, con carte dall’XI al XX secolo. Chi viaggia con il cane sappia che nel parco è ammesso al guinzaglio, all’interno solo se di piccola taglia.