Nel cuore del Veneto, a meno di 50Km da Verona, il comune di Montecchio Maggiore promette storie e meraviglie. Si tratta di una località in provincia di Vicenza che si è costruita una certa fama letteraria, legandosi a doppio filo alle figure di Romeo e Giulietta.
Ma se vi dicessimo che la celebre opera di William Shakespeare, ambientata nella bella città in stile medievale, ha origini e firma più italiani che mai? Già, il vero autore del dramma è il nobile letterato Luigi Da Porto, il reale inventore della storia degli amanti sfortunati.
Si narra infatti che Da Porto, ferito e in parte reso paralizzato durante una delle guerre della Lega di Cambrai, nel 1511, fu costretto a rinunciare alla vita militare. Il suo buen retiro fu Villa da Porto, a Montorso Vicentino, paese confinante con Montecchio Maggiore.
Il panorama dalle sue finestre era scenografico, mostrando quelli che oggi sono definiti i Castelli dell’Amore di Romeo e Giulietta. Da qui l’ispirazione per la novella che tutti conosciamo, poi trasformata in opera teatrale dal bardo Shakespeare.
Indice
I Castelli dell’Amore di Montecchio Maggiore: la storia

Le origini dei noti Castelli dell’Amore a Montecchio Maggiore, in dettaglio Castello della Villa e Castello della Bellaguardia, sono più antiche della romantica epopea shakespeariana. La collina dove sorgono, infatti, aveva importanza strategica sin dall’epoca romana.
La sommità del colle era infatti un punto di osservazione per controllare transiti e spostamenti della sottostante via Gallica. E le prime fortificazioni nacquero in loco proprio come basi difensive contro eventuali attacchi da parte dei barbari.
Le costruzioni tra 1200 e 1300
Se parliamo di prime fonti documentali sui castelli, dobbiamo andare al 1200, quando la rocca era un feudo appartenente alla nobile famiglia vicentina dei Pileo. Qui sorgeva una prima fortezza di famiglia, rasa al suolo nel 1243 per dispute politiche.
La dinastia Pileo era infatti una fazione guelfa, strenua oppositrice del tiranno Ezzelino III da Romano, alleato dell’imperatore Federico II di Svevia. E questo portò il ghibellino a espugnare e distruggere con tutto il suo esercito la roccaforte dei nemici.
Per vedere risorgere l’area, portando alla costruzione dei due manieri, si deve aspettare il 1311, quando il territorio passò sotto l’egida degli Scaligeri. Di preciso, è nel 1354 che il buon Cangrande II della Scala, avviò la costruzione di un sistema difensivo binario.
Non uno, ma due castelli edificati e collegati in modo strategico, in modo che l’uno ricoprisse i punti ciechi dell’altro e viceversa. Nel 1404 Montecchio Maggiore passò invece sotto il controllo della Repubblica di Venezia, smantellando le due rocche nel 1514 per evitare che diventassero avamposti per le truppe nemiche.
La rinascita del 1700
Le opere murarie di Montecchio Maggiore rimasero per circa due secoli in uno stato di abbandono. Ma nel 1742 fu il Comune a riscattare la proprietà, acquistando dalla Serenissima i manieri, con l’intento di strapparli da un poco edificante stato di rovina.
Ma è solo nella terza decade del Novecento che furono avviate pratiche di restauro strutturale. Così, il Castello della Bellaguardia, quello di Giulietta, si è trasformato in polo ricettivo, completo di ristorante panoramico, mentre Castello della Villa, quello di Romeo, ospita ancora oggi attività culturali nella sua corte interna.
Il Castello della Villa, o Castello di Romeo

Come detto, va a Cangrande II della Scala l’idea di una doppia costruzione: due castelli per raddoppiare l’efficienza contro gli attacchi dei nemici. Il Castello della Villa è il maniero più basso sulla rocca, sito a 234 metri s.l.m. e un’architettura di fortezza militare a corte.
La pianta ha un profilo irregolare, dovuto all’adattamento forzato al terreno scosceso con il vicino strapiombo. Per quanto riguarda la corte interna, ancora oggi è visibile il pozzo cisterna con sistema di impluvio per la raccolta e la filtrazione dell’acqua piovana.
Il Mastio si trova al vertice di Nord Ovest, dove svetta questa maestosa torre di mattoni alta una ventina di metri, che poggia su una base quadrata di blocchi di pietra bugnata. Per l’ingresso ci si deve spostare lato Sud, dove sono visibili le mura di cinta.
Il Castello della Bellaguardia, o Castello di Giulietta

Più in alto troviamo il Castello della Bellaguardia, 254 metri sopra il livello del mare, con l’aspetto tipico di un avamposto di osservazione. In questo caso la pianta è regolare, dalla forma rettangolare allungata che segue la cresta rocciosa per 1500 metri quadrati.
Le mura perimetrali sono un’alternanza di pietre cementate a calce e file parallele di mattoni rossi. Come per il Castello di Romeo, anche qui si può vedere il pozzo centrale per la raccolta dell’acqua piovana, ma rispetto al primo maniero, la struttura interna risulta modificata.
Nel 1930, come accennato, furono infatti avviati lavori di ristrutturazione che portarono alla costruzione di una terrazza panoramica con affaccio sulle Piccole Dolomiti. In più, dovendo essere una struttura ricettiva, parte dello spazio fu adibito all’edificazione del ristorante.
È significativa la porta di accesso alla struttura, che è posta in una rientranza muraria che riecheggia le origini difensive. Non ci sono più invece il portone a battenti e la saracinesca a rastrello, oggi sostituiti da una più semplice e lineare porta in ferro battuto.
Le pendici del Castello offrono anche uno spettacolo verde sul vigneto della cantina Bellaguardia, nota azienda veneta che produce spumanti. Una peculiarità di questi vini è che il loro affinamento avviene nel sottosuolo della collina, nelle antiche cave in pietra.
I Castelli oggi: eventi e rievocazioni storiche

Il comune di Montecchio Maggiore vanta uno spirito medievale che torna prepotente in occasione degli eventi a tema. Per queste occasioni l’area circostante i castelli scaligeri diventa una pura rievocazione di battaglie guelfe e ghibelline.
Le sale interne del Castello di Romeo sono invece quelle più gettonate per mostre fotografiche o eventi culturali. Di solito è la Torre Principale a fornire gli spazi per queste attività, allestendo i vari piani in modo da accogliere i visitatori e creare percorsi espositivi.
In generale, da segnare sul calendario il 1° maggio, data in cui va in scena “Montecchio Medievale – La Faida”, quando l’hinterland collinare si trasforma in un villaggio del Medioevo a cielo aperto, con taverne, botteghe artigianali, duellanti e sbandieratori.