Cromoterapia: com’è nata e cos’è

La cromoterapia è una medicina alternativa che studia la correlazione tra il colore e il benessere del corpo e della mente

La cromoterapia è una medicina alternativa che si focalizza sull’uso terapeutico dei colori al fine di migliorare la qualità della vita di una persona e, in certi casi, curare problematiche o malattie. Pur non avendo un fondamento scientifico comprovato, la cromoterapia appare come una delle più antiche tradizioni del mondo, e sfrutta il potere un po’ magico e misterioso del colore per influire positivamente sul corpo e sulla mente.

Stando ai sostenitori della cromoterapia, il colore può aiutare la persona a ritrovare un equilibrio perduto, e dunque sostenerla durante un processo di guarigione.

Le origini di questa terapia alternativa risalgono addirittura all’Antico Egitto, dove il colore trovava largo spazio di applicazione all’interno dei luoghi preposti alla cura dei pazienti. Gli Egizi attribuivano al dio Thot la loro conoscenza della cromoterapia, e circondavano i loro malati di colori, unguenti colorati, minerali e pietre affinché potessero bilanciare gli elementi in disequilibrio che, stando alle credenze coeve, avevano fatto ammalare la persona. Secondo la loro teoria, un paziente che soffriva di qualche tipo di sofferenza allo stomaco avrebbe trovato sollievo da un’applicazione del colore corretto sull’addome.

Gli storici sostengono che già cinquemila anni fa la cromoterapia fosse pratica diffusa: la mummia del Similaun, celebre corpo mummificato rinvenuto sulle Alpi italiane, portava segni di tatuaggi nelle zone dove gli esperti hanno individuato segni di artrite.

Più avanti, nell’Antica Grecia, la popolazione associava la forza degli elementi ai colori, attribuendo ad essi un’associazione molto precisa al tipo di disturbo che avrebbero potuto curare. Da questo periodo arrivano i “quattro umori” che l’umanità si è portata avanti fino al Medioevo. La bile gialla, il sangue rosso, il flegma, bianco, e la bile nera: bilanciare queste quattro proprietà del corpo significava grande salute e prosperità.

L’Ayurveda tiene ancora in alta considerazione l’utilizzo dei colori, anche e soprattutto in cucina, così come la millenaria tradizione della Cina. La credenza che un accumulo di colore possa ristabilire la salute di un individuo si è tramandata per molti secoli e in qualche modo sopravvive anche oggi.

Gli esperti moderni di cromoterapia attribuiscono i suoi miracolosi risultati alla natura oscillatoria delle cellule: secondo loro, le malattie sono una “disarmonia” che può essere curata attraverso l’armonizzazione del colore puro.

La cromoterapia funziona?

Pur non offrendo una terapia medica scientificamente attendibile, i benefici psicologici della cromoterapia sono noti e particolarmente apprezzati anche al giorno d’oggi proprio perché manifestano miglioramenti concreti dell’umore e aiutano a concentrarci, rilassarci o evadere dalla quotidianità. Ecco perché negli ultimi anni sempre più esperti e riviste consigliano di arredare la propria casa secondo i principi del feng shui e della teoria del colore. È innegabile che una camera da letto arredata con colori chiari e delicati instillerà una sensazione di relax nella persona giusta. La soggettività di questa teoria però, secondo cui ogni persona reagisce in maniera personale e unica al colore, richiede uno studio personale degli stessi, e un’analisi introspettiva che risulterà diversa per ognuno. Non si può negare però che un ambiente arredato secondo il colore e il gusto migliorerà sensibilmente l’umore di chi la vive, riducendo lo stress e, soprattutto, fornendo un porto sicuro dove fare ritorno dopo una giornata frenetica.

Cromoterapia: com’è nata e cos’è