Chi è stato uno scout, lo sarà per tutta la vita

Il 24 gennaio di centoundici anni fa iniziava una bella avventura. Più che un semplice metodo educativo, un modo di vivere e di stare al mondo

Semel Scout, Semper Scout. Sì. Chi è stato uno scout, scout lo sarà per sempre. Lo sarà chi ha provato la fatica del cammino e il freddo di un fuoco di bivacco, la gioia di condividere un sorso d’acqua e il silenzio di una veglia alle stelle, la sensazione di vivere un’avventura speciale e la consapevolezza di prendere un grande impegno, per sempre.

Centoundici anni fa, proprio il 24 gennaio, Lord Robert Baden-Powell diede vita allo scoutismo. Un metodo con cui sono cresciuti centinaia di migliaia di ragazzi di tutto il mondo.

E alcuni di questi ragazzi eravamo noi. Oggi siamo donne, mogli, madri, professioniste. Ma prima o dopo abbiamo scoperto (riconoscendoci da un particolare, un racconto, un’attitudine) che avevamo portato il fazzolettone al collo. È una cosa difficile da spiegare ma è così. Ci si riconosce.

Chi è cresciuto “a pane e scout” si somiglia. Affronta la vita (il lavoro, le relazioni, le salite) in modo simile. Magari non ha mai più dormito all’addiaccio ma lo sforzo di “lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto lo ha trovato” lo farà sempre. Così come cercherà di trovare un 5% di buono in tutte le persone che incontra. Ma soprattutto proverà a fare del proprio meglio, ogni giorno.

Auguri a chi è stato scout. Oggi e sempre

Chi è stato uno scout, lo sarà per tutta la vita