Ornella Vanoni si racconta: gli amori, la solitudine e la lite con Mina

Ornella Vanoni si racconta senza filtri: i grandi amori, la lite con Mina, la solitudine e il figlio

Sincera, ironica, semplicemente unica: Ornella Vanoni si racconta, fra i suoi grandi amori, la solitudine e la lite con Mina. A 86 anni la cantante è ancora un uragano di ricordi, musica e parole. Proprio come quando, a soli vent’anni, iniziò una relazione con Giorgio Strehler, famoso regista teatrale.

“Veniva sempre a fare lezione nella mia classe, per lo stupore delle altre: di solito non si vedeva mai – ha raccontato al Corriere della Sera -. L’insegnante di danza era sua moglie, da cui era già separato. Mi detestava: aveva capito al volo che sarei piaciuta al marito. Mi diceva: hai talento, ma non hai i nervi per reggere. Aveva ragione. Però alla fine ce l’ho fatta senza di lui”. Una storia che terminò per volere di Ornella: “Non potevo seguirlo nella droga e negli altri suoi vizi […] Una volta, anni dopo, mi telefonò: “Tu devi tornare con me, ti voglio al mio fianco…”. Lo informai che stavo per sposarmi”.

L’uomo che la Vanoni avrebbe sposato era il produttore Lucio Ardenzi, ma prima del matrimonio incontrò Gino Paoli. Una storia tormentata, quella fra i due cantanti, che terminerà con un brano passato alla storia, Senza fine, che Paoli dedicò proprio a Ornella. “Non c’era mai – ha ricordato la cantante -. Sposato, sempre in giro. Uscivamo di casa ognuno con una borsa di gettoni e stavamo ore al telefono. Ora lui mi dice: “Ornella, ti ricordi le risate?”. Ma quali risate, io soffrivo da morire. Sposai Ardenzi, ma ero ancora innamorata di Gino”.

In quegli anni, fra tv e dischi, la Vanoni si scontrò anche con Mina. Tutta colpa di un programma televisivo che avrebbero dovuto condurre insieme, ma dove Ornella venne sostituita, senza essere informata, da Raffaella Carrà. “Eravamo amiche, ci frequentavamo – ha svelato -. Un giorno a pranzo suo marito, Alfredo Cerruti, mi propone una trasmissione tv con lei. Accetto e parto felice per le vacanze. A Paraggi mi raggiunge Gigi Vesigna: “Hai visto che Mina fa una trasmissione con la Carrà?”. La chiamo: “Sei una vigliacca”. “Allora è guerra?” risponde. Guerra no; ma avrei voluto saperlo da lei. Poi facemmo pace. Ma da quando si è rifugiata in Svizzera ci siamo perse”.

Oggi la Vanoni è un’artista, ma prima di tutto una mamma e una nonna. Con suo figlio Cristiano, frutto del matrimonio con Lucio Ardenzi, i rapporti sono migliorati nel corso degli anni. “Da piccolo lo lasciavo ai nonni, per lavorare – ha ricordato -. Volevo restare con lui, ma mio marito mi disse: “Se non torni subito, sono rovinato”. Così feci “La fidanzata del bersagliere”. Un bambino tende a pensare che preferisci il lavoro a lui; e ci soffre. Così caddi nella mia prima depressione. La gravidanza però è stata il periodo più bello della vita”.

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