Addio a Valentino Garavani, l’imperatore della moda. Il famoso e amato stilista aveva 93 anni. A darne notizia è una nota della Fondazione che porta il suo nome: “Si è spento oggi nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari”. Se ne va così uno dei massimi esponenti dell’alta moda internazionale, che con le sue creazioni ha conquistato le donne più belle del mondo.
Valentino Garavani è morto a Roma
Valentino Garavani si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari. La camera ardente sarà allestita all’interno di PM23, in piazza Mignanelli 23 a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio dalle 11 alle 18. Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio alle ore 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica.
Dopo una lunga carriera, Valentino Garavani si è dimesso dalla guida della sua casa di moda nel 2007. Nel luglio 2012, la maison è stata venduta alla società qatariota Mayhoola for Investments e nel 2023 il Gruppo Kering ha acquisito il 30% del capitale del Gruppo Valentino per 1,7 miliardi di euro. Nel 2016 ha creato la Fondazione Valentino Garavani con finalità puramente filantropiche.
Nonostante il ritiro, Valentino Garavani non ha mai smesso di essere una presenza iconica, osservata e celebrata sfilata dopo sfilata. Perché l’eredità che ha lasciato è senza tempo. Eterna.
È stato, ed è destinato a rimanere, “l’ultimo imperatore della moda”, colui che ha trasformato la bellezza femminile in arte. La sua carriera non è stata frutto del caso: Valentino sembrava predestinato a cambiare il mondo della moda.

“Ricordo che mia madre diceva alle sue amiche: ‘Questo ragazzo ama la bellezza’ – raccontò in un’intervista – Prestavo molta attenzione agli abiti, le dicevo sempre cosa volevo indossare e sono sempre stato attratto dagli abiti delle attrici: l’eleganza mi ha sempre affascinato. Credo che questo senso fosse innato”.
E in effetti lo era: un talento che ha trasformato stoffe, tulle e rosso Valentino in simboli senza tempo, facendo sì che ogni donna vestita da lui non fosse semplicemente elegante, ma irrimediabilmente iconica.
Valentino Garavani, la leggenda della moda
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino scoprì il fascino del bello già da bambino. L’aneddoto più celebre è quello dell’adolescenza all’Opera di Barcellona, dove, circondato da dame vestite di rosso, scelse per sempre quella tinta come sua firma distintiva.
Dopo gli studi a Milano, nel 1949 volò a Parigi, dove frequentò l’École des Beaux-Arts alla Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Giovanissimo, appena 17 anni, vinse il Woolmark Prize e lavorò con Jean Dessés e Guy Laroche. Ma l’Italia lo chiamò: nel 1959 tornò a Roma, aprendo una maison che presto divenne leggenda.

Negli anni Sessanta incontrò Giancarlo Giammetti, 22 anni, studente di architettura. Fu l’inizio di un sodalizio storico: Valentino creava, Giammetti gestiva e promuoveva. Diana Vreeland li soprannominò The Boys e insieme conquistarono il mondo della moda. Il debutto ufficiale a Firenze, nel 1962 alla Sala Bianca di Pitti, fu solo l’inizio.
Il vero colpo di scena arrivò nel 1967 con la collezione interamente bianca: in un periodo dominato da hippie e psichedelia, Valentino osò il bianco e conquistò tutti.
Da Jackie Kennedy a Liz Taylor, da Sophia Loren a Cate Blanchett, le sue clienti diventarono amiche, muse e compagne di un percorso straordinario.
I vestiti di Valentino vestirono eventi storici: Jackie indossò un suo abito sia al funerale di John Kennedy che al matrimonio con Onassis; Jennifer Lopez, decenni dopo, sfoggiò lo stesso modello agli Oscar. Ogni creazione, dal rosso intenso ai cristalli, incarnò eleganza senza tempo.

Anche fuori dalle sfilate, la vita di Valentino divenne velocemente mito. A Parigi, Place Vendome divenne il suo quartier generale; a Roma Palazzo Mignanelli la sua residenza cult.
Organizzò feste con Andy Warhol, Gwyneth Paltrow e Kim Kardashian; sciate a Gstaad, passeggiate con i suoi adorati carlini, veri simboli della sua vita privata. Valentino non vestì mai solo corpi: vestì sogni, emozioni, epoche intere.
Con la sua scomparsa, il mondo perde un maestro della bellezza, un sovrano della couture e un uomo che ha fatto dell’eleganza un linguaggio universale.