Valentino e l’amore per i suoi carlini

Un legame che è durato per tutta la vita, quello tra Valentino e i suoi carlini, che trattava come se fossero i suoi figli

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Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Creatività, eleganza, estro artistico e un nuovo modo di intendere la moda che l’hanno portato sul tetto del mondo. Ma Valentino era molto più di questo. Sapete cosa faceva battere davvero il cuore del mitico couturier, oltre ai vestiti da sogno e al suo famoso Rosso? La risposta è dolcissima: i suoi inseparabili carlini.

Quello tra Valentino e i suoi piccoli amici di certo non era un hobby da miliardari, ma un amore profondo che andava avanti da tantissimi anni. Nel documentario The Last Emperor, lo stilista l’aveva detto chiaramente: “Non mi importa della collezione, i miei cani sono più importanti”. Insomma, per lui l’affetto dei suoi cuccioli veniva prima di tutto, persino della fama.

Un logo dedicato al suo Oliver

Pensate che l’amore per i suoi carlini è finito dritto nelle sue creazioni. Se siete appassionate di moda, ricorderete sicuramente Oliver, la linea più giovane lanciata nel 1986. Sappiate che Oliver era proprio il nome del suo carlino preferito. Valentino ha persino usato il profilo del cagnolino per il logo del marchio, con la “V” incastrata nel nome. Un’idea che dice moltissimo sul suo amore per loro, che è durato davvero fino all’ultimo alla morte, avvenuta a 93 anni il 19 gennaio 2026.

Rifare la conta di tutti i cani che ha avuto è un’impresa, perché sono stati tantissimi e sempre coccolatissimi. I più famosi sono senza dubbio quelli con la lettera “M”: Molly, Maude, Margot, Monty e Milton. Questi piccoli divi sono apparsi ovunque: nelle sue case spettacolari a Gstaad, nel castello in Francia e persino sul suo yacht di lusso.

Per Valentino, i carlini sono stati la sua vera famiglia. Ha ammesso spesso, con grande onestà, che la sua natura ansiosa lo avrebbe reso un papà troppo apprensivo, ragion per cui aveva preferito riversare tutte le sue cure su di loro. Pensate che anche quando era in viaggio, chiamava continuamente e li faceva visitare dal veterinario due volte a settimana per stare tranquillo anche quando non li aveva vicini.

Valentino e i suoi carlini
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Valentino e i suoi carlini a St. Moritz

Una vita da piccoli Re

La giornata tipo di questi carlini era davvero incredibile. Si parla di collarini in oro bianco con i nomi incisi e maggiordomi personali che li accompagnavano su auto private fino al jet dello stilista. Dei veri e propri Royal Pugs.

Ma la cosa più bella è che questi cagnolini vivevano l’atelier proprio come noi viviamo casa nostra. Modelle famosissime come Linda Evangelista e Coco Rocha si ricordano ancora di quando gironzolavano tra i tessuti preziosi durante le prove degli abiti. “Quando camminavamo loro zampettavano al nostro fianco, ci facevano vedere come fare insomma!”. A volte sbucavano da sotto un vestito da migliaia di euro o sfilavano insieme alle ragazze, quasi a voler mostrare loro come si cammina con classe.

E portare i cani sul lavoro era qualcosa di completamente nuovo per quei tempi, soprattutto se c’era da prestare attenzione alla creazione di abiti da centinaia di migliaia di dollari: “C’è una scena nel film in cui stanno confezionando un abito da 100.000 dollari, e il carlino esce da sotto!”, aveva raccontato Matt Tyrnauer, regista di The Last Imperor.