Oggi è un altro giorno: Paola Perego, gli attacchi di panico e la rinascita

Intervistata da Serena Bortone, Paola Perego è tornata in tv dopo il Coronavirus, raccontandosi a cuore aperto

Paola Perego si è raccontata a cuore aperto ai microfoni di Oggi è un altro giorno. Intervistata da Serena Bortone, la conduttrice è tornata in tv dopo aver superato l’infezione da Coronavirus, pronta a ricominciare la sua avventura sul piccolo schermo al timone del suo nuovo programma Il filo rosso, in onda dal 21 novembre.

Paola Perego si è raccontata a tutto tondo, parlando della sua esperienza col Covid, della sua carriera, del rapporto con il suo nipotino Pietro e degli uomini della sua vita.

La conduttrice è tornata a confessarsi sugli attacchi di panico di cui ha sofferto in passato e di cui ha parlato nel suo libro Dietro le quinte delle mie paure: “Non è semplice da fare capire. Tu stai facendo qualsiasi cosa, stai bene ma improvvisamente respiri e l’aria non passa: hai un senso di soffocamento, pensi ‘sto morendo’, comincia la tachicardia e il panico”.

La Perego ha anche spiegato che negli anni passati nessun medico l’aveva realmente aiutata: “Dicevano che avevo un esaurimento nervoso, mi davano farmaci che mi rimbambivano ma non mi risolvevano il problema. E non ti consigliavano la psicanalisi, che è la cura primaria: c’è sempre un motivo per cui vengono gli attacchi di panico, la psicoterapia ti aiuta a risolvere la malattia definitivamente”.

E proprio grazie alla psicanalisi la conduttrice è riuscita ad arrivare al nocciolo del problema: la volontà di caricarsi di responsabilità e i sensi di colpa, perdendo di vista i propri bisogni, desideri e emozioni.

Poi la Perego si è soffermata molto sulla relazione con il marito Lucio Presta: un rapporto fatto di cura e dedizione reciproca, come ha raccontato lei stessa: “È l’uomo migliore del mondo. Ha anche un bruttissimo carattere, va detto, litighiamo spesso, ma dopo una settimana di frequentazione gli ho detto che sarebbe stato l’uomo più importante della mia vita, a prescindere da come sarebbe finita la nostra storia. E così è dopo 23 anni”.

Lucio ha saputo ascoltarla senza giudicare e le è stato accanto nei momenti difficili: “Io venivo da un rapporto completamente diverso, dove non mi si ascoltava e mi si giudicava. Il mio ex mi giudicava, ma eravamo giovani tutti e due e non aveva gli strumenti per comprendere questa malattia”.

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