Non le è bastato vincere l’Oro nei 1.000 metri di pattinaggio di velocità con un record olimpico di 1:12.31. Jutta Leerdam si è resa protagonista di un gesto che è già diventato il “momento” dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026: appena tagliato il traguardo, travolta dall’emozione e dal calore della vittoria, ha abbassato la zip della sua tuta mostrando un reggiseno sportivo bianco firmato Nike. Un’operazione che varrebbe fino a 1 milione di dollari.
Un reggiseno da “1 milione di dollari”
Va da sé che il capo intimo in sé non valga una cifra del genere. Ma perché, allora, si parla di lingerie da un milione di dollari? Qui pizzi o tessuti preziosi non c’entrano: a incidere è il valore mediatico generato da quella frazione di secondo.

Secondo l’esperta di marketing Frederique de Laat, fondatrice dell’agenzia Branthlete, l’esposizione del logo Nike – in netto contrasto con la divisa ufficiale della nazionale olandese firmata FILA – potrebbe valere una cifra a sei zeri in termini di visibilità globale.
Il capo protagonista dello “scandalo” fa parte della linea NikeSKIMS, una collezione che Jutta Leerdam adora e che combina performance atletica e un’estetica minimalista ed elegante. L’atleta sembra prediligere, in particolare, modelli come il NikeSKIMS Shine Front-Zip Bra e il Matte Twist-Front Bra, capi che esaltano la silhouette senza rinunciare al supporto necessario per sfrecciare sul ghiaccio.
La risposta di Nike non si è fatta attendere: “Quando sei così veloce, non chiedi il permesso”, si legge nel post condiviso su Instagram dal brand.
Campionessa sul ghiaccio, diva nella vita
Jutta Leerdam è la quintessenza dell’atleta moderna: metà campionessa e metà influencer. E si parla di oltre 6 milioni di follower. Il suo arrivo a Milano è stato degno di una star di Hollywood, tra un jet privato addobbato con palloncini arancioni e cupcake personalizzati, attirando non poche critiche da parte dei puristi dello sport. La sua “colpa”? Avere comportamenti troppo da “diva”.

Basta leggere alcune dichiarazioni, come quella dell’ex calciatore e opinionista Johan Derksen, per comprendere la portata di tali critiche. Derksen ha detto che la pattinatrice “non ha umiltà”, che non avrebbe dovuto compiere questo gesto e che il “suo comportamento è orribile”, aggiungendo che se fosse il suo allenatore non lo tollererebbe e che l’Olanda intera “si sta un po’ stancando del suo atteggiamento”.
Persino il suo make-up è diventato un caso di Stato. Dopo la vittoria a Milano-Cortina 2026, le sue lacrime di gioia hanno scalfito il suo iconico eyeliner “alato”, la sua firma di bellezza, e il brand olandese Hema ha immediatamente colto l’occasione per pubblicizzare il prodotto come “resistente all’acqua, anche alla gioia”. Ogni dettaglio in Jutta Leerdam, anche se non soprattutto in pista, diventa “oro” per i brand.
Anche fuori dalla pista non sono mancati i commenti al vetriolo, come nel caso della proposta di matrimonio del fidanzato Jake Paul, pugile e YouTuber americano che ha deciso di regalare alla sua promessa sposa un anello da 10 carati stimato 1 milione di dollari.
“Creare contenuti mi aiuta a proteggere la mia salute mentale e a non essere consumata solo dal pattinaggio”, ha dichiarato la Leerman per mettere a tacere le malelingue.