Gigi Hadid, ritorno in grande stile: l’abito halter è di nuovo il must della stagione

Al Breakthrough Prize di Los Angeles Gigi Hadid incanta con un abito halter bianco firmato David Koma e accessori gioiello coordinati

Foto di Ilaria di Pasqua

Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

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Gigi Hadid è tornata sul red carpet e lo ha fatto con una scelta che non passa inosservata: un abito bianco halter che sembra arrivare da un altro tempo, ma che oggi appare più attuale che mai. Non è solo un look, è un segnale. E chi segue la moda lo sa bene: quando è lei a indossarlo, un trend smette di essere nostalgia e diventa presente.

Il ritorno di Gigi Hadid sul red carpet: bianco, seta e carattere

Alla 12ª edizione dei Breakthrough Prize Awards a Los Angeles, Gigi Hadid ha scelto un abito custom firmato David Koma, realizzato in seta bianca luminosa, compatta, quasi liquida nella sua caduta. Una scelta che, già da sola, rompe il ritmo prevedibile dei red carpet dominati dal nero: il suo bianco non è innocente, è deciso, pulito, quasi architettonico.

La silhouette è longilinea, essenziale, costruita per seguire il corpo senza costringerlo. Il tessuto scivola lungo la figura con una precisione quasi sartoriale, senza eccessi, senza distrazioni. Ma è nella parte alta che l’abito cambia passo: il collo halter si avvolge con delicatezza attorno alla nuca, lasciando le spalle completamente scoperte e creando una linea visiva che allunga, slancia, illumina.

Gigi Hadid al Breakthrough Prize di Los Angeles con abito halter bianco lungo
IPA
Gigi Hadid ai Breakthrough Prize

Il dettaglio che cattura davvero lo sguardo è la maxi spilla gioiello che chiude il décolleté: una composizione importante, quasi barocca, firmata Anayam London. Non è un semplice accessorio, ma un punto focale che struttura l’intero look. Le pietre riflettono la luce, spezzano la purezza del bianco e aggiungono profondità a una costruzione apparentemente minimal.

Ai piedi, Gigi opta per un paio di mules in raso bianco firmate Andrea Wazen, con punta aperta e fibbia gioiello. Un richiamo coerente alla spilla sul collo, che crea continuità visiva senza risultare ridondante.

L’abito halter: nostalgia anni 90 o nuova ossessione?

Il punto è proprio questo: l’halter non è mai davvero scomparso, ma negli ultimi anni è rimasto ai margini, quasi in attesa del momento giusto per tornare. E ora quel momento sembra essere arrivato.

Con questo abito, Gigi Hadid riporta al centro una silhouette che ha segnato intere generazioni. Negli anni ’90 e primi 2000 era sinonimo di sensualità controllata, di eleganza senza sforzo, di minimalismo sofisticato. Oggi ritorna con una consapevolezza diversa: meno nostalgia, più precisione.

La versione proposta sul red carpet è lontana da qualsiasi effetto “revival forzato”. Qui l’halter diventa struttura, diventa linguaggio contemporaneo. Non è un dettaglio decorativo, ma una scelta progettuale: ridisegna le proporzioni, valorizza le spalle, libera il collo e sposta l’attenzione su linee pulite.

Gigi Hadid primo piano con abito halter bianco e spilla gioiello al collo
IPA
Gigi Hadid ai Breakthrough Prize

E non è un caso se questo tipo di scollo continua a conquistare: l’halter oppure scollo all’americana – così viene chiamato – ha una storia che affonda negli Anni ’40, tra prendisole e atmosfere balneari, ma oggi si traduce in un alleato strategico anche fuori dalla spiaggia. Lasciando completamente scoperte le braccia, diventa perfetto nelle stagioni più calde, ma soprattutto lavora sulla silhouette in modo molto preciso.

A chi sta bene? A chi ha spalle proporzionate e braccia toniche, perché le mette subito in primo piano, ma non solo. È una scelta furba anche per chi vuole slanciare la figura: il taglio che sale verso il collo allunga visivamente la linea del busto e regala qualche centimetro in più, almeno all’occhio. E poi c’è quel dettaglio che fa sempre la differenza: spesso lascia la schiena scoperta, aggiungendo una sensualità sottile, mai urlata, che funziona proprio perché non è mai eccessiva.