Fabio Galante a Storie Italiane: “Mai stato farfallone. Ora sposo Francesca”

Fabio Galante, uno dei giocatori più belli degli anni ‘90 confessa a Storie Italiane di non essersi mai sentito quel farfallone indicato dal gossip. E di voler sposare la sua Francesca

Per qualunque adolescente, o donna, degli anni ’90 e primi 2000 il nome di Fabio Galante evoca il ricordo di uno dei calciatori più belli e affascinanti di quel periodo. Moro, alto, fisico atletico e sorriso irresistibile, Fabio ha avuto, non a caso, accanto a sé donne bellissime, guadagnando la fama di farfallone e tombeur de femmes. Oggi a 48 anni compiuti, smessa la divisa di calciatore dell’Inter e indossata quella di osservatore della squadra, e soprattutto lontano dai riflettori del gossip, torna in tv per raccontare la sua voglia di famiglia e la serenità raggiunta accanto alla fidanzata Francesca Falomo, che intende sposare presto.

Fabio, ospite di Eleonora Daniele a Storie Italiane, si è raccontato a cuore aperto, parlando del presente, della voglia di creare una famiglia con Francesca (“Mi piacerebbe creare una famiglia con lei. Matrimonio? Ne stavamo parlando, ma la pandemia ha ritardato tutto. Sicuramente ci stiamo lavorando”), del passato, di quell’etichetta di farfallone cucita addosso che gli era sempre sembrata lontana da ciò che era realmente.

Stare al centro del gossip porta ad avere delle etichette. Chi è bello ed ha avuto più fidanzate degli altri, può essere considerato poco serio. Per me sono sempre stati importanti solo i giudizi dei miei compagni di squadra, dell’allenatore e del presidente, non ho mai dato troppa importanza ai gossip. Farfallone? Non mi sono mai sentito tale, se lo fossi stato non avrei fatto la carriera che ho fatto. Ho sempre pensato solo a giocare bene e questo è il consiglio che oggi do ai giovani calciatori

Soprattutto, Fabio ha voluto sottolineare l’importanza fondamentale della sua famiglia, dei suoi genitori, nella sua vita. Ai quali ha fatto in diretta gli auguri per le nozze d’oro.

Ho avuto una famiglia che mi è sempre stata vicino. Ancora oggi mio padre ha l’abitudine di telefonarmi tutte le sere prima di andare a letto. Molto di quello che ho fatto è merito della mia famiglia, mio papà giocava a calcio, la passione per lo sport l’ho ereditata da lui. I miei genitori e mio fratello mi hanno sempre seguito in questo

 

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