Emily Ratajkowski vittima di violenza sessuale: il suo racconto

Emily Ratajkowski racconta di essere stata vittima di un tentativo di violenza sessuale durante un servizio fotografico. Ma il fotografo accusato nega

Emily Ratajkowski è tornata al centro dell’attenzione in questi giorni. Non per qualche scatto sensuale, di quelli che deliziano frequentemente i suoi follower, né per qualche paparazzata al mare con le amiche o il marito. Questa volta è stata una sua dichiarazione a lasciare senza fiato. La modella ha infatti rivelato, dopo 8 anni dall’accaduto, di essere stata vittima di un tentativo di violenza sessuale, all’inizio della sua carriera.

Il fatto risale al 2012, durante uno shooting fotografico con il fotografo Jonathan Leder, avvenuto nella casa dell’uomo. La supermodella sostiene inoltre che il fotografo avrebbe pubblicato quelle stesse foto quattro anni dopo, senza il suo consenso. Leder ha immediatamente negato tutto, definendo le accuse “totalmente false” e come un tentativo di ottenere “visibilità mediatica e pubblicità”.

Eppure Emily ha raccontato nei dettagli l’episodio, riportando date, luoghi e testimoni presenti. La modella ha infatti detto di essersi recata nell’abitazione di Leder nei Catskills, a Nord di New York, per alcuni scatti che sarebbero dovuti essere pubblicati su su una rivista chiamata Darius. Nella casa, insieme al fotografo, c’erano anche una truccatrice e due bambini.

“Quando ha posato della lingerie su una sedia, ho iniziato a capire che tipo di ragazza voleva che fossi. Il mio agente non aveva detto che avrei dovuto posare con la biancheria, ma non ero preoccupata; avevo già fatto innumerevoli servizi di lingerie” ha raccontato Emily in un articolo scritto per The Cut nel New York Magazine. Dopo il primo shooting, lei e Leder avrebbero cenato insieme. “Mi sono assicurata di non mangiare troppo, mentre Jonathan mi riempiva silenziosamente il bicchiere e io continuavo a bere”. Dopo il quarto bicchiere di vino, Leader le avrebbe suggerito di posare senza veli.

“Nel momento in cui ho lasciato cadere i miei vestiti, una parte di me si è dissociata. Ho cominciato a galleggiare. Guardavo me stessa dall’esterno, mentre mi sistemavo sul letto”. Poco dopo, la truccatrice sarebbe uscita dalla stanza e, a quel punto, sarebbe avvenuta la presunta violenza. “Mi sono irrigidita quando la sua presenza si è dissolta dal soggiorno. Ero arrabbiata con lei per avermi lasciata sola, ma non volevo ammettere a me stessa che la sua presenza aveva fatto la differenza” scrive ancora la Ratajkowski.

A questo punto entra nel dettaglio, raccontando particolari forti: “Non ricordo baci, ma ricordo che le sue dita erano improvvisamente dentro di me. Spingeva come nessuno mi aveva toccato prima né mi ha mai toccato da allora. Faceva davvero, davvero male. Ho portato istintivamente la mia mano al suo polso e ho tirato fuori le sue dita da me con forza. Non ho detto una parola. Si è alzato di scatto e si è precipitato silenziosamente nell’oscurità su per le scale. Non ho mai detto a nessuno quello che è successo, e ho cercato di non pensarci mai”.

Jonathan Leder, contattato dalla rivista, ha negato le accuse, definendole “troppo pacchiane e infantili per rispondere”. Il fotografo ha ribadito con forza la sua innocenza in una intervista rilasciata al Daily Mail: “Le accuse della signora Ratajkowski sono totalmente false. Mi dispiace per lei, è arrivata a un punto della sua carriera in cui deve ricorrere a tattiche come questa per ottenere visibilità mediatica e pubblicità. È vergognoso. Penso che sia anche vergognoso pubblicare accuse così sordide, dozzinali e infondate contro chiunque”.

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