Elena Santarelli: “Mio figlio è arrabbiato per il tumore”

Elena Santarelli torna a parlare del tumore del piccolo Giacomo e svela che suo figlio è molto arrabbiato a causa della sua malattia

“Mio figlio è arrabbiato per il tumore”: Elena Santarelli torna a raccontare così la battaglia del piccolo Jack (e la sua) contro il cancro.

Un anno e mezzo fa la showgirl di Latina e il calciatore Bernardo Corradi hanno ricevuto una terribile notizia: al loro primogenito – che oggi ha 10 anni – è stato diagnosticato un tumore al cervello. Da allora la famiglia si è stretta intorno a Giacomo ed Elena Santarelli ha iniziato una battaglia contro il male, diventando un esempio e una guida per moltissime persone.

“Non posso negare che sia arrabbiato – ha svelato la showgirl in un’intervista al Messaggero, parlando della malattia di Jack -, a volte mi dice “Che palle!” quando vede i capelli che cadono o quando dobbiamo andare a fare la chemio. Io mi ritengo fortunata, è difficile spiegare la fortuna che abbiamo avuto a un bambino di 10 anni. Lo capirà quando sarà grande, anche se è difficile da accettare anche per gli adulti – ha aggiunto -. Sono molto positiva e c’è chi mi prende per pazza, ma dietro di me ci sono tante altre mamme che vivono lo stesso dramma ma lo fanno in silenzio perché non sono famose, ma affrontano cose che avevo visto solo nei film”.

Elena Santarelli non ha voluto sbilanciarsi riguardo le condizioni di salute di Giacomo. “Non dico nulla finché non sarà finita, anche per scaramanzia – ha detto la modella di Latina -. Lo racconterò poi, per dare forza alle altre famiglie. E poi non vorrei generare falsi virgolettati. Non sono una che si piange addosso, in pochi hanno visto le mie lacrime. Se piango, poi, devo andare da qualche altra parte, a casa non posso – ha rivelato -. Quando Giacomo guarirà, sono sicura che piangerò, mi succede anche solo a pensarci. Penso a tutto io e non faccio sapere nulla ai miei genitori, perché dovrei essere egoista e fare stare male anche gli altri?”.

La Santarelli ha svelato di aver ricevuto un forte sostegno anche dalla preghiera: “In chiesa riesco a sfogarmi in qualche modo. C’è qualcuno che mi ascolta dall’alto, lì. Prego, c’è tanta gente che prega per Giacomo. La preghiera di gruppo è potente. I medici aiutano Giacomo a guarire, la preghiera mi aiuta a tenergli la mano”.

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