Chi è Charlie Puth, che canta l’inno nazionale americano al Super Bowl 2026

A Charlie Puth spetta l'onore di intonare l'inno nazionale americano al Super Bowl 2026, un traguardo speciale in una brillante carriera artistica

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

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È la sua prima volta al Levi’s Stadium di Santa Clara per il Super Bowl con un’emozione che, come ogni anno, comincia ben prima del calcio d’inizio. L’onore di intonare le note solenni di The Star-Spangled Banner, l’inno nazionale americano, spetta a Charlie Puth, un talento da miliardi di streaming con una dote molto rara.

La carriera della popstar

Classe 1991 e nato nel New Jersey, Charlie Puth non è solo una popstar da miliardi di streaming, ma un vero prodigio della musica. Il suo segreto? Il cosiddetto orecchio assoluto, dote rarissima che gli permette di riconoscere e riprodurre qualsiasi nota al solo ascolto. Come lui stesso ha raccontato, da ragazzino è stato sospeso da scuola perché riusciva a imitare perfettamente il suono della campanella, confondendo i compagni e inducendoli a uscire in anticipo.

Una sensibilità quasi “magica”, che lo ha portato dai video pubblicati su YouTube alle vette delle classifiche globali. Tra le sue hit più note possiamo menzionare See You Again e Attention.

La performance al Super Bowl 2026 anticipa il lancio del suo nuovo album, Whatever’s Clever!, previsto per il mese di marzo.

Il matrimonio da sogno con Brooke Sansone

L’amore per la musica è imprescindibile nella vita di Charlie Puth, ma nel suo cuore c’è spazio anche per una donna speciale. Si tratta di Brooke Sansone, sua moglie e madre del suo primo figlio, e la loro storia sembra quasi uscita da un film romantico. I loro padri erano compagni di scuola e tra loro c’è sempre stato un legame speciale, un “filo invisibile” che li ha uniti fin dall’infanzia. Era scritto nel destino, insomma.

Il 7 settembre 2024 la coppia ha giurato amore eterno in una cerimonia molto chic celebrata a Montecito. Lei era radiosa in un abito custom di Danielle Frankel, mentre l’artista ha scelto un completo Bode personalizzato con ricamata la dedica “Us, Forever” (“noi, per sempre”). Un dettaglio che ha fatto sognare i fan, proprio come il loro primo ballo sulle note di Jersey Girl di Bruce Springsteen.

“Quando ero lì in piedi non mi sono mai sentita così vicina a Charlie: era come se il tempo si fosse fermato. Senza rendercene conto, avevamo entrambi incluso la stessa frase nei nostri voti: ‘Sei sempre stato tu'”, ha raccontato la sposa a Vogue. Brooke è lontana dal mondo dello spettacolo: laureata in marketing, attualmente lavora per lo studio di design Butter and Eggs Interiors di New York.

La sfida del Super Bowl nel nome dell’inclusività

Cantare l’inno al Super Bowl è il coronamento di un sogno che Charlie Puth inseguiva da tempo. Come lui stesso ha raccontato in un’intervista a Rolling Stones, la scelta del suo nome è tutt’altro che casuale: “Ho registrato una piccola demo, solo io che cantavo con i Rhodes, e l’ho inviata alla Roc Nation. Mi è stato detto che a Jay-Z è piaciuta molto”. Poi è giunta anche alle orecchie del commissario della NFL, Roger Goodell, e il parere è stato unanime: avrebbe cantato lui l’inno nazionale.

Nonostante le critiche, Puth ha preso molto sul serio il proprio compito e, per rendere la sua performance ancor più speciale, ha deciso di farsi accompagnare sul palco da Fred Beam, artista che interpreterà il brano nella lingua dei segni americana. Una scelta tanto semplice quanto significativa, nel nome dell’inclusività.

Oltre a Charlie Puth, sul palco del Super Bowl sono presenti Brandi Carlile e Coco Jones, ma anche il neo-premiato ai Grammy Awards Bad Bunny, al quale spetta il compito di animare l’Halftime Show.