Britney Spears: “Non tornerò a cantare” e la battaglia col padre continua

Britney Spears ha annunciato di non avere intenzione di tornare a esibirsi sul palco e prosegue la battaglia col padre, unico tutore legale

Non c’è pace per Britney Spears. Lo avevamo già detto (e scritto) tempo fa, lo ribadiamo adesso che le ultime notizia riportano la ripresa della battaglia a distanza col padre Jamie, suo unico tutore legale, che né lei, né i suoi fan né tantomeno la madre Lynne vorrebbero più come tale.

La cantante, complice il fatto che ha dichiarato di non avere intenzione di tornare a esibirsi sul palco a breve, e per chissà quanto tempo, e che dovrà quindi fare difficili scelte di bilancio in futuro (in una parola sola: tirare la cinghia, considerate le mancate entrate delle esibizioni pubbliche) chiede che il padre non nomini nuovamente come co-tutore Andrew Wallet, che ha ricoperto quel ruolo dal 2008 al 2019.

Secondo Britney l’uomo si è arricchito non poco in quegli anni, guadagnando milioni di dollari, ma ora che le sue finanze andranno ad assottigliarsi lei suggerisce di ingaggiare un istituto finanziario più grande come co-tutore, anziché una persona fisica scelta dal padre, di cui lei si fida poco. Anzi, lo ritiene proprio “inadatto”.

La stessa Britney aveva precedentemente tentato di rimuovere suo padre come tutore, ma senza successo: l’uomo era stato lasciato nella sua posizione dopo una sentenza del tribunale di agosto. E ora sostiene che le obiezioni di Britney al rientro di Wallet sono imprecise e chiede un’udienza per determinare i fatti.

Ad aggravare la battaglia per la tutela della cantante c’è il disaccordo tra i genitori divorziati: sua madre Lynne Spears “vuole che venga stabilito un piano di assistenza che trasferisca la vita personale di Britney fuori dalla tutela del padre”, mentre Jamie pensa che sua figlia abbia bisogno di un monitoraggio a lungo termine e non è in una posizione psicologica abbastanza buona per allentare la tutela.

Durante le sue recenti lotte legali, i fan di Britney si sono organizzati come il movimento #FreeBritney. nel tentativo di far cessare o diminuire la sua tutela, perché ritengono che sia tenuta in ostaggio dai suoi tutori.

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