Bianca Balti, la depressione dopo la cura per il cancro: “Ho toccato il fondo”

La top model Bianca Balti ha concluso le cure per il cancro, ma si è trovata ad affrontare un altro terribile male: la depressione

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

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Quella che Bianca Balti ha dovuto affrontare nell’ultimo anno è tra le battaglie più dure che si parano di fronte a un essere umano. La top model si è trovata faccia a faccia con la paura più grande dopo la diagnosi di cancro. Il peggio, per fortuna, è passato. Balti ha concluso le cure necessarie, ma si è trovata di fronte a un nuovo male: la depressione e l’incapacità di trovare il modo di ricominciare. Ecco perché ha scelto di avviare una campagna a sostegno della salute mentale dei malati oncologici.

Bianca Balti, la depressione a cure concluse

“Dopo il cancro, la vita non è mai più la stessa” aveva scritto Bianca Balti nella sua newsletter. Accettarlo, però, non è facile. “Finita la chemioterapia a gennaio, dopo due settimane ho fatto Sanremo ed ero contentissima, perché avevo tantissima voglia di tornare alla normalità. Poi ci sono state le sfilate… Insomma, tutto bellissimo” ha raccontato dal palco dei Vanity Fair Stories a Milano.

“Piano piano, però, – prosegue Balti – è entrata la normalità quella vera, quella della quotidianità, ma non era più come prima, era tutto cambiato e non ero pronta a questa cosa, non sapevo come affrontarla”. L’urgenza di fronte alla diagnosi di tumore, “mi aveva tirato fuori una grandissima forza, ero pronta a fare tutto il necessario, mi erano usciti un coraggio e una potenza che non sapevo di avere”.

“Finità l’emergenza – spiega in seguito – mi sono ritrovata in una situazione veramente difficile”. L’errore più grave, ammette lei stessa, è stato fare paragoni con il passato, con la vita prima della diagnosi, con la persona che era prima di affrontare la malattia. “La mia mente ha fatto ciò che fa dopo un sovraccarico: si è spenta. Il corpo l’ha seguita. Ho pianto, non riuscivo ad alzarmi dal letto, mi sembrava che la terra mi fosse crollata sotto i piedi”.

L’aiuto della psico-oncologa

“Questa estate ho toccato il fondo mentale – racconta – sono entrata in una grande depressione, proprio quando pensavo di essere uscita dalla parte più difficile del percorso oncologico, mi sono trovata ad affrontare la parte mentalmente più dura”.

“A salvarmi la vita – rivela Bianca – è stata la figura della psico-oncologa”. Gabriella Pravettoni, direttrice della Divisone di Psico-Oncologia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano che l’ha accompagnata all’evento al Teatro Lirico Giorgio Gaber. “Tutta la mia struttura di sostegno, le amiche, il mio fidanzato, la mia famiglia, tutti quelli che mi avevano aiutata durante le cure erano ancora lì, ma io avevo bisogno della psico-oncologa per uscire da quella che era una vera e proprio depressione”.

La psico-oncologa, da cui si è fatta seguire fin dalla diagnosi, le ha mostrato “la chiave della felicità”. Non una formula magica, ma “un lavoro continuo” quello di “cercare di accettare il presente, di vedere la gratitudine anche nelle difficoltà”. I “crolli” certo, restano, ma Balti ribalta la prospettiva: “Più difficoltà abbiamo nella vita e più abbiamo l’opportunità di mostrare a noi stessi quanto siamo forti e nel mio caso le tante sventure che ho avuto mi hanno dato la possibilità di costruire questa resilienza che ho dentro”.

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