Amanda Sandrelli, perché la figlia di Gino Paoli porta il cognome della madre Stefania

Amanda Sandrelli è la figlia che Gino Paoli ha avuto da Stefania Sandrelli negli anni '60. Perché non porta il suo nome

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Martina Dessì

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Amanda Sandrelli non è solo la figlia di Gino Paoli e Stefania Sandrelli. Ha infatti una lunghissima carriera alle spalle, tra cinema, tv e teatro, in cui ha mostrato un talento sfaccettato che ha ereditato da entrambi. Eppure, nonostante sia figlia di due giganti, ci siamo chiesti spesso: come mai Amanda porta il cognome della madre?

Un amore controcorrente e la scelta del cognome

Per comprendere questa decisione, bisogna tornare al 1964, anno in cui Amanda viene al mondo a Losanna, in Svizzera. La relazione tra Stefania Sandrelli e Gino Paoli è stato uno dei grandi scandali dell’epoca: lei era un’attrice giovanissima e in ascesa, appena sedicenne all’inizio della loro storia, mentre lui era un uomo già affermato e sposato con Anna Fabbri. Nonostante le critiche feroci della cronaca rosa di allora, il loro fu un legame profondo, una “storia d’amore da favola” dalla quale nacque la loro unica figlia.

Per anni si è ipotizzato, erroneamente, che il cognome Sandrelli fosse dovuto a un mancato riconoscimento da parte del padre. La realtà, chiarita dalla stessa Amanda in un’intervista di qualche anno fa e confermata più volte da mamma Stefania, è molto più poetica e terrena al tempo stesso. Si è trattato di un “piccolo compromesso” tra genitori: Gino Paoli scelse il nome Amanda (nonostante il parere contrario di Stefania), e l’attrice, per bilanciare quella decisione, ottenne di darle il proprio cognome.

Una carriera all’ombra (e al fianco) dei giganti

La vita in una famiglia allargata e con genitori costantemente impegnati sui set o in tournée non è stata sempre semplice. Amanda ha ammesso in diverse occasioni come le sia mancata, a tratti, la presenza fisica dei genitori, pur non essendosi mai sentita abbandonata. Quell’ambiente stimolante ha però alimentato in lei una passione viscerale per l’arte.

Il suo debutto è avvenuto nel 1984, a soli 20 anni, in un cult assoluto del cinema italiano: Non ci resta che piangere, recitando accanto a mostri sacri come Roberto Benigni e Massimo Troisi. Da lì, la sua carriera è stata un crescendo di successi, spesso ritrovando le radici familiari. Ha lavorato con la madre in pellicole come L’attenzione e Christine Cristina, e ha regalato al pubblico un momento di rara commozione collaborando con il padre Gino nella versione italiana del brano La bella e la bestia per il classico Disney.

La vita privata e la malattia

Oltre i successi professionali – tra cui spicca la nomination ai Nastri d’Argento per il film Nirvana di Gabriele Salvatores – Amanda Sandrelli ha dimostrato una tempra straordinaria nell’affrontare le sfide della vita privata. Dopo il lungo matrimonio con l’attore Blas Roca-Rey, padre dei suoi due figli Rocco e Francisco, l’attrice ha dovuto gestire il dolore di una separazione arrivata dopo quasi vent’anni.

Ancora più significativa è stata la sua battaglia contro un tumore al seno, diagnosticatole nel 2009. Un momento di buio affrontato con estrema dignità e il supporto dei suoi affetti più cari, tra cui il fratello medico Vito e, naturalmente, la madre Stefania, che le è stata accanto durante l’intervento risolutivo.

Oggi Amanda Sandrelli continua a essere una protagonista assoluta del teatro italiano, un’artista che ha saputo onorare il cognome che porta senza mai restarne schiacciata, trasformando un’eredità ingombrante in un percorso di autentica libertà espressiva.