Zelig On, le pagelle della terza puntata: Lodovica Comello stella dello show (8), torna Max Angioni (7)

A Zelig On, Lodovica Comello di conferma la vera stella dello show, mentre Max Angioni torna nel programma.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

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Zelig On torna in onda il 26 aprile con una nuova puntata, la terza di un ciclo fortunatissimo che punta a rinnovare lo storico format. Una sorta di spin-off, condotto magistralmente da Lodovica Comello e Paolo Ruffini, che unisce passato e futuro, alla ricerca delle tendenze della comicità, senza dimenticare la tradizione.

Il cast della trasmissione, non a caso, è caratterizzato da tantissime tipologie di comicità, con stili e linguaggi differenti. Comici affermati e debuttanti calcano il palco, cogliendo al massimo lo spirito di Zelig, nato come laboratorio e punto di riferimento per far emergere il talento.

Le prime due puntate sono state particolarmente apprezzate dal pubblico. La prima ha ottenuto uno share del 5,9% con ben 826.000 spettatori di fronte alla tv. Il secondo appuntamento ha totalizzato il 6,6% di share con 935.000 spettatori.

Un format che convince sempre di più. Voto: 8

In questa terza puntata Zelig On dimostra di aver trovato totalmente la sua identità, differenziandosi dal classico Zelig di Canale 5. Non è affatto un programma scritto e confezionato, in cui il pubblico sa già cosa accadrà, ma punta sull’improvvisazione e sull’idea di essere di fronte ad una “palestra per comici”. A volte i numeri non decollano o una battuta non arriva, ma l’energia e gli applausi sono spontanei, difficili da trovare altrove.

Il merito principale di questo format è la capacità di mettere insieme mondi diversi della comicità. Sul palco si alternano esordienti al loro debutto davanti a milioni di persone e nomi già affermati del firmamento comico che scelgono di rimettersi in gioco e sperimentare. Questa convivenza genera una tensione creativa che è particolarmente interessante. I giovani si misurano con un pubblico esigente, mentre i veterani si confrontano con linguaggi nuovi e con una generazione che ha imparato a fare comicità sui social. Il risultato è uno show che si muove su registri molto diversi tra loro e che proprio in questa varietà trova la sua forza.

Lodovica Comello sempre più a suo agio. Voto: 9

Puntata dopo puntata, Lodovica Comello si sta rivelando una delle sorprese più belle di Zelig On. Questa sera la conduttrice sembra aver trovato definitivamente la chiave giusta per vivere al massimo questa esperienza. Sciolta e presente, mai sopra le righe, Lodovica si muove con sicurezza sul palco, passando con leggerezza dalla presentazione di un comico ad una gag con Paolo Ruffini. Il momento più riuscito della sua serata è senza dubbio la sua partecipazione ad uno sketch con Ale & Franz, in cui dimostra di saper reggere il confronto con due fuoriclasse della comicità italiana. Lo fa senza sfigurare, anzi è bravissima a tenere il ritmo con una naturalezza che non si improvvisa, ma che è puro talento. Lodovica Comello d’altronde a Zelig On non è semplicemente la conduttrice del format, ma è una presenza attiva che entra nel gioco, si sporca le mani e si diverte davvero. E quando la conduttrice si diverte, va da sè, si diverte anche il pubblico.

Il ritorno (gradito) di Max Angioni. Voto: 8

C’era grande attesa per l’ingresso di Max Angioni nel cast di Zelig On e il comico di certo non ha deluso le aspettative. Max Angioni è ormai una colonna portante della comicità italiana e di questa trasmissione. Un comico capace di raccontare la realtà con precisione e in modo immediato con battute fulminanti in cui è impossibile non riconoscersi. Il suo talento? Saper anche abbandonare il copione quando serve, improvvisando con una scioltezza fuori dal comune. Sul palco di Zelig On Max Angioni porta quella rara combinazione di simpatia genuina e tecnica solida che pochi riescono a tenere insieme. Non recita cercando di essere divertente, ma lo è in modo spontaneo e in un modo che il pubblico riconosce immediatamente. Il suo ritorno ha dato alla terza puntata una marcia in più che si è sentita dall’inizio alla fine.

Paolo Ruffini colonna portante dello show. Voto: 7

Paolo Ruffini ha una grande capacità che siamo riusciti a riconoscere, ancora una volta, a Zelig On: è uno di quei conduttori che sanno adattarsi a qualsiasi contesto senza perdere mai sé stessi. Su un palco in cui ogni puntata porta facce nuove, ritmi diversi e l’imprevedibile è all’ordine del giorno questa sua dote è indispensabile e fa la differenza. Ruffini gestisce la serata con una comicità intelligente, mai invadente, ed è bravissimo a valorizzare chi gli sta accanto senza rubare la scena. Sa quando farsi da parte e quando invece è il momento di entrare in azione per servire la battuta giusta a qualche comico. Ed è questa consapevolezza a renderlo il presentatore perfetto per Zelig On. La sua è una conduzione solida, affidabile e di qualità.

I comici del futuro: Giada Parisi e gli altri. Voto:

I nuovi comici sono il vero cuore pulsante di Zelig On. Professionisti chiamati a salire su un palco nazionale e pronti a conquistare milioni di telespettatori in pochi minuti. Fra le novità di questa terza puntata spiccano Alice Redini, Giada Parisi, Elianto, Tania Occhionero e Virgigno, a conferma l’imprevedibilità e la bellezza di questo laboratorio comico. Ognuno porta sul palco un universo diverso, ma anche un linguaggio diverso e una visione differente di cosa significhi far ridere il pubblico nel 2026. E questa varietà è già di per sé un valore importantissimo, in un panorama in cui la comicità rischia spesso di appiattirsi su formule collaudate e sempre uguali.

Alcuni convincono subito, con numeri già definiti e una presenza scenica che sorprende immediatamente. Altri hanno bisogno di un po’ di rodaggio e di qualche puntata per trovare il ritmo giusto e capire come dialogare con il pubblico. Ma è proprio questo il senso profondo di Zelig On: non offrire sketch finiti, ma lasciare che i talenti emergano con il tempo e con tutto ciò che comporta. Le incertezze, le cadute e le riprese fanno parte dello show. Perché quella imperfezione è la cosa più interessante e onesta da ammirare, nel tentativo di scoprire quali saranno i grandi comici di domani.