Valentina Merli, chi è l’unica italiana vincitrice agli Oscar 2026

Ha vinto l'Oscar per il miglior corto live action ed è l'unica italiana a conquistare una statuetta: chi è la produttrice bolognese Valentina Merli

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Tra i riflettori di Hollywood e l’emozione della notte più importante del cinema mondiale c’è stato anche un pizzico di Italia. E no, non stiamo parlando di Vittoria Ceretti, la compagna di Leonardo DiCaprio, ma di una donna che con il suo lavoro è riuscita a conquistare l’ambita statuetta: Valentina Merli.

Produttrice nata a Bologna e oggi attiva nel panorama internazionale, ha festeggiato la vittoria del cortometraggio in live action Two People Exchanging Saliva. In una cerimonia dove i premi italiani erano praticamente assenti, il suo nome è stato l’unico tricolore a brillare sul palco.

Valentina Merli, l’unica italiana vincitrice agli Oscar 2026

Quando è arrivato il momento della proclamazione, il team del cortometraggio Two People Exchanging Saliva è salito sul palco degli Academy Awards per ricevere il premio dedicato ai migliori film brevi live action, ex aequo con The singers). Tra i produttori del progetto c’era anche Valentina Merli, che ha così festeggiato una vittoria storica diventando l’unica italiana premiata in questa edizione.

L’emozione è stata immediata e palpabile. Subito dopo la cerimonia, parlando con i giornalisti, la produttrice ha commentato con entusiasmo: “Questa statuetta è pesante, ma me la sento bene in mano, non la mollo più, nemmeno per un momento!”. Merli era anche l’unica rappresentante italiana in gara agli Oscar di quest’anno, un dettaglio che rende la sua vittoria ancora più significativa per il cinema nazionale.

Dalla formazione a Bologna alla carriera internazionale

Valentina Merli è nata e si è formata a Bologna, città in cui ha compiuto i primi passi del suo percorso accademico prima di avvicinarsi al mondo del cinema. Dopo la laurea in giurisprudenza, ha iniziato a lavorare nel settore delle coproduzioni europee e da lì è nata la sua passione per l’industria cinematografica. Alla fine degli anni Novanta ha scelto di trasferirsi in Francia, dove la sua carriera ha preso definitivamente slancio.

A Parigi ha lavorato in diversi ambiti dell’industria audiovisiva, dalla distribuzione alla produzione, fino alla creazione della sua società Misia Films insieme alla produttrice Violeta Kreimer. Con questa realtà ha sviluppato progetti cinematografici che coinvolgono artisti e talenti provenienti da diversi paesi. Nonostante la vita professionale ormai radicata all’estero, Merli mantiene un legame molto forte con la sua città d’origine, dove torna spesso per la famiglia e gli amici.

Dopo la vittoria la produttrice ha anche condiviso una riflessione sullo stato della cultura in Italia. “Mi dispiace che l’Italia sia assente. Eppure abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo. Abbiamo registi, attori e tecnici fantastici. Penso che il cinema – come tutta la cultura – non sia abbastanza sostenuto in Italia”.

Il corto che ha convinto l’Academy

Il film che è valso l’Oscar a Valentina Merli racconta una storia ambientata in una realtà alternativa e inquietante, dove anche il più semplice gesto di affetto tra due persone può trasformarsi in un atto rischioso. Il racconto immagina infatti una società in cui l’intimità è sorvegliata e rigidamente controllata. Alla regia ci sono Natalie Musteata e Alexandre Singh, che hanno costruito un’opera visivamente molto forte e ricca di simboli. Il film affronta temi come la libertà personale, il controllo sociale e le tensioni politiche contemporanee.

Il progetto ha avuto un percorso internazionale importante: dopo essere stato presentato al pubblico del Festival di Telluride nel 2024, il cortometraggio ha iniziato un lungo viaggio nei festival di tutto il mondo prima di arrivare alla candidatura e poi alla vittoria agli Oscar. Tra i produttori esecutivi figurano anche due grandi nomi del cinema mondiale, Isabelle Huppert e Julianne Moore.