Di Odissey-L’Odissea in queste settimane si è detto e scritto di tutto. Dal cast, alle premiere spettacolari, agli estimatori o detrattori del kolossal di Nolan, che ha reintepretato il poema di Omero suscitando inevitabilmente plausi e critiche.
Il film si sta rivelando un successo senza precedenti, con biglietti andati a ruba, sale (finalmente, rarità in estate) piene e centinaia di milioni di dollari incassati: oltre 650 a livello globale, più di 10 solo in Italia. Un vero record, considerato che il film è uscito “solo” il 16 luglio. Merito anche del pubblico under 35, accorso in massa nella sale, come non succedeva da tempo. L’Odissea, insomma, ha già avuto il merito di riportare al cinema il pubblico dei più giovani, affascianti da un classico che molti di loro conoscevano a malapena.
Per chi lo avesse già visto o chi si accinge a farlo, sveliamo 10 curiosità che non tutti sanno, dalle controfigure che non avreste mai immaginato, alle incredibili location, ai divieti e scelte insolite del regista.
1. La controfigura di Matt Damon-Ulisse è una donna (alta meno di un metro e 40)
I bicipiti di Matt Damon in una scena chiave dell’Odissea di Christopher Nolan non appartengono all’attore americano ma a una mini-donna: Devyn Dalton (qui la scheda dettagliata), una stuntwoman alta meno di un metro e 40. Ha sostituito l’Ulisse di Hollywood nella battaglia contro i Lestrigoni, giganti antropofagi che violano le sacre leggi dell’ospitalità. Matt Damon ha detto di lei: “Le sue braccia sono le più straordinarie che abbia mai visto”. L’attore ha inoltre rivelato che nella scena di Ulisse contro i Lestrigoni la sua controfigura era stata contrapposta ad altri stuntmen molto più alti -oltre due metri – usando la tecnica della “prospettiva forzata”, un espediente che inganna l’occhio facendo apparire persone o oggetti più grandi, più piccoli, più vicini o più lontani di quanto siano realmente senza ricorrere agli effetti speciali.
2. Il Ciclope animatrone di 6 metri
Nolan ha parzialmente rinunciato alla CGI (immagini generate al computer, ndr) per Polifemo. Sul set è stato costruito un gigantesco animatrone alto 6 metri per rendere i movimenti del Ciclope realistici e dare agli attori un vero punto di riferimento fisico durante le riprese. La performance fisica e digitale del ciclope Polifemo è stata guidata dall’attore Bill Irwin
3. Girato in IMAX, ma con pochissime sale adatte
È il primo lungometraggio ad essere stato girato interamente in formato IMAX nativo. Questa scelta ha però scatenato un dibattito tecnico: esistono pochissime sale al mondo (circa venti) in grado di proiettare la pellicola esattamente nel formato concepito dal regista. Ne è vals ala pena?

4. Divinità “umane” e assenza di Zeus
Nello smontare l’apparato mitologico classico, Nolan ha escluso completamente Zeus dal film. Poseidone non appare mai in forma antropomorfa ma resta una minaccia legata alla furia del mare. Anche Atena (Zendaya) è una figura reale e ambigua che cammina tra i mortali.
5. Niente comparse digitali per il Cavallo di Troia
Il celebre Cavallo di Troia è stato ricostruito a grandezza quasi naturale. Durante le scene della caduta della città, Nolan non ha voluto comparse digitali ma in carne e ossa e ha preteso che gli attori e gli stuntman indossassero barbe vere per mantenere l’autenticità storica ed evitare la post-produzione digitale.

6. Cellulari rigorosamente vietati sul set
Come in ogni produzione di Christopher Nolan, vige il divieto assoluto di introdurre smartphone sul set. Chiunque venisse sorpreso con un telefono cellulare rischiava l’allontanamento immediato per garantire la massima concentrazione del cast.
7. Ispirazioni d’arte classica e moderna
Le scene non cercano la precisione filologica dell’Età del Bronzo, ma omaggiano la storia dell’arte. L’inquadratura iniziale del cavallo sulla spiaggia richiama l’opera La montagna di sale di Mimmo Paladino. Le sequenze sull’isola di Ea citano le atmosfere geometriche dei guerrieri di Paolo Uccello, mentre Polifemo è dichiaratamente ispirato ai toni cupi del Saturno che devasta i suoi figli di Francisco Goya.
8. Tutte le incredibili location del film
91 giorni di riprese divise tra Marocco, Grecia, Islanda, Scozia e Sicilia (Favignana ed Eolie).Nello specifico, Favignana è stata usata per la fuga da Polifemo; le grotte di Cala Bue Marino e il Castello di Santa Caterina come Itaca. Le isole Eolie e Lipari hanno fatto da sfondo alla scena del vortice di Cariddi. Il Peloponneso è stato tilizzato per le scene ambientate nella grotta di Nestore vicino a Voidokilia.

9. L’imprevisto doganale che rischiava di rovinare tutto
In Scozia la dogana ha rischiato di rovinare la pellicola IMAX aprendo i contenitori sigillati
10. L’indagine sociale (e l’ignoranza italiana)
L’uscita della pellicola ha riacceso l’interesse per i poemi omerici, facendo emergere un dato curioso da un’indagine statistica legata al lancio del film: ben il 91% degli italiani confonde le Sirene dell’Odissea (le creature mitologiche metà donna e metà uccello) con la classica sirena delle fiabe medievali e della Disney (metà pesce). Un altro clamoroso abbaglio riguarda il viaggio di Ulisse: per oltre 7 italiani su 10 (72%) l’eroe itacese avrebbe trascorso vent’anni in mare a combattere mostri, ignorando i 10 anni di guerra a Troia e, soprattutto, i ben 8 anni passati praticamente fermo sulle isole di Calipso e Circe. Clamorosa anche la svista sulle motivazioni del protagonista: il 79% è convinto che Ulisse viaggiasse per la curiosità di scoprire nuovi mondi (falso mito derivato da Dante), anziché per il disperato bisogno di tornare a casa dalla moglie.