La partita giudiziaria attorno a Pasapalabra, versione spagnola del celebre game show legato all’universo di Passaparola (il programma condotto da Gerry Scotti dal 1999 al 2008) non sembra affatto chiusa. Dopo la decisione del tribunale di Madrid che ha quantificato in circa 74 milioni di euro l’importo dovuto a ITV, MFE-MediaForEurope ha scelto di rispondere con una nota ufficiale dai toni netti. Il gruppo, che controlla Mediaset, contesta il modo in cui è stato calcolato il danno e annuncia di voler valutare tutte le iniziative possibili per tutelare i propri interessi.
Pasapalabra, la replica di Mediaset dopo il maxi risarcimento
La vicenda ruota attorno alla trasmissione di Pasapalabra su Telecinco tra il 2012 e il 2019. Secondo quanto stabilito nel procedimento civile, il gruppo avrebbe dovuto riconoscere a ITV una cifra molto alta per lo sfruttamento del format, con un importo arrivato a 73.246.772 euro. Una somma che, per dimensioni e impatto mediatico, ha subito trasformato la decisione in uno dei casi più discussi della televisione spagnola.
MFE però non ci sta. Nella nota ufficiale diffusa dopo la pronuncia, il gruppo di Pier Silvio Berlusconi spiega di prendere atto della decisione della Audiencia Provincial di Madrid, ma sottolinea un elemento considerato decisivo: la sentenza sarebbe arrivata senza tenere conto di un recente pronunciamento del Tribunal Supremo spagnolo su El Rosco, cioè la ruota finale del quiz, una delle parti più riconoscibili e amate del programma.
Ed è proprio qui che la questione, da semplice contenzioso economico, diventa una vera battaglia sul cuore del format. Per il pubblico, El Rosco è il momento in cui tutto diventa più adrenalinico (e quindi interessante): tensione, lettere da completare, concorrenti sotto pressione e ascolti che salgono. Ma per MFE quel segmento non potrebbe essere trattato come se appartenesse automaticamente ai diritti rivendicati da ITV.
La strategia di Pier Silvio Berlusconi
Nel comunicato, MFE sostiene che la liquidazione dei danni sia stata costruita partendo dal presupposto che la ruota finale con le lettere fosse parte integrante del format inglese. Un passaggio tutt’altro che secondario, perché proprio quella sezione sarebbe stata considerata la più attrattiva del game show, anche dal punto di vista dell’audience e della raccolta pubblicitaria.
La posizione del gruppo è chiara: la recente decisione del Tribunal Supremo avrebbe escluso che i diritti di copyright relativi a El Rosco appartengano a ITV. Di conseguenza, secondo MFE, quel pronunciamento inciderebbe direttamente sulle basi giuridiche usate per calcolare il risarcimento.
“Il Gruppo evidenzia tuttavia che tale decisione interviene senza considerare la recente sentenza del Tribunal Supremo spagnolo relativa al distinto procedimento riguardante El Rosco”, si legge. La società aggiunge che la pronuncia del Supremo “ha escluso che i relativi diritti di copyright appartengano a ITV”.
Per questo motivo MFE valuta una mossa pesante: chiedere l’annullamento del procedimento esecutivo concluso a Madrid. Una scelta che, se portata avanti, potrebbe riaprire un dossier già molto delicato e prolungare ulteriormente una contesa che va ben oltre il singolo quiz televisivo.
Una battaglia che pesa sulla tv europea
Il caso Pasapalabra non riguarda soltanto una cifra record. Tocca un tema centrale per l’industria dello spettacolo: quanto vale davvero un format televisivo e dove finiscono i diritti di chi lo ha ideato, adattato o reso popolare in un altro mercato? Domande tecniche, certo, ma con ricadute molto concrete per editori, broadcaster e produttori.
Per Mediaset e MFE, la posta in gioco è anche reputazionale. Un risarcimento di questa portata fa rumore, soprattutto quando coinvolge un game show tra i più amati. La prossima fase si giocherà quindi nelle sedi legali. MFE ha fatto sapere che valuterà “tutte le iniziative giudiziarie opportune” per proteggere i propri diritti.