Video che non partono, audio traballanti e qualche imprevisto di troppo: la nuova puntata de La Volta Buona di casa a Sanremo vede Caterina Balivo destreggiarsi tra le difficoltà di una regia non proprio al top. La padrona di casa riesce comunque nell’impresa e porta a casa una puntata ricca di contenuti e ospiti che dalla “Città dei Fiori” ripercorre la prima puntata di questa edizione del Festival con qualche incursione nel passato e un omaggio che commuove tutti, ma proprio tutti. Non mancano i commenti al vetriolo, in particolare su Can Yaman. In studio Alessia Vessicchio, Donatella Rettore, Tommaso Zorzi, Mauro Repetto ma non mancano anche i cantanti in gara, da Arisa a Enrico Nigiotti.
L’omaggio a Peppe Vessicchio, lacrime vere. Voto: 9
La puntata del 25 febbraio de La Volta Buona decide di farci piangere e ci riesce. Dopo aver visto il sentito omaggio nella prima serata di Sanremo 2026 al Maestro Peppe Vessicchio, vera colonna portante del Festival e personaggio amatissimo da tutte le generazioni, Caterina Balivo ospita in studio sua figlia Alessia e le lacrime scorrono a fiumi.
Alessia Vessicchio è un misto di orgoglio ed emozione per il padre scomparso recentemente e nel salotto di Rai 1 ripercorre con gli altri ospiti e con la padrona di casa cosa è stato per lei avere un padre il suo, così amato sia come uomo che come Maestro d’orchestra. I complimenti non si contano, ognuno ha un aneddoto legato a Peppe Vessicchio e i video mandati dalla regia contribuiscono a caricare l’atmosfera di commozione. Il momento più alto arriva quando Caterina Balivo consegna ad Alessia lo spartito d’oro della SIAE: la donna lo riceve e non si tiene più, le lacrime scendono a tradimento e la voce si rompe.
“Tu sei l’unica che dal giorno che mio padre non c’è più mi ha mostrato un’empatia unica, con quell’intelligenza del cuore, con quell’amore vero e non è così per tutti. Perché ci sono persone che lo hanno conosciuto, hanno lavorato anni con lui, che non mi hanno dato lo stesso affetto e la stessa luce che hai dato tu”. Su queste parole la conduttrice non ha potuto far altro che commuoversi a sua volta. Un momento veramente intenso e toccante in cui è emerso davvero tutto l’amore per un Maestro che ha contribuito a rendere grande Sanremo e che manca molto.
Arisa “trendsetter” incanta lo studio. Voto: 8
Arisa parte dal collegamento in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo e poco dopo arriva in studio accolta dai sorrisi e dai complimenti degli altri ospiti. La cantante – che è nella rosa dei primi 5 della prima serata del Festival – si racconta senza filtri ma con quella grazia disarmante che le appartiene da sempre. Caterina Balivo la definisce una trendsetter e non è un complimento buttato lì: Arisa lo è davvero, nel modo in cui si muove, parla, canta e si prende il suo spazio senza mai strafare. Ma soprattutto per il look: un abbinamento azzardato che funziona, dal maglione grigio in lana alla gonna verde e un cappotto bicolor grigio-blu. Lei può.
E lo ha dimostrato anche su palco con un abito bianco che l’ha resa “una Dea”, come ha sottolineato Balivo. Arisa ride nel rivedersi in un video del passato, in quel provino del 2009 che la lanciò a Sanremo e nella musica italiana, ma oggi confessa: “Sì in effetti mi sentivo bella, mi sono piaciuta”. La scaramanzia non manca e fa le corna pensando ai giorni che ancora mancano del Festival ma promette grandi esultanze se mai dovesse vincere. Intanto Tommaso Zorzi piange a ogni nota accennata della cantante potentina e noi lo capiamo: la sua voce incanta e fa venire la pelle d’oca.
E sulla domanda clou – “Cerchi l’amore?” – risponde che no, non lo cerca: “Magica Favola dice proprio che io sono il mio principe azzurro, che mi voglio tanto bene e va bene così”. Ottima risposta. In chiusura, però, arriva la punzecchiatura di Donatella Rettore che le consiglia di “ingrassare un po’ perché sei troppo magra”. Mai possibile che non possano mancare i commenti al fisico?
Tommaso Zorzi, la viperetta che ci piace. Voto: 9
A proposito di fisicità e look qui le cose si fanno spicy. Tommaso Zorzi non è l’unico a essere particolarmente acidello in questa puntata de La Volta Buona, al contrario è in buona compagnia. A far parlare di sé è – e non poteva essere altrimenti – Can Yaman. L’attore turco è stato co-conduttore della prima serata di Sanremo e all’Ariston ha sfoggiato un look imbarazzante dietro l’altro, cosa che non è sfuggita a Caterina Balivo e a Zorzi. I due sono senza freni e in studio è tutto un tamarro qui, tamarro là.
Zorzi in modalità vipera sostiene che “forse non sarei sceso con il primo bottone aperto che poi era il quarto” lasciando intravedere così tanti pettorali, Balivo incalza parlando di troppo “unguento”. Qualcuno definisce Can Yaman un novello Er Monnezza, qualun altro “un vero tamarro“. Insomma: il nuovo Sandokan ha sì colpito, ma non come avrebbe voluto. Anche se Donatella Rettore mette anche qui l’ultima parola: “Urca!”.
Caterina Balivo regina degli imprevisti. Voto: 7
Non è stata una puntata facile per la conduttrice, quella di oggi. Il bello della diretta? Sì, indubbiamente, ma che fatica. Se la puntata è arrivata in porto, gran parte del merito è di Caterina Balivo: la regia non collabora, i video non partono, i collegamenti fanno i capricci. E lei, da grande professionista quale è, ride e improvvisa, la butta sulla gag e in una parola: stempera. Trasforma ogni intoppo (e sono tanti) in un’occasione per creare relazione, per raccontare, per ascoltare.
Ne approfitta per fare del gossip con Jolanda Renga e un papà più concentrato sulla partita persa dell’Inter che sulla sua esibizione, ma punzecchia qua e là anche Can Yaman e degli outfit non proprio eleganti. Si commuove con Peppe Vessicchio e Pippo Baudo, scherza con Mauro Repetto e incalza Donatella Rettore a ogni occasione. Soprattutto fa quadrato con Tommaso Zorzi gettando benzina sul fuoco dell’opinionista. Alla fine la puntata conclude nel migliore dei modi mantenendo un aplomb davvero invidiabile.