La Volta Buona, pagelle 20 febbraio: Caterina Balivo e l’eterna giovinezza (8), Donatella Rettore tagliente (7)

Sanremo di nuovo protagonista de La Volta Buona con qualche indiscrezione sui possibili ospiti del mondo dello sport e gli omaggi ai cantanti più longevi della storia del Festival

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Longevità è la parola d’ordine della puntata de La Volta Buona di venerdì 20 febbraio e Caterina Balivo ne parla mettendo insieme 80enni in splendida forma, influencer ultra-novantenni, popstar che non hanno perso il gusto della battuta e un inevitabile, irresistibile, profumo di Sanremo. Non mancano i consigli culinari per carpire il segreto dell’eterna giovinezza, ma anche qualche indiscrezione proprio dal Teatro Ariston. Nel salotto di Rai 1 la padrona di casa ospita in studio tanti personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, da Donatella Rettore a Marco Carta, Guillermo Mariotto, Antonella Elia e Davide Mengacci.

Donatella Rettore, iconica e imprevedibile. Voto: 7

A La Volta Buona si parla ancora di Sanremo e dal momento che in studio è presente Donatella Rettore, inevitabilmente si ripercorrono anche i momenti più iconici del Festival. Rettore è stata ed è tutt’oggi una vera e propria icona della musica italiana: originale come poche altre cantanti, con uno stile unico e una presenza scenica che dà del filo da torcere alle nuove generazioni.

In studio si contiene (anche se accanto ha Guillermo Mariotto, che non aiuta) ma ogni tanto qualche stoccatina la dà, ad esempio ricorda che se è vero che Riccardo Cocciante ha compiuto 80 anni lei stessa ne ha ben 70. “Non sono pochi, eh!”, sottolinea. Corregge, un po’ piccata, Caterina Balivo quando le dice che sono 50 anni di carriera – “veramente sono 46, cambia” – ma la conduttrice cade in piedi come sempre e dice: “Abbiamo arrotondato, fa più figo dire 50 dai”. Ironica, tagliente come le lamette di cui canta, sta sempre sul pezzo.

Sul Sanremo che sta per iniziare confessa senza esitazioni di tifare per Ditonellapiaga, anche se ammette di non disdegnare Raf. Che sia diventata romantica?, ci chiediamo noi a casa e Balivo in studio. Lei dice di esserlo sempre stata a modo suo e Mariotto insiste che una delle sue canzoni più iconiche, Lamette, si possa considerare una canzone d’amore. “Il suicidio per amore esiste”, incalza la cantante. Quando poi si rievoca la storica lite tra lei e Marcella Bella non ce n’è per nessuno: “Abbiamo litigato proprio come delle iene. Mollica ci lasciava e noi continuavamo a litigare, siamo andate avanti con una rissa interminabile. Poi siamo andate a dormire”.

Una vera gatta che graffia, e infatti Guillermo Mariotto la vorrebbe in giuria a Ballando con le Stelle perché “è perfida in un modo che mi appartiene”. Non possiamo dargli torto, ma ci piace.

La dolcezza di Marco Carta. Voto: 7

Su Donatella Rettore anche Marco Carta ha qualcosa da dire. “Un giorno mi definì carta straccia”, ricorda, e subito Mariotto scoppia a ridere. La cantante de Il Cobra però la butta sul ridere: “Ma era una battuta!!”. Sarà. Comunque Marco Carta sta al gioco, ci ride su, smorza i toni con la sua dolcezza che ormai è il suo marchio di fabbrica. Si gode il momento amarcord guardandosi sullo schermo vincere il Festival di Sanremo nel 2009 e ammette di essere dispiaciuto di non essere mai riuscito a tornare all’Ariston.

Lui che fu il primo a essere uscito da un talent show e approdare al Festival più ambito del settore, oggi vorrebbe partecipare ancora ma forse i tempi per lui non sono ancora maturi. La sensazione che abbiamo è di un artista che ha vissuto molto, forse troppo e troppo in fretta e Sanremo è un meccanismo che non perdona.

Gli eterni ragazzi e il segreto della longevità. Voto: 9

La puntata si concentra tutta sul segreto della longevità. Da Riccardo Cocciante, che compie 80 anni, a Mogol che tra qualche mese ne farà 90 e Donatella Rettore che ne ha 70, ma anche Fausto Leali, il Cardinale Ruini e un’influencer della terza età: come si fa a rimanere così giovani (dentro)?

Ce lo spiega in collegamento il professor Ciro Vestita che propone consigli pratici e concreti, invitandoci a riscoprire cibi ormai passati di moda come latte di cocco, datteri, avocado, fichi secchi, kiwi e limone. Il siparietto con gli ospiti in studio è inevitabile e tutti sono interessati a capire come allungare in modo miracoloso la propria vita. Davide Mengacci si informa sui benefici del mirtillo, Rettore confida la sua colazione e Balivo si destreggia ad arte cercando di assimilare ogni dettaglio.

Il momento più emozionante arriva però con Licia Fertz, 96 primavere, influencer “dell’ultima età” (dice lei) e autentico fenomeno social. Il suo racconto colpisce per semplicità e forza: dopo la morte del marito decide di cambiare prospettiva e di farlo partendo da sé. Abbandona il nero, sceglie i colori e si rimette in gioco con entusiasmo. “Nero nell’anima e nero fuori non va bene”, dice con una lucidità che conquista tutti. Oggi posa per servizi fotografici, collabora con le case di moda e si mostra anche in déshabillé”per far capire che la vecchiaia non esiste”. Chapeu.

Caterina Balivo acqua e sapone. Voto: 9

La padrona di casa apre la puntata con un look acqua e sapone che ci colpisce subito e che le sta d’incanto. Capelli lisci che le incorniciano il viso, trucco appena accennato e una camicetta nera vedo/non vedo estremamente chic. L’unico guizzo che si concede, oltre a un sorriso che la illumina, è una minigonna leopardata che non spezza l’eleganza.

Il programma è cucito addosso al suo modo di fare televisione: risulta empatica ma non melensa, brillante senza essere invadente. Anche in questa puntata riesce a tenere insieme ospiti molto diversi tra loro, dal carisma spigoloso di Donatella Rettore alle uscite imprevedibili di Guillermo Mariotto e Mengacci, passando per storie che rischierebbero la retorica e che invece diventano racconto.

Si commuove con Franca Re Dionigi, la signora delle lampadine di Milano, che a 95 anni va ancora a lavoro tutti i giorni e che svela il suo, di segreto: amare il proprio lavoro, amare la vita e fare quello che piace. I tre consigli che la donna dà anche ai giovani. Ed è proprio Caterina Balivo a suggerire l’idea di veder scendere le scale del Teatro Ariston di Sanremo qualcuno del mondo dello sport. “Mi piacerebbe veder scendere le scale Francesca Lollobrigida con il suo bambino“, confida, e se Federica Brignone sembra ormai non più papabile chissà che non venga accontentata.