“Sono felice di questi trent’anni del Ciclone, sembrano passati in una frazione di secondo”: così Leonardo Pieraccioni commenta il 30esimo anniversario del suo più grande successo. Il Ciclone, tra i film italiani più visti di sempre, arrivò nei cinema nel 1996. Tre decenni dopo, il comune di Laterina, in provincia di Arezzo, dove si trova il mitico casolare in campagna, celebra il regista con una grande festa in piazza. L’emozione di Pieraccioni è tanta, ma non manca la sua solita, pungente, ironia: “Trenta anni dal Ciclone sono passati veloci come i capelli di Carlo Conti”. Lui scherza, noi per l’occasione sveliamo i 5 segreti del film che ha segnato una generazione.
1. La voce di Gino è di Mario Monicelli
Pur senza mostrare mai il proprio volto, Gino è tra i personaggi principali de Il Ciclone. Il burbero anziano che non esce mai di casa, consigliere ufficiale del giovane e sconclusionato Levante, è interpretato (o, meglio, doppiato) da uno dei più grandi maestri del cinema italiano.
La voce di Gino appartiene al regista due volte candidato ai premi Oscar Mario Monicelli. Toscano come Pieraccioni, ebbe con lui un affettuoso legame professionale e non solo. “Una persona molto gentile e cara, – così Monicelli parlava di Leonardo – un bravo ragazzo, che mi ritiene un suo Virgilio”.
2. La Toscana a far da cornice
Leonardo Pieraccioni è un toscanaccio doc e non poteva che scegliere la propria terra per ambientare il suo capolavoro. La cascina in cui abitano i fratelli Levante, Selvaggia e Libero assieme al padre Osvaldo, esiste davvero: si trova a Laterina, piccolo paese in provincia di Arezzo immerso nella campagna Toscana. Il borgo in cui Levante vive e lavora, che non viene mai nominato nel film, racchiude gli scorci di due borghi toscani, Poppi e Stia, entrambi nella vallata del Casentino, sempre in provincia di Arezzo.
3. Tra i film italiani più visti di sempre
Quando Il Ciclone arrivò nei cinema di tutta Italia, fu il più visto della stagione cinematografica 1996/1997. L’incasso (seppur non paragonabile a quello di Checco Zalone) fu da record, si parla di oltre 50 miliardi di lire. Il successo al botteghino ha fatto del secondo film firmato da Pieraccioni il 24esimo maggior incasso nella storia del cinema italiano.
Apprezzato dal pubblico, ma anche dalla critica. Il Ciclone vinse tre David di Donatello: uno come miglior attrice non protagonista a Barbara Enrichi (che interpreta Selvaggia); il David Speciale e il David Scuola. Ai Nastri d’Argento trionfò Leonardo Pieraccioni, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatore assieme a Giovanni Veronesi.
4. Pieraccioni vs Veronesi: gli scontri su titolo e “bara”
Leonardo Pieraccioni scrisse Il Ciclone a quattro mani con Giovanni Veronesi, la cui presenza fu salvifica. Pieraccioni, infatti, avrebbe voluto intitolare il film Il balletto di Marradi, pensando inizialmente di girarlo completamente nell’omonimo borgo. Per fortuna che cambiò idea, perché Il Ciclone è decisamente più accattivante.
Fu di Veronesi, che riuscì a superare le rimostranze del collega, anche l’idea dell’indimenticabile scena in cui si scopre che Libero, il fratello minore dalla psiche contorta, nasconde una bara sotto il letto e vi si rifugia quando la vita diventa troppo da sopportare. “Nessuno ha una bara in camera! È troppo” pensava il regista, ma infine vinse Veronesi.
5. Il personaggio che ispirò Levante
Se Levante, la cantante, artisticamente si chiama così, è proprio per merito de Il Ciclone. “Era un afosissimo agosto del ’98, o del ’99. – raccontò lei stessa a Verissimo – Ero con Olga, la mia amichetta del tempo, che a un certo punto mi guardò e mi disse Levante! E mi spiegò che era il protagonista del film Il Ciclone. Questo soprannome, che era un gioco, io l’ho portato con me anche a Torino. Al liceo mi chiamavano Levi”.