Coronavirus, perché è fondamentale rispettare le regole

Per spezzare la catena di contagi da coronavirus è fondamentale evitare i contatti con le persone e tenersi lontani dagli altri

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Per chi non l’avesse ancora capito, solo rispettando in modo stringente le indicazioni che ci dicono di rimanere a casa potremo controllare il contagio dell’infezione da Sars2-CoV-2019 e ritornare alla normalità, limitando il numero dei decessi ed evitando di mettere completamente in crisi le strutture sanitarie. Per questo occorre seguire le regole. Ma come mai è così importante tenersi lontani dagli altri per limitare (e non far correre) rischi? Ecco il perché?

Non tutti, per fortuna, hanno sintomi gravi

Più si va avanti con le conoscenze, più si scopre che la maggior parte dei contagi, appare legata alla trasmissione del “nemico” da parte di persone che possono avere solo sintomi sfumati e magari si sono mosse (ora proprio non si deve) con qualche linea di febbre o con tosse e altri disturbi.

A ricordare come questa sorgente di contagio sia importante è una ricerca , pubblicata su Science che ha preso in esame la situazione nell’epicentro dell’epidemia, ovvero la città di Wuhan e lo stato dello Hubei, nei primi giorni della stessa.

Lo studio, coordinato e condotta dagli studiosi della Mailman School of Public Health della Columbia University, dimostra chiaramente che chi non viene riconosciuto come potenziale portatore dell’infezione, magari perché non ha disturbi chiari e pensa di avere solamente una leggera influenza, è comunque in grado di trasmettere particelle virali con il proprio “droplet”, ovvero con le goccioline che vengono emesse con la saliva o attraverso colpi di tosse e starnuti. Pensate solo che con uno starnuto la velocità di emissione di queste particelle può raggiungere anche i 150 chilometri l’ora.

Ebbene, stando ai modelli matematici considerati nell’indagine, se è vero che le persone che hanno contratto il virus e non sono state riconosciute possono infettare solo al 52 per cento rispetto alla persona che invece ha avuto la diagnosi clinica, è innegabile che il loro impatto nella trasmissione dell’infezione sia importante.

Più o meno oltre il del 60 per cento delle persone che si è poi ammalata avrebbe infatti contratto l’infezione da una persona che non era stata riconosciuta come possibile fonte del contagio. D’altro canto, stando a quanto riporta la letteratura scientifica, almeno la metà dei soggetti che hanno contratto l’infezione potrebbe non mostrare sintomi particolarmente intensi.

Sommando tutte queste osservazioni diventa chiaro come, oltre alla quarantena e al monitoraggio a casa dei casi riconosciuti, (ovviamente se non è necessario il ricovero) è fondamentale “distanziare” le persone, evitando che chi potrebbe avere nel suo corpo il virus senza mostrare sintomi e segni particolarmente chiari diventi senza volerlo fonte dell’infezione per altre persone.

Stiamo a casa

Per questi motivi è fondamentale, per tutti, evitare i contatti con le altre persone. Solo in questo modo si può cercare di spezzare la catena di trasmissione del virus e veder finalmente calare la curva dei nuovi contagi e del numero dei decessi. Ovviamente non bisogna dimenticare mai le misure di protezione individuali, a partire dalla necessità di lavarsi spesso e con cura le mani con il sapone o comunque con detergenti efficaci, mantenere una buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi subito dopo le mani), ricordare che l’isolamento volontario delle persone con malattie respiratorie febbrili è fondamentale.

In caso di sintomi, quindi, non recatevi al pronto soccorso ma avvisate telefonicamente il medico di medicina generale o i servizi preposti, in ogni regione. Il numero di riferimento a livello nazionale, istituito dal Ministero della salute, è il 1500. La chiamata è gratuita da telefoni fissi e cellulari, e la linea è attiva tutti i giorni dalle 8 alle 20. Oltre al 1500, in caso di sintomi, è opportuno chiamare il 112 o i diversi numeri regionali.
Ma soprattutto, ricordiamoci che l’hashtag #iorestoacasa non è solo un modo per condividere esperienze sui social, ma deve diventare una vera e propria scelta di responsabilità per combattere il virus. Queste indicazioni sono utili per tutti, e soprattutto per i giovani.

Secondo le analisi dell’Istituto superiore di sanità il 22 per cento dei pazienti positivi al tampone per Sars2-CoV-2019 ha tra 19 e 50 anni e rischiano di trasmettere l’infezione a genitori e nonni. Il distanziamento sociale, a tutte le età, sarà l’arma vincente contro il nemico invisibile.

 

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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